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Bici ed eco mobilità, l’esempio virtuoso arriva da Procida

ISCHIA. È grande poco più di quattro chilometri quadri ed è la più piccola delle isole del golfo di Napoli. E da poco tempo è anche l’isola protagonista della “rivoluzione elettrica”. Il canale ‘Travel’ della CNN con il giornalista Jonathan Hawkins lo scorso 28 agosto ha dedicato un intero reportage all’isola definendola come “isola senza tempo” e ha puntato sulla “rivoluzione elettrica” dell’isola, sottolineando il boom delle bici elettriche. “Qui – ha scritto l’inviato dell’emittente televisiva statunitense – il modo migliore per muoversi nelle piccole strade sono le due ruote. Ma benché l’iconica Vespa resti onnipresente, il suo monopolio è inaspettatamente scalfito dalle biciclette elettriche”. Il reportage parla di un ruolo pionieristico dell’isola nella loro diffusione: “Ovunque cammini, le bici passano veloci e quasi silenziose, percorrendo saliscendi che avrebbero visto il protagonista de ‘Il Postino’ arrendersi per proseguire a piedi”. Il reporter intervista Giuseppe Comito, che a Procida gestisce un negozio specializzato in e-bike e moto, ricavando un dato significativo, la diffusione – su un’isola di poco più di 10 mila abitanti – di 3.400 bicilette elettriche.

“I procidani – spiega il commerciante – le usano come mezzo di trasporto alternativo, anche semplicemente per andare a fare shopping o andare a prendere i propri figli da scuola”. Il reportage lascia intendere che l’appeal dell’isola di Procida, alimentato dalla sua identità, sia ancora in parte inesplorato: “Più di 8,5 milioni di passeggeri sono atterrate nel modernissimo aeroporto di Napoli nel 2017 e molti si sono diretti a Positano, sulla vicina costiera amalfitana, o alle antiche rovine di Pompei ed Ercolano, la pittoresca città di Sorrento o le isole di Capri e Ischia. Alcuni, però, si sono imbarcati su un traghetto per una destinazione meno prevedibile, l’isola più piccola, a metà strada tra Ischia e Napoli”. Per il giornalista statunitense “Muoversi sull’isola è oggi una sfida interessante. Questo non è un luogo adatto alle auto e te ne accorgi già scendendo dal traghetto: quasi tutte le macchine hanno i loro specchietti retrovisori ritratti e molte hanno anche graffi rivelatori sulle portiere. Ecco, se pensi di aver visto strade strette, aspetta di vedere Procida. Mettiti al volante di qualcosa di appena più grande di una Fiat Cinquecento e preparati a restare bloccato. Persino le macchine di piccole dimensioni lasciano a malapena un paio di centimetri di spazio ai lati quando si infilano in vicoli incredibilmente stretti”.

GIO.FER.

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