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Blackout da incubo a Ischia

Da Ischia Ponte a Cartaromana a San Michele, 800 famiglie restano senza luci dalle prime luci dell’alba di ieri. I generatori autonomi giunti dalla terraferma restituiscono la corrente nel pomeriggio, per alcune ore è mancata anche l’erogazione idrica. Tre le cabine che sono rimaste danneggiate, operai e tecnici dell’Enel al lavoro senza sosta

Mezza giornata di ordinaria follia, un risveglio che non si augura nemmeno al peggior nemico (a meno che non si abbia una spropositata dose di “cazzimma”), un problema tamponato dapprima e che adesso va definitivamente risolto, a meno che questo non sia già accaduto mentre scriviamo. Ma la mattinata che si è vissuta ieri nel borgo antico di Ischia Ponte, nella zona della “Puzzulana”, a Cartaromana e anche in parte della zona di San Michele è stata decisamente da incubo. A occhio e croce oltre seicento nuclei familiari, infatti, sono rimasti senza corrente elettrica dalle prime luci dell’alba. Inizialmente ognuno ha pensato che il guasto o il problema potesse riguardare solo sé stesso, poi una serie vorticosa di telefonate e anche l’immancabile sondaggio e tam tam sui social network ha consentito di comprendere che stava accadendo qualcosa di davvero preoccupante.

L’allarme scattava subito, veniva informato dell’accaduto anche il sindaco Enzo Ferrandino che poco prima delle 9 lancia sui suo profilo facebook l’avviso ai naviganti che conteneva comunque toni abbastanza rassicuranti: “Sono stato informato dall’ENEL di un guasto sulla rete elettrica di Ischia che sta interessando alcune cabine, in particolare Alghe, Sant’Anna e Cappella. Risultano al momento circa 800 famiglie senza fornitura elettrica. Le squadre sono già a lavoro per risolvere il guasto e si conta di ripristinare il tutto entro un paio d’ore”. Il pronostico, passato al primo cittadino evidentemente proprio dai referenti Enel con cui era entrato in contatto, era palesemente sbagliato. Decisamente sbagliato. Perché, perdonate il gioco di parole, per l’intera mattinata tecnici ed operai hanno letteralmente brancolato nel buio. Di certo c’erano tre cabine che non funzionavano ed in maniera altrettanto certa non si riusciva a comprendere il perché. La dimostrazione del clima da “allarme rosso” che si era generato lo si è compreso quando sono giunti nell’area oggetto del blackout una serie di generatori autonomi, arrivati alla spicciolata. Nel pomeriggio però grazie a questo sistema la luce è pian piano tornata ovunque, mentre gli operai hanno anche cominciato a lavorare alacremente, segno evidente che il punto da “curare” era stato finalmente individuato.

Tra l’altro nel corso della lunga fascia oraria (oltre dieci ore, non certo roba da poco) in cui in tante abitazioni è mancata la corrente elettrica, molti hanno denunciato di aver avuto problemi anche con l’erogazione idrica. Inizialmente risultava difficile capire se potesse esserci una correlazione tra i due fenomeni (appariva sulla carta difficile, ma certo la coincidenza era davvero di quelle “inquietanti”), poi però l’arcano è stato chiarito. Gli operai dell’Enel che si erano messi all’opera per cercare prima e riparare poi il guasto hanno precauzionalmente tolto l’alimentazione anche alle pompe dell’acqua e questo ha portato all’interruzione del servizio. Insomma, rimanere senza acqua e luce contemporaneamente è stata davvero un’esperienza allucinante. E meno male che il problema non si è verificato nella fascia oraria serale, quando cala il buio: sotto questo aspetto, siamo davanti all’unico aspetto da salvare in una giornata da mandare quanto prima in archivio.

Sull’accaduto abbiamo chiesto una considerazione al vicesindaco di Ischia, Luigi Di Vaia: “Siamo rammaricati per il disagio che i cittadini hanno dovuto subire – spiega – gli operai dell’Enel hanno comunque lavorato alacremente sin da subito e l’arrivo dei generatori ha consentito di sopperire temporaneamente alla mancanza di corrente. Adesso, sia pure con l’ausilio dei predetti generatori, la situazione è ritornata alla normalità, e questo è quanto ci stava maggiormente a cuore”.

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