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Bonus da 600 euro, quei dubbi sulle possibili categorie escluse

Secondo alcuni addetti ai lavori, coloro che erano stati assunti a tempo indeterminato e poi licenziati, non avrebbero diritto al sussidio. Perplessità anche per i commessi dei negozi di varie attività commerciali

Il decreto legge n.18/2020 ha scalato rapidamente tutte le classifiche dei testi legislativi più letti da commercialisti e consulenti del lavoro. I motivi per cui tale decreto sia diventato un “best seller” in questa singolare hit è facilmente intuibile: in tempi di attività lavorative bloccate o comunque fortemente limitate, le misure di sussidio predisposte dal Governo sono fortemente attese da varie categorie di lavoratori.

Il famoso bonus di 600 euro, che fa tanto discutere, è destinato tra gli altri anche favore dei lavoratori stagionali del turismo. Una tipologia di lavoratori a cui si riconduce la gran parte di isolani che opera nell’industria turistica locale, gravemente colpita dalla pandemia da Covid19 che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale. Come specifica la circolare n.49 dell’Inps l’indennità è prevista per liberi professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, per lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’A.g.o., per i lavoratori del settore agricolo, per i lavoratori dello spettacolo, e per lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali.

Tuttavia, alcune categorie largamente presenti sull’isola potrebbero risultare escluse dal beneficio, e non si tratterebbe di lavori di nicchia, ma di impieghi presenti in tantissimi esercizi commerciali: secondo alcuni commercialisti infatti chi è impiegato come commesso nei vari negozi non avrebbe diritto ai 600 euro del bonus, previsto appunto per i lavoratori del settore turistico a carattere stagionale. Anche chi lavora nel settore edile potrebbe avere problemi a percepire il bonus. La questione è ancora dibattuta, ma è indice di una incertezza interpretativa che in frangenti come quello che il Paese sta vivendo potrebbero avere ripercussioni tutt’altro che leggere. Altra problematica riguarda quei lavoratori, anche del settore alberghiero, che erano stati assunti con contratto a tempo indeterminato, e che poi sono stati licenziati. Anche per essi, venendo formalmente a mancare il requisito della stagionalità, non ci sarebbero i 600 euro previsti dalla misura governativa. Eppure categorie del genere di fatto sono tra le più esposte alla crisi incipiente che sta investendo varie attività e che ha tutta l’aria di non essere un periodo breve.

Come è noto, la citata disposizione normativa, tra l’altro, è rivolta ai lavoratori dipendenti con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del decreto-legge, che non siano titolari di trattamento pensionistico diretto e che alla data del 17 marzo 2020 non abbiano in essere alcun rapporto di lavoro dipendente.

Per tali lavoratori è prevista la corresponsione di una indennità, per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro. Detta prestazione non concorre alla formazione del reddito. Per il periodo di fruizione dell’indennità in questione non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare. Fermi restando i requisiti legislativamente individuati, l’indennità è rivolta esclusivamente ai lavoratori con qualifica di stagionali, il cui ultimo rapporto di lavoro sia cessato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che la cessazione sia avvenuta con un datore di lavoro rientrante nei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali.

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Felice

Non è giusto escludere tanti lavoratori che ora terminano la naspi e non percepire nulla perché non si ha il requisito di stagionalità….abbiamo cmq un contratto di lavoro nel settore turismo ma ora come ora non si inizia a lavorare come gli altri anni….qualcuno faccia qualcosa perché anche noi siamo nella stessa barca dei stagionali…l unica cosa che ci differenzia e la parola stagionale….

Catiuscia

Ci sono anche commesse stagionali non esiste solo l albergo e stabilimenti balneare… Non lo trovo giusto

Catiuscia

Esistono anche altre categorie tipo commesse stagionali… Non è tanto giusta sta cosa allora quelli degli alberghi si e noi no mah

Idonia

Anche io sono una commessa stagionale, avrei dovuto iniziare a fine Marzo, insieme ad altre colleghe. Veramente siamo molto preoccupate perché, anche la disoccupazione è finita a Febbraio. Se non muori di fame non puoi neanche richiedere i buoni spesa al comune.

Mairead

Oh mio dio !! Ho saputo solo ieri sta cosa . Ma perché !!! Non è giusto no !! Come facciamo noi commesse ? Abbiamo anche noi fatto le 10 ore al giorno per una paga di miseria a forfait . Come facciamo a campare. Oh dio .

Alessandra

Non ho capito una cosa, io x esempio ho lavorato nel turismo stagionale da maggio a settembre, ma a ottobre sono stata assunta come collaboratore domestico, un datore , non rientrando nella categoria, non mi permette di presentare la domanda???

Cinzia Brussolo

Esistono anche commesse stagionali non è giusto escluderla o tutti o nessuno
Sdegno e basta

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