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Bernardo: Imu alle stelle, ecco le bugie di Giosi

DI CARMINE BERNARDO

Oggi 16 dicembre i cittadini di Ischia dovranno pagare al Comune di Ischia l’IMU e si renderanno conto delle falsità che Giosi afferma quando dichiara che lui non ha aumentato le tasse

Come tutti sanno prima di parlare mi documento ed i numeri dicono che nel 2006, anno prima dell’insediamento di Giosi come sindaco, il Comune prelevava dalla tasche dei cittadini come ICI la somma di €4.768.402,00 mentre oggi ne preleva come IMU ben €  8.140.000,00 con un incremento di oltre il 70%. Più in generale il Comune nel 2006 prelevava dalle tasche dei cittadini per tutte le tasse comunali €12.468.035,29 mentre nel 2015 ne preleverà ben € 20.625.485,41. Con 20 milioni di euro il Comune dovrebbe lastricare d’oro le strade del paese. dove invece, vige il degrado più assoluto.
Le pinete, che tanto sono costate alla nostra comunità, sono scandalosamente abbandonate, la manutenzione dei beni pubblici è un miraggio, la condizione del porto di Ischia è sotto gli occhi di tutti, i bambini sono costretti a vivere in scuole senza il riscaldamento, i servizio sociali sono ridotti al minimo e solo per giustificare una struttura burocratica e gli appetiti clientelari del Sindaco e della sua amministrazione. I trasporti marittimi e terrestri sono catastrofici e rappresentano la vera palla al piede per lo sviluppo turistico, costretto a seguire una assurda politica che definirla di low cost è un eufemismo, Si privilegiano gli interessi delle ditte e dei tecnici, e speriamo solo di loro, nella esecuzione di lavori pubblici inutili, ed anzi dannosi per il nostro territorio
Al di la dei pochi favoriti e del cerchio magico di Giosi, che ovviamente sono super contenti dell’attuale situazione, il paese vive uno stato di grave crisi accentuata pure da politiche nazionali del partito di appartenenza di Giosi ( vedi Naspi), crisi che si aggraverà sempre di più. E’ necessario un gesto di responsabilità dei consiglieri comunali che consenta di andare a votare il primavera con una nuova classe politica fortemente se non totalmente rinnovata fatta da persone che amministrano, non per i loro interessi politici personali ma per il bene del paese.

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