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Barano e la guerra dei trenini, la Torquato Tasso chiede 150.000 euro di danni

BARANO D’ISCHIA. Sembra non avere fine quella che ormai potremmo definire la guerra dei trenini tra la Torquato Tasso e l’amministrazione del Comune di Barano. Eh già, perché un nuovo capitolo si va ora ad aggiungere alla lunga battaglia, ormai anche giudiziaria, in corso tra le due protagonista di questa vicenda. L’azienda sorrentina, infatti, pare che abbia chiesto, tramite ricorso al Tar, al Comune collinare un risarcimento danni. Prima però di raccontare di questo, bisogna fare un passo indietro e ripercorrere una storia che  definire assurda  è dire poco.

Tutto, infatti, ha avuto origine nel Gennaio del 2013, quando l’amministrazione baranese, allora guidata dal sindaco Paolino Buono, approvò una delibera avente ad oggetto l’istituzione di un servizio di trasporto, soprattutto per finalità turistiche,  di collegamento tra il Comune di Ischia e quello di Barano. Per lo stesso sarebbero  stati utilizzati due trenini con carrozze a trazione,acquistati dall’amministrazione collinare con i fondi Dupim e costati  400 mila euro.  Nel Febbraio dello stesso anno,  il primo cittadino di Barano, vedendo però che il Comune di Ischia non si decideva ad approvare il medesimo atto amministrativo, varò una nuova delibera in sostituzione di quella precedente, per l’istituzione sempre di un servizio di trasporto turistico, con i famigerati trenini, questa volta, però, senza limiti territoriali di utilizzo.  L’amministrazione a tal proposito avviò anche una procedura di gara per l’affidamento del suddetto servizio e che vinse l’azienda sorrentina Torquato Tasso.  Peccato soltanto che quello fu l’inizio della fine.  Il  servizio di trasporto non diventò mai realtà, in quanto la Città Metropolitana di Napoli, proprietaria di gran parte della rete stradale del Comune collinare, non diede la propria autorizzazione all’effettuazione del servizio. Il motivo? Pare che sulla carta di circolazione dei due veicoli si facesse riferimento ad un servizio di spettacolo viaggiante e quindi questi   fossero non idonei ad  un servizio di trasporto di linea.

Dopo un anno di attesa senza alcun nulla osta, il Comune di Barano, compreso ormai di essere nel bel mezzo di un bel pastrocchio,  per ovviare ad ulteriori problemi, decise di dare in locazione i due trenini, fino al Dicembre 2015, alla Tasso la quale li avrebbe custoditi in attesa di un eventuale risvolto della vicenda, stabilendo, al contempo, che essi potessero essere utilizzanti una tantum nel frattempo  sul territorio sorrentino. Tutto bene quel che finisce bene? Niente affatto, perché scaduta la concessione, i trenini avrebbero dovuto far ritorno sul comune baranese. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo,  in quanto  l’azienda di Sorrento, si rifiutò di restituire a Paolino e company i due mezzi, accusando il Comune Barano di superficialità amministrativa. Non essendo mai andato in funzione il servizio, infatti, la Tasso aveva dovuto sopperire al mantenimento dei trenini accollandosi quindi anche alcune spese. Fu a questo punto che la vicenda finì nelle aule dei tribunali. Nel 2016, infatti, il tribunale di Ischia, emanò decreto ingiuntivo per la consegna immediata dei trenini da parte della Torquato Tasso all’amministrazione collinare. Peccato che anche in questo caso, la sorpresa era dietro l’angolo.

Il giorno dell’esecuzione forzata, infatti, i due veicoli non furono trovati nel deposito della società sorrentina che pur di far valere le proprie ragioni contro l’ente baranese  le aveva adeguatamente fatti “sparire”. Questo ha dato poi un’ulteriore sferzata alla battaglia legale in questione con il sindaco Paolino Buono che denunciò, ancora una vola, in sede penale la cooperativa tasso per appropriazione indebita. Come è finita la questione? Bhe allo stato d’arte di questi fantomatici trenini, sul comune collinare non sembrerebbe esservi ombra alcuna. L’unica cosa certa è che la guerra tra Barano e l’azienda sorrentina è tutt’altro che finita. Come anticipavamo poco sopra, infatti, pare che la Tasso, lo scorso 30 Gennaio, abbia proposto, a sua volta, un nuovo ricorso al Tar della Regione Campania, “contro il Comune di Barano per l’annullamento della delibera 24.02.2013, per l’accertamento del diritto alla ripartizione delle spese sostenute e dei danni subiti” a seguito di questa intricata vicenda. E il conto presentato è davvero salato: all’amministrazione guidata al sindaco Dionigi Gaudioso è stata infatti richiesta la somma di 150.000 euro.  Non proprio spiccioli insomma. Inutile dire che ora all’ente collinare toccherà costituirsi in giudizio per evitare di dover mettere mano alle casse e sborsare i soldi richiesti. Come andrà  nessuno può ancora dirlo ma una cosa è certa: da questa vicenda l’amministrazione baranese, ancora una volta, non ne esce al meglio e qualora non dovesse vincere il ricorso, saranno i poveri contribuenti di Barano a farne le spese.

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