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Barano, solo amarcord per la festa di san Rocco

Sarà pure canaglia come cantavano Al Bano e Romina, ma a Barano la nostalgia si fa sentire forte. Qui si mescolano ricordi, malinconia e battiti di felicità che s’intrecciano e spumeggiano con la realtà come le onde del mare. I tempi passano, gli uomini cambiano (spesso peggiorano) e le tradizioni rischiano di essere risucchiate dall’inesorabile vortice dell’oblio. Accade per la festa di San Rocco, il Santo Patrono del cuore collinare, che fino a qualche anno fa, a Barano, era un evento cult dell’estate: un felice connubio tra tradizione religiosa e popolare. C’era la gara ad aprire il baule per esporre i capi di corredo migliori in segno di profonda reverenza al Santo, alla fede, alla tradizione. Un’occasione di colori, un abbraccio in un luccicante gioco di luci tra storia e fede che sembrano ormai svaniti come scie sull’acqua.

La sfilata della statua del Santo per le vie del paese era un appuntamento sentito e rispettato, un inchino alla fede. Un fiume di fedeli faceva da cornice al rito e oggi, invece, quelle processioni percorrono solo i vicoli dei ricordi. «Ogni anno, di questa giornata, non puoi far a meno di pensare alle feste organizzate per San Rocco anni fa – ricorda Caterina Ferrari – la processione, le bancarelle, la gara a chi comprava lo zaino e il diario più bello per l’anno scolastico in arrivo ed è così che la nostalgia prende il sopravvento».

«Sono giusti rilievi – sottolinea l’avvocato Giuseppe Di Meglio –  tuttavia non si può chiedere ai cittadini di impegnare le proprie risorse finanziarie. Ecco perché in passato si facevano coincidere gli eventi religiosi con le feste di piazza utilizzando la questua per il santo. La recente esperienza di Michele Lombardi e di Antimo Ferrari, che hanno più volte organizzato il ‘karaoke ‘ rimettendoci di tasca propria senza alcun riconoscimento, stronca ogni iniziativa in quanto occorrerebbe il sussidio pubblico». «Tutti quelli che sono interessati dice una speranzosa Anna Cianciarelli – in tempo utile, e quindi parliamo del prossimo anno, facciano richiesta per il sussidio pubblico a chi di competenza. Senza polemiche e senza confondere il Sacro con il profano». Barano appare un paese molto diviso sul tema, seppur apparentemente apatico e ormai laconicamente rassegnato all’opaco specchio del tempo ricco di ombre e povero di volti.

Chissà cosa avrà pensato San Rocco da Montpellier dall’alto dei cieli all’insolito festeggiamento deciso dal sacerdote Don Pasquale Trani che ha puntato il post Santa Messa al tema dell’accoglienza. La giornata dedicata al Santo si è svolta con l’incontro dedicato «all’accoglienza e solidarietà nei confronti degli amici della Siria – ha scritto sul social il sacerdote – nostri ospiti in parrocchia dal marzo scorso… Falah, Weeham e il piccolo Osama si racconteranno, facendoci partecipi del loro vissuto, del dramma della guerra in Siria e del loro arrivo a Ischia, passando per i campi profughi del Libano…Al termine ci sarà una degustazione di alcuni loro piatti tipici e noi di Barano offriremo a tutti i presenti i nostri…! Dopodiché spazio ai ragazzi e alla musica in piazza!». I festeggiamenti di San Rocco, per la chiesa, sono stati questi. Tout court. E meno male che almeno l’Ufficio Postale è stato l’unico ad essere fedele alla tradizione, rimanendo chiuso al pubblico. E’ stato il solo appuntamento a non subire modifiche. Chapeau!

Luigi Balestriere

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