ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Barano, resta sfregiato l’acquedotto dei Pilastri

È ancora lì la profonda ferita ad uno degli archi dell’acquedotto stile romano dei Pilastri. Nessun intervento di recupero è stato fino ad oggi predisposto per restaurare la struttura in pietre laviche e mattoncini danneggiata l’anno scorso da un camion rimasto ignoto. La spalla dell’arco dell’Acquedotto dei Pilastri che collega Via Spalatriello ai Pilastri è ancora sfregiata, un consistente strappo di pietre laviche e mattoncini di creta misteriosamente scomparsi. Le pietre che costituivano il sostegno della muratura da 255 anni. Un’errata manovra durante il passaggio che ha aggredito l’opera di stile romano che è uno dei “monumenti  simbolo” di Ischia, oltre che d’ingegneria idraulica di valore storico.

Per non far crollare la parte della struttura danneggiata, l’arco in questione è stato puntellato con due travi di ferro, mentre il lato che si affaccia su Ischia è stato “riparato” con del cemento, sempre per consentire il passaggio di mezzi da trasporto cabinati. Dalla storia turbolenta, l’opera è stata completata nel 1759, nonostante fosse cominciata circa due secoli prima. Circa 550 metri che continuamente subiscono violazioni e danneggiamenti. E ormai da tempo l’ultimo schiaffo alla storia resiste nell’indifferenza generale. Come spesso accade.

Luigi Balestriere

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio