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Barano, la politica in tono minore

C’è un clima insolito che si respira a Barano a pochissimi giorni dal voto. Un’atmosfera surreale che avvolge i circa settemila elettori chiamati domenica prossima ad eleggere il proprio sindaco. I riflessi dello specchio del tempo trasferiscono sui social la campagna elettorale, un appuntamento che prima trovava i suoi scenari nelle piazze, pulsanti delle adunate ricche di passione e di fervore.

Oggi Facebook, WhatsApp, Telegram hanno spodestato quei vecchi scenari. Democrazia e Progresso di Dionigi Gaudioso e Progetto Comune di Clotilde Di Meglio si sono adeguati ai tempi e lanciano i propri messaggi attraverso la tecnologia. Il porta a porta non manca, le rispettive presentazioni sono state l’unico profumo d’antico.

A Barano si vota, ma la chiamata alle urne sembra seguire un copione di silenzio svuotato di ogni entusiasmo. Uno spaccato della commedia di Eduardo “Le voci di dentro”, dove ogni singolo elettore sembra essere sicuro dell’esito delle urne. Barano si divide in due: elettori sicuri di vincere ed elettori sicuri di perdere. Sono questi i respiri della piazza, le correnti dei vicoli, gli spifferi delle strade che raccontano da sempre sensazioni vere.

Le analisi del popolo sono spietate, gli umori toccano da vicino la realtà che non sconfina mai nella fantasia. A questa maggioranza non si perdona niente, ma ammalia nei suoi labirinti illuminati da luci e ombre. L’opposizione uscente, invece, sembra uscita da un altro capolavoro di Eduardo, “Questi fantasmi”, dove il letargo in cui è piombata negli ultimi anni ha creato mille crepe. Proprio il ritardo di programmazione nei tempi opportuni, la scarsa vicinanza alla gente rappresenta il suo divario maggiore. Ieri come adesso, Barano gioca al futuro, ma resta ferma nel passato.

Luigi Balestriere

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