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Bolkestein, slitta pronuncia: e La Franca lancia l’appello

L’auspicio: «Bisogna tener conto dei piccoli imprenditori». La Fiba Confesercenti «possiamo soltanto augurarci buon senso nel rispetto delle regole. Bisogna tutelare gli imprenditori balneari garantendo continuità alle imprese esistenti»

Era atteso in questi giorni il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla validità delle leggi che sospendono la direttiva Bolkestein per prorogare fino al 31 dicembre 2033 i diritti attuali sul demanio marittimo a scopo turistico-ricreativo. Il pronunciamento è però slittato e non è escluso il ricorso alla Corte di Giustizia Europea.  «Dalle prime notizie giunte – hanno detto i balneari – è emerso che vi è stato interesse e attenzione alle tesi dei balneari e questo fa ben sperare. Tuttavia sapremo entro fine anno, speriamo, quale sarà il parere del Consiglio di Stato a proposito della estensione al 2033 delle concessioni balneari.

Non abbiamo elementi per pensare che possa prevalere il rinvio alla Corte di Giustizia Europea, ma tutto è possibile. Siamo in attesa, come tutti». «All’esame della giustizia amministrativa in adunanza plenaria proprio per le diversità di pareri espressi dai vari tribunali amministrativi, quanto contenuto nella legge 145/2018, si dovrà valutare una volta per tutte l’orientamento definitivo ed unitario sulla delicata questione delle estensioni delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo al 2033, deciso dal governo Italiano proprio tramite una legge nazionale che è in vigore dal 2018.  La questione riguarderebbe una presunta incompatibilità con il diritto europeo», spiega Giuseppe La Franca presidente di Fiba Confesercenti Ischia. «La questione si trascina da tempo – dichiara il presidente regionale di FIBA Campania Raffaele Esposito – la giustizia amministrativa farà il suo corso ovviamente tenendo conto della delicatezza della questione, il futuro di migliaia di lavoratori ed imprenditori che da anni si dedicano, nella più grande incertezza amministrativa, a garantire lavoro, sostegno e professionalità al settore, ricordiamolo determinante per il turismo campano ed italiano, risultano oggi cosi come ieri davvero difficili da capire questioni come la transfrontalierità oppure la presunta scarsità delle risorse demaniali marittime». «Queste motivazioni – prosegue il Presidente Esposito – ci fanno sorridere amaramente poiché si vorrebbero mettere sullo stesso piano ad esempio concessioni autostradali e fazzoletti di spiaggia in gestione, assurdo, così come bene ha sollevato anche recentemente in un nostro webinar ad esempio il giudice Pasca Presidente del TAR di Lecce». «Considerata la rilevanza economico-sociale che soltanto in Campania riguarda oltre 2000 attività, tra imprese balneari esclusive e turistico balneari,  possiamo soltanto augurarci buon senso nel rispetto delle regole, degli attuali imprenditori balneari che sono i “primi” lavoratori della propria azienda e che  in un momento storico di crisi profonda sotto tutti i punti di vista come  questo che stiamo attraversando lacerato dalla Pandemia, e del lavoro, questa garanzia di lavoro va difesa con i denti in tutte le sedi nazionali ed europee», incalza Giuseppe La Franca.

E continua: «Le nostre organizzazioni così come recentemente annunciato in maniera unitaria al  TTG di Rimini sono pronte a sedersi per concertare ed organizzare una riforma armonica del demanio marittimo, in quanto l’estensione al 2033, ricordiamolo,  era un atto transitorio in vista di una legge di riordino che però non è mai arrivata, ecco quindi la necessità dell’intervento del Consiglio di Stato per chiudere la situazione di caos normativo sulle concessioni balneari, tra amministrazioni comunali che hanno applicato l’estensione al 2033 e quelle che non l’hanno applicata, come avvenuto anche qui in Campania». «E proprio a tal proposito – prosegue il presidente Esposito – vogliamo ringraziare tutti quegli amministratori che con i fatti in questi tre anni, al di là di quello che succederà domani, hanno dimostrato vicinanza amministrativa, solidarietà coraggio amministrativo nello essere al fianco delle proprie imprese balneari e turistico balneari, un atto importante che resterà come suol dirsi agli atti». La Franca ed Esposito, concludono, poi, con un auspicio: «Siamo fiduciosi  che la politica farà il suo lavoro ossia quello di tutelare i propri imprenditori balneari anche in sede di riforma del settore demaniale marittimo, rafforzando la legge 145, garantendo continuità alle imprese esistenti affinché  possano ammortizzare gli investimenti e garantendo il valore d’azienda nel caso evidenze pubbliche e non aste al rialzo ma privilegiando la professionalità lavorativa, il valore aziendale i requisiti tecnici e professionali e non quelli esclusivamente economici che sono già al limite della sostenibilità per molti imprenditori balneari specie cosiddetti piccoli».

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