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Barano e Serrara Fontana senz’acqua, è emergenza idrica

La Regione potrebbe chiudere l’erogazione anche nelle ore diurne, l’Evi precisa che una fascia oraria sarà comunque garantita e invita a limitare i consumi. Una situazione figlia degli enormi flussi estivi ma anche della folle miopia politica: vi spieghiamo perché

Potrebbe apparire un semplice avviso, e dal punto di vista formale lo è. Ma la nota diffusa nel primo pomeriggio di ieri dall’EVI spa – l’azienda che si occupa del servizio di acquedotto e fognature sull’isola d’Ischia – lancia un vero e proprio allarme che parte da molto più lontano e verosimilmente sfugge ai nostri lettori e a chi ancora oggi si diverte (riuscendovi con alterne fortune) a mistificare la verità facendo un danno al territorio e alla sua gente. L’Evi, che proprio nei giorni precedenti aveva comunicato difficoltà di garantire l’erogazione in diverse zone di Barano ed alcune di Ischia per problemi a un impianto, ieri ha reso noto quanto segue: “L’ulteriore aumento dei consumi idrici, unito a problematiche dovute alla conformazione del territorio isolano, sta portando ad un peggioramento delle dinamiche di approvvigionamento per i Comuni di Barano e di Serrara Fontana. A seconda dell’evoluzione della situazione, la Regione potrebbe ritenere necessario chiudere i serbatoi non solo nelle ore notturne, ma anche in quelle diurne, senza possibilità di pianificare le manovre, dovendo rispondere a domande di assorbimento imprevedibili. È inteso che, comunque, verrà assicurata l’erogazione almeno per alcune ore al giorno. Si raccomanda, dunque, all’utenza di limitare i consumi in generale, evitare usi impropri della risorsa e tenere sempre in efficienza le cisterne private di accumulo ed i relativi autoclavi”.

Insomma, si naviga a vista e senza certezze, un po’ come accadeva tanti anni fa quando nel periodo estivo l’acqua “andava e veniva” senza alcun criterio né fasce di orario concordate, insomma riuscire o meno a lavare i piatti, fare la doccia o il bucato rappresentava (specie per chi non era munito di cisterna) un vero e proprio terno al lotto. Ma adesso veniamo al punto: l’isola è piena come un uovo ed è verosimile pensare che non ci sia acqua a sufficienza per tutti, ma non credete che sia questo il motivo dell’improvviso stop all’erogazione nei Comuni più alti dell’isola. Dietro ci sono tante cose, partendo dalla mancata revoca della liquidazione dell’Evi che di fatto sta davvero ingessando l’azienda. La verità è che la rete idrica andrebbe ammodernata e potenziata, altrimenti di questo passo il rischio è che il prossimo “allarme rosso” potrebbe portare l’isola a rimanere a secco per un periodo di tempo molto più lungo, come accaduto a Messina alcuni anni fa. Lo stato di liquidazione, tra l’altro, come stiamo sottolineando da più tempo, impedisce di poter accedere ai fondi PNR né tantomeno permette di poter stipulare mutui per ottenere la liquidità necessaria. Tutto questo, senza voler sottolineare la scelleratezza politica che ha messo in condizione l’EVI di dover rinunciare a un finanziamento di tre milioni di euro (avete capito bene, tre milioni) per scelleratezza politica sulla quale preferiamo sorvolare per amor di patria.

Già, la politica, quella che davvero continua inspiegabilmente a non rendersi conto di come stia giocando col fuoco e decisamente “a far male”. Non è un caso che l’assemblea del CISI, che avrebbe dovuto approvare il bilancio Evi, in programma il 16 agosto in prima convocazione e il 17 in seconda, sia stata rinviata “a data da destinarsi” con il presidente attuale Dionigi Gaudioso che lo ha comunicato ai suoi colleghi sindaci e a tutte le parti interessate. Insomma, per queste cose c’è tempo. O almeno così credono lor signori. Parliamo di acqua, ma l’impressione è che si stia scherzando con il fuoco.

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Rosanna Salvati

I turisti dovrebbero boicottarvi seriamente… allora, forse, la politica ischitana si potrebbe svegliare!!!!!… #’napochefame!

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex