POLITICAPRIMO PIANO

Bilancio approvato, c’è la commissione paesaggio: consiglio “elettrico” a Casamicciola

Seduta fiume ieri pomeriggio nei locali dell’ex Capricho e soprattutto alta tensione tra maggioranza e opposizione prima della votazione del consolidato, che però alla fine è passato. Dopo una breve pausa, braccio di ferro sui candidati alla commissione prima delle investiture ufficiali. A chiudere la maratona il sisma e la questione mercati

Pomeriggio caldo al Capricho. Il consiglio comunale di Casamicciola ha approvato il bilancio consolidato, ma la discussione non è stata incruenta. Accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, complicate dal fatto che nelle file della minoranza militano esponenti che fino a qualche mese fa erano parte integrante dell’amministrazione Castagna. Il civico consesso è iniziato con quasi un’ora di ritardo, scatenando l’irritazione del consigliere Luigi Mennella, che al via dei lavori ha subito contestato la liceità della discussione in quanto i consiglieri avrebbero ricevuto troppo tardi gli atti su cui deliberare, ledendo i loro diritti. Non sarebbe stata rispettata la tempistica delle 24 ore minime necessarie per esaminare la documentazione, in particolare il parere del revisore dei conti. Il segretario comunale ha riconosciuto l’esistenza della norma, affermando che il consigliere ha comunque la possibilità di impugnare successivamente la delibera. L’architetto ha fatto mettere dettagliatamente a verbale la sua contestazione, condivisa anche da Arnaldo Ferrandino, il quale si è detto contrario alla tesi del segretario, secondo cui la discussione avrebbe potuto ugualmente aver luogo nonostante l’infrazione del limite citato, previsto dal regolamento comunale e dalla normativa vigente. Sul punto si è sviluppata una lunga discussione bizantina, che ha annoiato la ventina di cittadini che dopo pranzo hanno scelto di assistere al consesso. La maggioranza, tramite il presidente del consiglio Nunzia Piro e il sindaco Castagna, ha ribadito la validità della deliberazione consiliare anche nel caso in cui il parere del revisore dei conti viene illustrato durante il consiglio stesso. Risposte che non hanno soddisfatto l’opposizione, con l’architetto Mennella che ha rivendicato l’importanza “ad substantiam” del parere, emendato a causa di alcuni errori, inviato dal revisore e reso disponibile ai consiglieri oltre le 24 ore minime precedenti il consiglio.

Poi il dottor Tarantino, revisore contabile, ha preso la parola spiegando la natura del suo errore, relativo alla parcellizzazione delle quote Evi detenute dal Comune. Un errore che sarebbe forse passato inosservato se lo stesso revisore non avesse inteso emendarlo. Non è mancato un botta e risposta tra Tarantino e Arnaldo, entrambi commercialisti. La discrasia, ha spiegato il primo, avrebbe riguardato lo stato patrimoniale, ma non il conto economico. Nel merito del documento, la situazione finanziaria del Comune è migliorata negli ultimi dodici mesi.

BARBIERI: “CONTROLLO ANALOGO SULL’AMCA”

Ignazio Barbieri, a nome anche dei consiglieri Cimmino e Ferrandino, ha chiesto di procedere al controllo analogo sul bilancio dell’Amca. “Credo che l’Amca abbia un debito di 8 milioni e mezzo di euro”, ha dichiarato il consigliere di minoranza, il quale ha aggiunto che il bilancio della partecipata è stato spesso coperto da crediti che difficilmente potranno mai essere realmente riscossi”.

Il revisore dei conti ha spiegato che il piano di riequilibrio è cessato con l’approvazione del rendiconto 2018, e che quindi fino a prova contraria tale bilancio è legittimo.

È seguita una lunghissima discussione, altamente tecnica, al termine della quale il consigliere Mennella si è detto d’accordo a procedere al controllo analogo, rivendicando e rinnovando la richiesta di dimissioni dell’avvocato Lettieri alla guida dell’Amca, oltre a recriminare l’immobilismo dell’amministrazione in relazione alle problematiche della partecipata.

Da parte sua, Ignazio Barbieri ha dichiarato che nell’ufficio tecnico le dodici persone assunte dovrebbero occuparsi esclusivamente delle problematiche sismiche, dal momento che sono state selezionate a quello scopo.

POLEMICA BARBIERI-FENINA

La polemica è esplosa proprio tra Barbieri e l’assessore al bilancio Senese, col primo che accusava l’amministrazione di utilizzare il terremoto come mezzo per “salvare” il Comune anziché pensare prima alle vittime del sisma.

Il segretario ha spiegato che, senza le dodici assunzioni sismiche, il Comune non potrebbe gestire l’ordinaria amministrazione. A ruota, il sindaco Castagna ha specificato che è impossibile scindere l’’operato del personale comunale tra attività ordinaria e quella “sismica”.

Il primo cittadino ha anzi accusato la minoranza di non conoscere la recente ordinanza della ricostruzione per i cosiddetti danni pesanti, rivendicando il fatto che i primi stanziamenti per chi deve ricostruire sono arrivati dal comune di Casamicciola.

Mennella ha chiesto lumi sulla gestione delle partecipate, a partire da Marina di Casamicciola, in relazione alla quale si sarebbe verificato un decremento degli utili di circa 200mila euro, innescando un’altra polemica con Fenina Senese, mentre Stani Senese ha spiegato che si attenderà il prossimo bilancio per dare una dimensione alla cosa e operare di conseguenza.

Durante le dichiarazioni di voto, il capogruppo di maggioranza Ciro Frallicciardi ha espresso preoccupazione per l’aumento dei costi di gestione in relazione all’Amca, auspicando una riconsiderazione dei costi in questione.

Si è quindi proceduto all’approvazione del bilancio con lo scontato computo di nove a quattro.

SOSPENSIONE CON “FUORI ONDA”

Lunga pausa di sospensione, di oltre 40 minuti, durante i quali gli animi sono rimasti surriscaldati, con l’assessore al bilancio che ha accusato in modo veemente i consiglieri Ignazio Barbieri e Arnaldo Ferrandino, rivendicando il proprio operato, sia come terremotata che come amministratrice, respingendo sdegnosamente le dichiarazioni della minoranza, e anzi accusando Arnaldo di pensare solo ai propri interessi.

COMMISSIONE PAESAGGIO

Alle 17.45 il consiglio è ripreso con l’esame del secondo punto, uno dei più attesi: la nomina dei cinque componenti della Commissione locale per il paesaggio per il triennio 2019/2022. Dopo un breve intervento introduttivo del sindaco, ha preso la parola Ignazio Barbieri che ha chiesto ragguagli sull’esclusione di due nomi (Pino Barbieri e Carlo Arcamone) dalla rosa dei candidati. Secondo Luigi Mennella, il fatto che la nota aggiuntiva redatta dall’architetto Formisano sia arrivata soltanto alle ore 14 del giorno prima, renderebbe non votabile la proposta di delibera, vista l’importanza delle nomine in questione. Anche stavolta il consiglio si è soffermato a lungo sugli aspetti normativi della proposta di delibera. Il presidente del consiglio Nunzia Piro ha ribadito che ogni contestazione deve essere fatta valere tramite ricorso al Tar: ancora polemiche, che poi si sono spostate anche sul criterio di votazione dei cinque componenti della commissione. Mennella ha anche accusato di falso l’avvocato Piro in relazione alla validità della notifica del precedente consiglio comunale. Il presidente, nel respingere con decisione l’accusa, ha invitato la minoranza a comportarsi “seriamente” vista l’importanza della votazione ai fini dei destini del Pio Monte, cosa che ha fatto letteralmente esplodere le proteste dell’opposizione.

I quattro consiglieri di minoranza hanno rifiutato di prendere parte alla votazione: Barbieri ha subito abbandonato l’aula, mentre Mennella, nominato scrutatore, ha ribadito il suo rifiuto a partecipare a una votazione “illegale e illegittima”, per poi abbandonare polemicamente il suo seggio.

I due, dopo la relazione illustrativa del sindaco, sono poi rientrati, ma Barbieri ha nuovamente lasciato il consiglio nell’imminenza del voto. Sono quindi stati eletti i seguenti componenti della Commissione Paesaggio: per i Beni ambientali Francesco Arcamone, per la Storia dell’arte Federico Manzi, per le Discipline Agricolo forestali Giovanni Calise, per le Discipline storiche Davide Brescia, e per la Legislazione dei beni culturali Luigi Lombardi.

L’assemblea ha poi discusso l’atto di indirizzo per la predisposizione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba). Sul punto, illustrato dal sindaco, il consiglio ha votato favorevolmente all’unanimità. Mennella ha poi nuovamente lasciato l’assemblea, mentre è rientrato Barbieri.

SISMA

Il sindaco Giovan Battista Castagna ha poi fornito alcune comunicazioni in merito all’attività amministrativa post sisma. Attività che secondo il primo cittadino non si ferma mai. La mappatura scaturita dalla microzonazione è uno strumento di cui ogni cittadino dovrebbe prendere coscienza, in quando “strumento guida” per tutti i residenti. Il Piano urbanistico comunale, di imminente adozione, dovrà tenere conto di tale strumento. La stessa recente ordinanza di ricostruzione per i danni pesanti tiene nel dovuto conto le risultanze della microzonazione, con l’individuazione delle zone stabili e quelle instabili. Il sindaco ha rivendicato il fatto che, per arrivare al punto in cui è giunta l’isola dopo il sisma, in Italia Centrale hanno impiegato molto più tempo. Per quanto riguarda la delocalizzazione, essa non sarà mai su base volontaria. Dopo una sintesi relativa alle problematiche affrontate nell’ordinanza, Castagna ha precisato che tale documento è comunque un importante inizio che non va criticato senza conoscere la complicata materia. Il sisma ha scoperchiato il calderone di problemi che da decenni rimanevano insoluti, condoni in testa, a cui ora si sta cercando di dare risposte. Soltanto con la conoscenza dello studio di microzonazione e dell’ordinanza i cittadini potranno avere piena consapevolezza.

In risposta a un intervento di Arnaldo Ferrandino, l’amministrazione ha fornito alcuni dati: tramite l’agenzia Invitalia, sono stati previsti 300 milioni per i privati, e 110 milioni per le infrastrutture pubbliche.

La presidente Nunzia Piro ha invece avanzato, a titolo personale con un documento scritto, una serie di critiche verso il quadro della ricostruzione attuale, in quanto sarebbe stato necessario avere prima un piano urbanistico generale, e poi pensare alla ricostruzione pesante. Così com’è, l’ordinanza potrà garantire il contributo a pochissimi casi isolati nel problematico e complesso territorio casamicciolese. Potrà risolvere completamente i guai a Lacco e Forio, ma non a Casamicciola. In sostanza, secondo Nunzia Piro, la maggior parte delle criticità nel comune termale non verranno risolte e i cittadini rimarranno bloccati. Anzi, secondo la presidente del consiglio, il commissario alla ricostruzione Schilardi deve rimanere figura attiva nel dirigere le varie fasi, senza delegare al cittadino e al suo tecnico un compito troppo gravoso.

Dopo una serie di interventi, il sindaco ha condiviso il documento preparato dal Presidente e ha assicurato che verrà portato all’attenzione del prossimo consiglio comunale, trasformato in proposta di delibera, e sottoposto all’attenzione del Commissario Schilardi (che il 17 ottobre sarà a Casamicciola per un incontro tecnico).

MERCATI E PIO MONTE

L’ultimo punto riguardava un altro tema molto sentito, oltre che di stretta attualità, cioè il regolamento comunale per la disciplina del commercio al dettaglio su aree pubblico di tipo b), esclusivamente in forma itinerante: c’erano da approvare alcune parziali rettifiche, oltre che di mettere a punto una norma transitoria. Dopo la breve relazione del sindaco, che ha delineato anche la possibilità di un ritorno del mercato a Piazza Bagni, l’architetto Luigi Mennella, rientrato in consiglio, ha auspicato la sospirata risoluzione della problematica. Con l’astensione delle minoranze, la proposta è stata approvata. Dopo sei ore e mezzo, la seduta si è conclusa alle 21.30.

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