POLITICAPRIMO PIANO

Barbieri, Cimmino e quel matrimonio politico “insano”: tutti i retroscena

Sta per entrare nel vivo la campagna elettorale di Casamicciola, che presenta molte vistose anomalie in particolare nella lista che candida a sindaco Arnaldo Ferrandino: ecco come si è arrivati alla sua composizione

Signore e signori, i giochi sono ufficialmente aperti. Per adesso la carburazione è lenta ma presumibilmente dalla settimana prossima a Casamicciola inizieranno venti giorni di full immersion da campagna elettorale. Un appuntamento, quello con le urne in programma il prossimo 26 maggio, che si presenta all’insegna delle certezze ma anche delle anomalie.

Le prime sono rappresentate dai candidati ai nastri di partenza: a parte la new entry Caterina Iacono (d’altronde nel 2014 i grillini non erano ancora una forza così affermata), per il resto sembrerebbe il remake di un film già visto. Perché, a chiedere il consenso degli elettori ci sono Giovan Battista Castagna, Arnaldo Ferrandino e Luigi Mennella, in rigoroso ordine alfabetico. Cinque anni fa c’erano tutti e tre e sappiamo come andò a finire. Ora si ripropongono ma attenzione perché se gli aspiranti primi cittadini restano quelli, la composizione delle liste lascia sotto certi aspetti più che sbigottiti. Una serie di incroci balza immediatamente agli occhi degli addetti ai lavori e dei comuni cittadini, tra tutti la presenza di Ignazio Barbieri e Loredana Cimmino, assessori uscenti, a braccetto con quell’Arnaldo Ferrandino che nel 2013 mandarono a casa con tanto di autografo apposto dinanzi al notaio. Il tutto, all’epoca, per la gioia di Giosi Ferrandino, un altro che di questa coalizione può ritenersi a giusto titolo un “padre putativo”. Insomma, un bel casino, anche se forse è il caso in questa fase di spiegare anche come si sia potuti arrivare a un papocchio del genere. Perché ci sono una serie di inciuci, incroci e incontri che vanno assolutamente raccontati, per mettere insieme i tasselli di un mosaico contorto, complesso e complicato. Come succede sempre, quando le cose le fai “last minute” e dunque il tempo per correre ai ripari o attuare cosiddetti “piani B” (che nel caso di specie, peraltro sarebbero stati “piani C”) è decisamente insufficiente.

LA LUNGA NOTTE DI VENERDI’ E L’ASSALTO “MANCATO” DA GIOSI

Per spiegare come si sia arrivati a un matrimonio politico tanto insano da apparire davvero contro natura, è il caso di fare un salto indietro. Alla prima mattinata di venerdì 26 aprile, quando Ignazio Barbieri comincia a fiutare il pericolo di poter non essere candidato nella lista che sostiene la candidatura di GB Castagna, di cui peraltro è assessore uscente. Arrivano veti dalla maggioranza e da oltre confine (Lacco Ameno), la volontà di voler trascinare nella contesa Giosi Ferrandino viene vista come uno “smacco” insanabile. Quella giornata sarà contrassegnata da febbrili trattative, da incontri più o meno carbonari per ricucire la frattura ma nel tardo pomeriggio ci si rende conto che c’è ben poco da fare. Non la prende bene nessuno, nemmeno lo stesso Castagna e con lui il vicesindaco Giuseppe Silvitelli: pare che la decisione pesi a entrambi in maniera drammatica, con uno stato d’animo e umorale che viene definito da alcuni testimoni a dir poco funereo. Insomma, il sole sta tramontando quando l’assessore Barbieri rischia di rimanere clamorosamente fuori dai giochi. Ed è a questo punto che parte la contraerea.

Sempre da oltre confine (Gianluca Trani) e con l’immancabile regia di chi – per la mancata candidatura – rischiava di causare una clamorosa decapitazione (Giosi Ferrandino) parte una serie di riunioni febbrili che andranno avanti fino a tarda notte. Ignazio Barbieri comincia la trattativa con Arnaldo Ferrandino e i suoi, arrivano a dare manforte come candidati anche alcune diramazioni giosiane. Ovviamente a quel punto arriva anche il supporto di Antonio Conte e di Loredana Cimmino: l’altro assessore uscente aveva deciso di rimanere fuori dalla contesa, ma è giocoforza costretta a gettarsi nella mischia per portare soccorso a Ignazio. La trattativa  va avanti tutta la notte sono quasi le quattro del mattino quando – secondo quanto narrano le leggende popolari – si arriva all’affondo decisivo. Si cerca di convincere Arnaldo Ferrandino e lasciare campo libero all’omonimo Giosi, che con quella squadra si dice fiducioso di potersi giocare la partita. Il commercialista, però, non recede dai suoi passi ed il risultato assume una fisionomia chiara e precisa (si fa per dire) dopo poche ore, quando alle 12 viene presentata la lista di “Rispetto per Casamicciola”.

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Per spiegare come si sia arrivati a un matrimonio politico tanto insano da apparire davvero contro natura, è il caso di fare un salto indietro. Alla prima mattinata di venerdì 26 aprile, quando Ignazio Barbieri comincia a fiutare il pericolo di poter non essere candidato nella lista che sostiene la candidatura di GB Castagna, di cui peraltro è assessore uscente. Arrivano veti dalla maggioranza e da oltre confine (Lacco Ameno), la volontà di voler trascinare nella contesa Giosi Ferrandino viene vista come uno “smacco” insanabile. Quella giornata sarà contrassegnata da febbrili trattative, da incontri più o meno carbonari per ricucire la frattura ma nel tardo pomeriggio ci si rende conto che c’è ben poco da fare. Non la prende bene nessuno, nemmeno lo stesso Castagna e con lui il vicesindaco Giuseppe Silvitelli: pare che la decisione pesi a entrambi in maniera drammatica, con uno stato d’animo e umorale che viene definito da alcuni testimoni a dir poco funereo. Insomma, il sole sta tramontando quando l’assessore Barbieri rischia di rimanere clamorosamente fuori dai giochi. Ed è a questo punto che parte la contraerea. Sempre da oltre confine (Gianluca Trani) e con l’immancabile regia di chi – per la mancata candidatura – rischiava di causare una clamorosa decapitazione (Giosi Ferrandino) parte una serie di riunioni febbrili che andranno avanti fino a tarda notte. Ignazio Barbieri comincia la trattativa con Arnaldo Ferrandino e i suoi, arrivano a dare manforte come candidati anche alcune diramazioni giosiane. Ovviamente a quel punto arriva anche il supporto di Antonio Conte e di Loredana Cimmino: l’altro assessore uscente aveva deciso di rimanere fuori dalla contesa, ma è giocoforza costretta a gettarsi nella mischia per portare soccorso a Ignazio. La trattativa  va avanti tutta la notte sono quasi le quattro del mattino quando – secondo quanto narrano le leggende popolari – si arriva all’affondo decisivo. Si cerca di convincere Arnaldo Ferrandino e lasciare campo libero all’omonimo Giosi, che con quella squadra si dice fiducioso di potersi giocare la partita. Il commercialista, però, non recede dai suoi passi ed il risultato assume una fisionomia chiara e precisa (si fa per dire) dopo poche ore, quando alle 12 viene presentata la lista di “Rispetto per Casamicciola”.

ARNALDO E TUTTE LE INCOGNITE SULLA STRATEGIA ELETTORALE

Perché alle volte, nella vita come in politica, basta a fare un dettaglio a fare la differenza. Nella stessa lista si ritrovano Arnaldo, Ignazio e Loredana, come detto non certamente tre persone che si sono compostamente sedute a tavola per lungo tempo. Ed è chiaro che agli occhi degli analisti politici (e non) la cosa desta più di qualche imbarazzo: in particolare tra il tre volte sindaco e la geologa non sono mancati i “fuochi d’artificio”, anzi a dirla tutta se le sono dette e suonate di santa ragione. E poi c’è quel manifesto di Arnaldo Ferrandino, che parlava di “eterna vergogna”, che adesso riemerge ammuffito da qualche scaffale ma sembra tanto avere le parvenze di un effetto boomerang. Ma a parte queste cose, che certo non rappresentano un dettaglio trascurabile, il nocciolo della questione è senza dubbio un altro. Ci ritroveremo a breve un candidato sindaco espressione della minoranza che dovrà gioco forza salire su un palco ed arringare la folla lamentando l’incapacità dell’amministrazione uscente: ma lo farà quando magari sullo stesso palco, alle sue spalle, ci saranno due rappresentanti (autorevoli, peraltro, avendo fatto parte fino a sabato scorso della giunta) di quella stessa amministrazione. Insomma, bisogna fare attenzione a non dire che quelli dell’altra parte hanno sbagliato tutto, perché ci si potrebbe incartare. Insomma, Arnaldo Ferrandino non è certo alla prima campagna elettorale ma temiamo che questa sia sicuramente la più difficile. Ma, in fondo, la potremmo definire anche quella decisamente più affascinante.

SILVITELLI IRREMOVIBILE, COSI’ SONO SALTATI I PIANI DEGLI AVVERSARI

Poco avvezzo ai riflettori ed alle luci della ribalta, un contributo notevole a far rimanere salda la barca guidata dal comandante Giovan Battista Castagna lo ha dato anche l’attuale vicesindaco Peppe Silvitelli. Il quale in una prima fase ha sondato il terreno per verificare la fattibilità di una sua candidatura a sindaco, ma non ha esitato a fare un passo indietro quando ha compreso che le ambizioni personali potevano far saltare il banco. Un gesto di responsabilità non da poco, soprattutto in virtù di una paventata staffetta con l’ingegnere di cui si era già discusso nel 2014. Silvitelli, come se non bastasse, è stato il primo a firmare l’accettazione della candidatura per Castagna, e lo ha fatto in un momento in cui il panorama era ancora incerto e frastagliato: insomma, il buon Peppe ha firmato una sorta di cambiale in bianco, senza aspettare fino all’ultimo secondo per lasciar decidere alle logiche di opportunismo da quale parte stare. Ma soprattutto gli va riconosciuto un merito ulteriore, quello di aver resistito al “canto delle sirene” nel momento in cui la marcia di avvicinamento alla composizione delle liste stava scrivendo i suoi titoli di coda. Le cronache raccontano di un confronto all’Hotel Le Querce con l’eurodeputato Giosi Ferrandino che gli propose di fare il candidato sindaco della lista che lui stava mettendo insieme: avesse accettato in quel momento (fosse stato o meno un bluff quello dell’esponente del Pd) gli eventi sarebbero precipitati con un vero e proprio “tsunami” politico che avrebbe rimescolato le carte. Ebbene Silvitelli ha avuto la lucidità e il sangue freddo di rispondere con un laconico “no grazie” che ha mandato all’aria piani e strategie. E fatto in modo che l’attuale maggioranza, con qualche nuovo innesto e le due defezioni di cui abbiamo poc’anzi parlato, arrivasse “viva e vegeta” all’appuntamento con la presentazione delle liste di sabato 27 aprile.

IL PESO DEGLI ASPIRANTI SINDACI E I COLPI BASSI

Dicono che a Casamicciola non ci sia voto d’opinione, e se lo dice chi bazzica nel sistema da una vita c’è da credergli. Di certo, a Casamicciola non c’è il voto disgiunto: se voti un candidato al consiglio comunale, automaticamente esprimi la preferenza a favore del candidato sindaco della stessa lista. Vista così, verrebbe da pensare che il potenziale dei portatori di voti che ambiscono a entrare nel civico consesso sia la cosa più importante, e in tal caso gli analisti potrebbero fare i conti e ricavarsi un’idea più o meno attendibile di come andrà o potrebbe andare a finire. Ma l’impressione è che nelle amministrative 2019 la figura del candidato sindaco potrebbe avere un ruolo determinante e tirarsi dietro la lista più di quanto accada di norma. Ma per capire quanto possa essere valida questa previsione, bisognerà attendere che comizi, interventi, dibattiti e quant’altro inizino a “scaldare” la cittadina termale.

In tutto questo, crediamo non possa essere omesso e sottovalutato un aspetto, dai più (incredibilmente, sottolineiamo noi e lo faremo fino alla noia, sia ben chiaro) ritenuto quasi marginale. E’ noto a tutti che la marcia di avvicinamento alla campagna elettorale è stata macchiata anche da una serie di registrazioni che sarebbero finite a determinati esponenti politici, che sarebbero stati oggetto di commenti poco ortodossi e lusinghieri. Un fatto di una gravità inaudita, non fosse altro che perché ci troviamo dinanzi a delle registrazioni non soltanto “rubate” – e questo è già di una gravità inaudita – ma effettuate quando ci si trovava in un luogo di “culto” e libertà assoluta come la tavola. Un gesto da censurare e che qualifica lo spessore umano e morale di chi lo ha messo in atto. Che sarebbe davvero da mettere alla gogna. Ma Casamicciola, in fondo, è anche questo, con le sue miserie umane. Che dire, consoliamoci al pensiero che tutto il mondo è paese.

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