Barano, maxi rateizzo per il debito Tefa
La giunta guidata dal sindaco Dionigi Gaudioso ha approvato un articolo atto di indirizzo per affrontare un pesante capitolo del bilancio comunale: il passivo, infatti, supera il mezzo milione di euro e sarà saldato con pagamenti immediati e rate in dieci anni

La Giunta comunale di Barano d’Ischia ha approvato un articolato atto di indirizzo per affrontare uno dei capitoli più pesanti del bilancio comunale: il debito accumulato negli anni per il tributo TEFA, il prelievo destinato alla tutela e igiene ambientale e versato alla Città Metropolitana di Napoli. Una somma complessiva che supera il mezzo milione di euro e che l’Ente intende ora dilazionare con un piano di rientro pluriennale. Ma andiamo con ordine e raccontiamo i fatti. La delibera n. 62, approvata all’unanimità dalla Giunta riunita in modalità mista, fotografa con precisione la situazione debitoria e definisce la strategia per evitare ripercussioni sul bilancio e garantire la continuità amministrativa.
UN DEBITO STRATIFICATO IN QUATTRO BLOCCHI
Dalla documentazione allegata alla delibera emerge un quadro complesso. Il Comune risulta debitore verso la Città Metropolitana e verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione per diverse annualità: 2008 2010: € 274.360,17, già oggetto di decreto ingiuntivo; 2011 2015: € 274.982,03, iscritto a ruolo; 2016 2018: € 206.406,94, anch’esso iscritto a ruolo; 2019 2021: € 45.650,53, derivanti da avviso di accertamento. «Il Comune di Barano d’Ischia si trova in posizione debitoria con la Città Metropolitana di Napoli e con l’Agenzia delle Entrate Riscossione per somme dovute a titolo di TEFA», si legge nella delibera, che definisce tali passività come debiti fuori bilancio ai sensi dell’art. 194 del TUEL.
IL PIANO: PAGAMENTI IMMEDIATI E RATE FINO A DIECI ANNI
La Giunta ha scelto una doppia strada: pagamento diretto alla Città Metropolitana per le annualità più datate e richiesta di rateizzazione fino a 120 mesi per le cartelle esattoriali più consistenti. La prima riguarda l’annualità 2008 2010. Il Comune verserà in tal senso € 150.913,97 entro il 15 giugno 2026, come acconto comprensivo di interessi; € 128.113,11 in 36 rate mensili dal luglio 2026 al luglio 2029. Ancora per l’annualità 2019 2021. Previsto un ulteriore piano di 36 rate mensili per un totale di € 51.733,00. Infine l’annualità 2011 2015 e 2016 2018. Per le due cartelle esattoriali, pari complessivamente a oltre € 480.000, l’Ente presenterà istanza di rateizzazione nel numero massimo di 120 rate costanti, come consentito dall’art. 19 del DPR 602/1973 per gli enti pubblici in temporanea difficoltà finanziaria. La scelta è motivata dalla necessità di «rendere maggiormente sostenibile, nel lungo periodo, il pagamento del cospicuo debito tenendo conto delle disponibilità finanziarie del bilancio comunale», come dichiarato dal Responsabile del Settore Economico Finanziario. Una volta ottenuta l’accettazione delle rateizzazioni, i piani di ammortamento dovranno essere sottoposti al riconoscimento del debito fuori bilancio da parte del Consiglio comunale. La Giunta stabilisce inoltre che la delibera consiliare dovrà indicare con precisione la copertura finanziaria per ciascuna annualità, in termini di competenza e di cassa, come richiesto dall’art. 194 del Testo Unico degli Enti Locali. Una manovra per evitare squilibri per un nodo storico che ora trova una via d’uscita. Il provvedimento, dichiarato immediatamente eseguibile, rappresenta un passaggio cruciale per la stabilità finanziaria dell’Ente. La rateizzazione pluriennale consente infatti di evitare un impatto immediato e insostenibile sul bilancio, distribuendo il peso del debito su un arco temporale più ampio. La Giunta ha inoltre autorizzato il Responsabile del Settore Tributi a sottoscrivere i piani di rientro con la Città Metropolitana e a presentare le istanze all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Il debito TEFA, accumulato in oltre un decennio, rappresentava una delle principali criticità contabili del Comune. Con questa delibera, l’amministrazione Gaudioso tenta di chiudere una stagione di pendenze e di riportare ordine nei conti, evitando che il peso delle passività pregresse comprometta la gestione corrente.





