POLITICAPRIMO PIANO

Riecco Boccanfuso, “picconatore” a metà

Torna a parlare l’ex vicesindaco d’Ischia che senza peli sulla lingua alterna bastone e carota verso l’attuale classe di governo di Ischia. Dall’assenza di una minoranza passando per il patto siglato da Enzo Ferrandino e Gianluca Trani fino alla convinzione che Giosi Ferrandino non guarderà la partita da spettatore. E poi tanti altri spunti…

Vorrei partire da una considerazione iniziale, chiesta all’osservatore esterno: come si sono vissuti tre anni e mezzo di consiglio comunale senza una minoranza? In fondo è un fatto che a Ischia non vantava precedenti…

«Purtroppo si sono vissuti nell’indifferenza perché come dimostra l’astensionismo sempre crescente a tutti i livelli, la politica suscita sempre meno interesse e soprattutto le sue dinamiche allontanano le migliori potenzialità sia tra i giovani che tra imprenditori e professionisti affermati».

Quanti rimpianti ci sono per non aver provato a costruire un’alternativa nel 2022, fosse anche per mettere solo una “bandierina” nel civico consesso?

«I rimpianti li devono avere eventualmente tutti quelli che non ci hanno tentato o lo hanno fatto con pretese di protagonismo che hanno finito per fare abortire sul nascere ogni tentativo. Da parte mia avevo suggerito una strategia che avrebbe aperto uno scenario senza precedenti e che avrebbe portato matematicamente al ballottaggio, ma evidentemente non è facile convincere di giocare partite esaltanti ma complicate».

In che cosa, come immagino, bocci fin qui l’operato dell’attuale amministrazione comunale e – con l’onestà intellettuale che ti riconosciamo – in che cosa può essere promossa o magari meritarsi almeno la sufficienza?

«Oggettivamente l’operato è al tempo stesso molto evanescente e disastroso. Basta pensare ai soldi pubblici sperperati per peggiorare Piazza Degli Eroi, alla mala gestio amministrativa che ha portato al sequestro forse irreversibile del parcheggio della Siena privando Ischia Ponte di una infrastruttura vitale per la sua economia e sviluppo, alla chiusura delle Nuove Terme Comunali, alla svalutazione e svilimento del corpo di polizia locale, all’incuria generale del territorio, all’incapacità di incidere sui servizi pubblici essenziali e sulle infrastrutture. Se proprio ti devo indicare dove ha meritato la sufficienza ti dico che l’ha meritata per alcuni interventi mirati nell’area portuale e mi riferisco alla sistemazione dei taxi nel parcheggio Guerra, agli spazi destinati al parcheggio degli NCC, allo spostamento delle motonavi turistiche a vantaggio della nautica da diporto e dei mega yacht ed ai lavori in corso sulla Riva Destra per arginare il fenomeno dell’alta marea che però procedono con grave lentezza ed i cui risultati sono ancora oggetto di preoccupanti scommesse… Altra sufficienza merita sicuramente l’attenzione verso l’edilizia scolastica».

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Come giudichi l’operato da sindaco di Enzo Ferrandino, che in fondo anche politicamente hai visto crescere?

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«Preferisco spersonalizzare il ragionamento e riportarmi alla risposta che ho dato alla domanda precedente».

Domanda scomoda ma inevitabile: il patto d’acciaio siglato recentemente da Enzo Ferrandino e Gianluca Trani, con il secondo che nel 2027 dovrebbe succedere al primo almeno da candidato sindaco, pone una seria ipoteca sul risultato elettorale o i giochi sono ancora aperti?

«Non sono a conoscenza di questo patto d’acciaio come lo definisci tu ma la vita ci insegna che dopo il matrimonio si separano coppie che pure sembravano affiatatissime. In ogni caso se così fosse vuol dire che Gianluca Trani interpreterà la continuità dell’attuale stile amministrativo e gli eventuali sfidanti interpreteranno il rinnovamento. In tale ipotesi, a giudicare dagli umori dei cittadini, non credo che i bookmakers avranno gioco facile nel fissare le quote delle scommesse».

Secondo te ci sono malumori all’interno della maggioranza e soprattutto: resteranno sopiti o prima o poi finiranno con l’esplodere e il venir fuori?

«Mi risulta e leggo che ci sono vari malumori ma non sono in grado di dirti come evolveranno».

Con gli attuali scenari che si sono venuti delineando, che ruolo pensi rivestirà l’attuale sindaco di Casamicciola Giosi Ferrandino?

«Giosi Ferrandino è un politico di razza e come tale non ama vedersi le partite seduto comodo in tribuna. Da parte mia spero che tenga conto che oltre ad essere un politico è un imprenditore come lo sono altre figure vecchie e nuove le quali anche nel loro interesse, dovrebbero anteporre la difesa e valorizzazione del territorio alla carriera e/o ai giochi di partito. Lui è talmente scaltro che se legge questa mia dichiarazione capirà bene il messaggio…».

Quanto è ipotizzabile una coalizione allargata che racchiuda tutti gli scontenti per provare a giocarsi la partita e fino a che punto invece non ha senso imbarcare tutti a bordo stile Arca di Noè” finendo col creare una coalizione poco omogenea? E nel caso, quale potrebbe essere l’identikit del candidato sindaco ideale che potrebbe mettere tutti d’accordo?

«Personalmente credo che sarebbe un errore andare “muro contro muro” mentre invece sarebbe strategico creare almeno tre raggruppamenti indispensabili per andare al ballottaggio. Infatti quando si arriva a “volto contro volto” cambia completamente lo spartito. E per restare sul tema ti dico che qualche candidato donna non mi dispiacerebbe».

Luigi Boccanfuso ed altri “esperti” della vita politica ischitana sono pronti a rimettersi in gioco nel 2027 o personalmente ritieni concluso il tuo percorso politico da protagonista?

«Io non ho mai fatto politica per fare carriera o per trarne vantaggi personali e familiari, ma esclusivamente per amore verso la mia terra e fino a prova contraria questo è inconfutabile e me lo riconoscono in tanti. Vedere il territorio così degradato onestamente mi indigna e mi scuote così come mi intrigano le sollecitazioni di molti amici che mi chiedono di tornare ad essere della partita, ma poi non bisogna trascurare tante altre valutazioni di natura personale e familiare e questo credo valga anche per tanti altri amici a cui tu forse alludi. Sicuramente qualche saggia opinione la esprimerò molto volentieri».

Intanto in primavera si vota a Lacco Ameno, con quale interesse guardi alle elezioni all’ombra del Fungo e quali considerazioni ti suscitano?

«Guardo con interesse alle elezioni di Lacco Ameno perché questo Comune ha una grande tradizione dell’accoglienza e vanta diverse strutture alberghiere e turistiche di alto livello con imprenditori che non si risparmiano ed investono ogni anno fior di quattrini. Pertanto l’operato dell’amministrazione comunale deve necessariamente tenere conto di questa realtà e concertare bene con l’imprenditoria locale la gestione del territorio. Non mi pare che questo sia avvenuto in maniera corretta e soddisfacente negli ultimi anni».

Le festività natalizie sono state l’occasione per riaccendere il dibattito sulle ZTL, da tenere chiuse o aperte a beneficio del commercio. Come al solito ci si è spaccati in guelfi e ghibellini, e la tua posizione a riguardo è stata chiara…

«Più che di “guelfi e ghibellini” parlerei di battaglia di avanguardia contro posizioni di retroguardia. Questo è un tema che richiede poche chiacchiere e molti fatti. Ho apprezzato tantissimo il commento che ha fatto l’ispettore di polizia Maurizio Pinto sotto un post vocale ambiguo diffuso da un commerciante del centro storico che recita testualmente: “nei paesi civili le ZTL sono ZTL! I centri storici sono pedonali e non esistono deroghe (a piacere dei commercianti) alle ordinanze che sono Leggi. Quando decideremo di non essere più una repubblica delle banane?”. Questo commento corrisponde 100% al mio pensiero e non a caso quando nel passato mi sono occupato istituzionalmente della materia, ho operato secondo questo dettato senza mai indietreggiare difronte a varie forme di intimidazioni e senza mai preoccuparmi di eventuali perdite di consensi. Fino a prova contraria questo lo dice la mia storia».

E’ iniziato un nuovo anno solare, quali le priorità che si ritrova ad affrontare il Comune d’Ischia e l’isola in genere?

«La priorità riguarda la pianificazione del territorio. Ischia ha bisogno di un piano di bonifica per sanare numerose forme di degrado attraverso interventi mirati a tutelare l’ambiente, gestire bene le risorse umane e naturali, migliorare la qualità della vita e dei servizi essenziali. Tutto il resto è secondario».

Prima di salutarci, prova a svelare l’arcano: quale potrebbe essere il vero colpo di scena delle elezioni amministrative ischitane del 2027?

«Evidentemente non ci sono arcani da svelare né previsioni facili da fare. Il vero colpo di scena che io auspico è che Ischia possa esprimere una classe dirigente formata da persone mature per ricoprire un ruolo così delicato e impegnativo nonché dotate di quella sensibilità necessaria per difendere e valorizzare il territorio. La pratica tanto diffusa di pensare esclusivamente a coltivare varie forme di becero clientelismo è un fenomeno molto dannoso che soffoca la crescita sociale. Ischia è una località che deve attrarre e possibilmente fidelizzare turismo internazionale. Pertanto l’amministrazione comunale non può e non deve operare come un patronato dove ognuno è intento a coltivare solo il proprio orticello elettorale, ma piuttosto deve incidere con efficienza e scelte coraggiose e al passo coi tempi, ispirandosi alle località turistiche virtuose e di eccellenza. Chi non sa fare di suo dovrebbe almeno avere l’umiltà di ascoltare e copiare. Invece l’amministrazione comunale di Ischia non sa nemmeno copiare nè ascoltare tant’è che dopo aver utilizzato e sperperato i soldi dei cittadini per acquisire consigli ed indirizzi dall’esperto di turismo Josep Ejarque l’ha fatto poi scappare per disperazione, disattendendo tutte le sue indicazioni per valorizzare l’identità del territorio attraverso un piano di sviluppo turistico e marketing. Dura veritas sed veritas, così dicevano i latini…».

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