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Biglietterie al porto di Sorrento, indagati anche i Lauro

I fratelli Salvatore e Annamaria tra le tredici persone coinvolte in una vicenda relativa alla presunta occupazione di suolo pubblico da parte delle compagnie di navigazione

Ci sono anche gli ischitani Anna Maria e Salvatore Lauro dell’Alilauro spa tra i 13 indagati sulla presunta occupazione abusiva di suolo pubblico da parte delle compagnie di navigazione relativamente agli spazi destinati per le biglietterie al porto di Sorrento. Tra gli indagati, appunto, ci sono i vertici delle società che, dal 2008 a oggi, avrebbero occupato gli spazi demaniali senza titolo: Aniello e Bruno Aponte (Navigazione Libera del Golfo, ma il primo risponde anche per Ala srl), il consigliere comunale Salvatore Di Leva (Alilauro Gruson spa), Antonino Durante (I Morelli sas), Claudia Morelli (Morelli sas), Oreste Pallotta, Anna Maria e Salvatore Lauro (Alilauro spa), Roberto Liguori (Caremar), Franco Ronzi (Snav) e Antonino Staiano (Seremar).

Tutti hanno a disposizione venti giorni per presentare memorie o chiedere di farsi ascoltare dal pm: tutti rischiano il rinvio a giudizio. Nella rete dei magistrati sono finiti anche Alfonso Donadio, già dirigente del dipartimento competente in materia di demanio, e Paola Gargiulo, oggi in pensione ma in passato responsabile dell’ufficio Demanio marittimo, per i quali la Procura ipotizza l’abuso d’ufficio. La vicenda è nata da un esposto firmato dal movimento civico “Conta anche tu” e “Cittadini contro le mafie”. Il caso riguarda le indagini della Guardia di Finanza avvenute nel febbraio del 2019, sulla presunta occupazione abusiva di suolo pubblico da parte delle compagnie di navigazione, relativamente agli spazi destinati per le biglietterie al porto di Sorrento. In seguito all’esposto delle due associazioni gli uomini della Guardia di Finanza hanno prelevato al comune di Sorrento le documentazioni delle concessioni demaniali ed i canoni recepiti dal comune.

L’ipotesi iniziale è che le società abbiano gestito le biglietterie senza i permessi necessari, non pagando i canoni stabiliti. A settembre 2017, il Comune diede il via ad un bando di gara per l’assegnazione di concessioni per cinque delle sei postazioni adibite a biglietteria a Marina Piccola. Proprio tra i requisiti necessari era specificato come l’assegnatario avrebbe dovuto farsi carico degli oneri relativi alla gestione, alla manutenzione e all’esercizio della sala d’attesa. Per quanto riguarda gli anni precedenti, come specificò la delibera pubblicata, le biglietterie vennero affidate in concessione alle compagnie di navigazione con scadenza fissata a dicembre 2008. Vennero poi sospese le concessioni. Ben quattro anni dopo la sospensione, si decise di revocare le concessioni e proporre una gara pubblica, arrivata nell’ottobre del 2017. Otto compagnie di navigazione avrebbero occupato le biglietterie di Marina Piccola nonostante le concessioni precedentemente rilasciate dal Comune fossero scadute. Le associazioni che hanno presentato l’esposto hanno denunciato il mancato espletamento della gara per la concessione delle biglietterie e la conseguente occupazione abusiva. Di un’area di proprietà del demanio marittimo data in concessione al Comune dalla Regione Campania che le ha successivamente messe a disposizione di diverse società. Cinque di queste concessioni sono scadute il 31 dicembre 2007, un’altra il 31 dicembre 2008. Eppure, secondo la Procura di Torre Annunziata e la Guardia di finanza di Massa Lubrense, gli imprenditori avrebbero continuato a utilizzare i locali.

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