CRONACAPRIMO PIANO

Basta con questo schifo sulle vie del mare

Anche ieri corse soppresse a raffica dalle compagnie di navigazione, che ormai fanno il bello e il cattivo tempo mentre le amministrazioni comunali latitano. Il racconto di Marica, che non ha potuto sostenere un esame all’Università

Siamo messi proprio male, anzi malissimo. L’isola cola sempre più a picco, noi ischitani continuiamo ad essere vessati su tutti i fronti, subiamo in maniera passiva, quasi rassegnati al peggio (anzi, quel quasi toglietelo pure). In tutto questo vedi mai se i nostri amministratori si decidessero ad alzare la voce o a farla sentire dove conta: niente, tutti deferenti e pronti a mettersi a novanta gradi per qualche piccola prebenda utilizzata magari pure per “spararsi la posa”. Quella delle vie del mare è diventata una vera e propria piaga, che ieri mattina anche chi scrive ha sperimentato personalmente. Premetto che da anni per motivi personali e professionali mi sposto di tanto in tanto in Lazio e praticamente mai a Napoli: di fatto viaggio esclusivamente per Pozzuoli per motivi di comodità e anche per non incorrere negli “sbalzi d’umore” di chi sospende corse da un momento all’altro, anche last minute. Ieri, però, mi toccava Napoli. Arrivo al porto d’Ischia e mi accorgo che sono state soppresse le corse di aliscafo delle 9.35 (Alilauro) e delle 10.15 (Caremar, mancante anche il giorno prima, pare che il mezzo veloce sia scassato ma di questo non interessa a nessuno). Provo a capire se posso rinculare direzione Casamicciola, ma anche la Snav delle 9.45 ha alzato bandiera bianca. Il prossimo traghetto per Napoli è alle 12.55, la soluzione sarebbe partire alle 10.10 per Pozzuoli, prendere la Cumana, arrivare a Montesanto, prendere la metropolitana e giungere a destinazione. Mi faccio una risata, penso a chi questa odissea la vive per diversi mesi l’anno giocando come alla roulette russa. Non solo, scrivo un messaggio a mia figlia chiedendole scusa per quelle volte che – con i corsi universitari da seguire il lunedì in tarda mattinata – preferisce la traversata la domenica per motivi precauzionali. E poi affido ai lettori la denuncia di Marica Ferrandino, una giovane studentessa dalle cui parole traspare tutto il disagio della vita da isolani, alla faccia di chi perde il tempo con le cazzate invece di occuparsi dei reali problemi della collettività. Ecco il testo integrale, non crediamo servano ulteriori commenti a corollario. Buona lettura.

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Mi presento, mi chiamo Marica Ferrandino e ho 23 anni, sono una studentessa universitaria e frequentato il corso di studi Management delle Imprese Turistiche presso l’Università Parthenope. Vorrei raccontarvi ciò che mi è accaduto questa mattina (ieri per chi legge, ndr). Oggi (ieri, ndr) 26 marzo dovevo sostenere un esame alle ore 9; quindi, come mia abitudine, mi reco presso la biglietteria Alilauro alle ore 6.50 per prendere l’aliscafo delle 7.10 da Ischia, ovviamente senza successo perché la corsa è stata annullata. Allora non mi perdo d’animo e vado verso la biglietteria Caremar dove mi viene comunicato che l’aliscafo delle 7.25 partirà solo per Procida. Quindi, decido di provare ad andare a Casamicciola dove la corsa della Snav è partita. Premetto che tra le varie corse per le biglietterie sono arrivata al porto di Casamicciola prossima all’orario di partenza, previsto per le 7.10. Faccio il biglietto, corsa contro il tempo verso la banchina per poi vedermi sciogliere gli ormeggi e togliere la passerella a un metro da me. Ovviamente l’aliscafo non è partito in orario, ma bensì alle 7.15, lasciando a terra passeggeri con biglietto.
Io ormai ero in preda alla rabbia e non sono riuscita a trattenere le lacrime, come è successo anche ad un’altra ragazza. La cosa che mi rattrista e mi fa rabbia, non è il fatto che mi sia stato negato di raggiungere la terraferma a un passo dall’aliscafo, ma che ogni volta siamo sempre noi ragazzi/studenti, il futuro di quest’isola (sempre se decideremo di rimanere sull’isola), a pagarne le conseguenze.
Mi dispiace per come stiamo riducendo la nostra bellissima isola, lasciando tutto in mano a questi armatori senza che le amministrazioni intervengano. Però non appena inizia la “stagione”, tutti fanno a gara a chi mette più passeggeri e magicamente tutte le corse vengono assicurate, tranne in casi estremi quando veramente il mare è mosso. Inoltre, volevo fare un appello alla società Alilauro che ha sospeso la corsa delle 7.10, ma quella delle 8.40 è partita regolarmente. Vorrei sapere cosa è cambiato? Puntualmente sospendete corse, anche quando non ci sono condizioni avverse meteo-marine (scrivendo sospesa per motivi operativi), sempre a discapito di noi pendolari. Lo so che ogni imbarcazione è differente e che ogni comandante decide per ogni unità, però a questo punto mi sento un po’ presa in giro vedendo partire la corsa delle 8.40. Vorrei concludere questo mio piccolo sfogo, dicendo che Ischia è un’isola bellissima con tantissime potenzialità che però non vengono sfruttate a pieno e spero che un giorno o l’altro la situazione possa cambiare perché noi ischitani ce lo meritiamo. Grazie per l’attenzione.

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4 Commenti

  1. Cara Marica, concordo in pieno con tutto quello che hai scritto…soprattutto perché si tratta di voi giovani..
    Spero che chi ha il “potere” di cambiare le cose…lo faccia, interpellando seriamente la propria coscienza e non pensando solo al guadagno.

  2. Signorina sono pino aperto di casamicciola le devo purtroppo dire che la colpa non è degli armatore ma dei responsabili dei sei comuni isolani.ho fatto il nautico e comandante tirrenia.ai sardi le vie del mare erano prioritarie su tutto.oltre ai traghetti grandi ho fatto anche i piccoli tra le isole minori sarde.quando si paventava un aumento di poche lire sui biglietti o cambio orario di linea il sindaco con tutto il consiglio comunale e tutti i cittadini di Carloforte o maddalena in corteo x le strade del porto e subito rientrava l’aumento o cambio orario di linea.qui viaggiano tutti in aliscafo e i pendolari in nave.la soluzione c’è basta che i signori
    …

    decidono.

  3. Purtroppo questo è il risultato delle privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali che la maggioranza dei cittadini ha accettato passivamente, naturalmente senza risparmiare nulla perché i soldi comunque vengono destinati alle società private. La stessa cosa sta avvenendo per la sanità, la spesa pubblica aumenta ma i servizi diminuiscono e i privati incassano sempre di più.

  4. Cara Marica è stata una tristezza unica veder piangere una ragazza che non ha potuto inseguire il suo ideale dopo tanti sforzi sostenuti …e ad un passo dalla meta ti vedi soffiare tutti i tuoi sacrifici.
    VERGOGNA questa è la parola che meritano tutte le compagnie di navigazione isolana, perché sono una piaga enorme per noi ma soprattutto perché fanno tutto ciò che vogliono in maniera indisturbata. Aumenti tariffari,cambi di orari etc. E con mezzi puramente indecenti senza nessun servizio per i passeggeri se non una corda in faccia un vaffanculo e una puzza insopportabile. È ora che i sindaci dell isola si facciano sentire e imporre qualche regola.

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