CULTURA & SOCIETA'

Benedetto il vino nuovo di Pietratorcia, sabato la festa in cantina

«Siamo stati premiati dal tempo, ringrazio Don Pasquale che la sua presenza sia di buon auspicio. Grazie a chi ha reso possibile questa festa, chi ha prodotto il vino, chi ha coltivato la terra e a chi segue le evoluzioni del vino nei contenitori», così Vito Iacono

Il maltempo ha finalmente concesso una tregua alla famiglia Iacono che, nella storica cantina Pietratorica, ha potuto ospitare tutti gli amici per la tanto partecipata festa del vino nuovo. E sabato scorso a Panza erano in tantissimi ad aver preso parte a questa bella, ma soprattutto sentita, festa.

«Siamo stati premiati dal tempo, ringrazio Don Pasquale che la sua presenza sia di buon auspicio. Grazie a chi ha reso possibile questa festa, chi ha prodotto il vino come Natale, Antonio, Vito, grazie a chi ha coltivato la terra, fatto la vendemmia e a chi segue le evoluzioni del vino nei contenitori. Buona festa a tutti!». Questo il saluto di Vito Iacono ai presenti, tra questi anche una scolaresca che ha potuto prender parte a una bella tradizione. Tra aneddoti di contadini d’un tempo la parola è poi passata a Don Pasquale per la benedizione, «il grappolo è formato da quello che in dialetto chiamiamo “struppone” e dai chicchi, è bello quando c’è qualcosa che ci unisce con il rispetto e l’amore ed è questa la benedizione che chiediamo al Signore, la pace nelle famiglie e la volontà di fare le cose più belle».

Ad accompagnare la benedizione del vino nuovo non poteva mancare il vino a fiumi, bianco e rosso, ad accompagnare le specialità contadine preparate dalla famiglia Iacono come le bruschette al pomodoro e fagioli, pennette all’arrabbiata, pasta e fagioli, la pizza di scarola preparata con il vino cotto, taralli, caldarroste e dolci fatti in casa. Il tutto servito con attenzione all’ambiente con stoviglie plastic free. Questo di sabato è un appuntamento che si rinnova ogni anno da diverso tempo ormai, nell’estate di S. Martino, quando come recita l’antico adagio ‘ogni mosto diventa vino’ e sono sempre di più coloro che prendono parte a questa bella festa organizzata da una delle case vinicole ischitane. Una festa sì, ma anche un’occasione per stare insieme con semplicità, come avveniva quando non esistevano tutti questi passatempi tecnologici, e le stagione scandivano i ritmi della vendemmia e della vita di ciascuno.

La brace accesa per le prime caldarroste, le bruschette fatte con il pane cafone e l’olio buono, la zuppa di fagioli, le zeppole, tutto concorre per rendere quest’appuntamento un evento indimenticabile pari a una sagra di paese, ma in un ambiente più ristretto. Siamo a Panza, località Cuotto, lì dove insiste la cantina Pietratorcia, una delle tradizioni familiari più antiche in fatto di vino. Situate nel comune di Forio furono tre, infatti, le famiglie che si unirono con l’intento di valorizzare ciò che un tempo facevano i loro padri. Parliamo delle famiglie Iacono, Regine e Verde che hanno ristrutturato le vecchie cantine di famiglia, e reimpiantato ben più di sette ettari di terreno con uve pregiate. E ogni anno la famiglia Pietratorcia chiama a raccolta tutta l’isola per spillare il vino nuovo che, anche quest’anno, promette di essere eccellente.

Foto Alluring Ischia

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