Sconti ai nuovi locali, tasse piene ai commercianti storici: è polemica sui bonus del Comune
Il sindaco Enzo Ferrandino lancia bonus per nuovi commercianti e strutture turistiche, ma gli storici albergatori e imprenditori restano ignorati. Con l’aumento della tassa di soggiorno i turisti pagheranno di più, ma le nuove risorse rischiano di finanziare proprio gli sgravi fiscali concessi alle nuove attività. Un paradosso che penalizza hotel e imprese storiche, premiando chi arriva oggi sul mercato.

Cinque bonus per stimolare nuove attività commerciali e cercare di destagionalizzare il turismo. Questa è l’ultima mossa del sindaco Enzo Ferrandino e della sua amministrazione comunale. Tra le misure annunciate: esenzioni IMU e TARI per chi apre un negozio o locale, incentivi per vetrine commerciali, agevolazioni sulle locazioni in centro e bonus per le strutture ricettive che restano operative nei mesi di bassa stagione.
L’intento ufficiale, come sottolineato dallo stesso sindaco, è quello di «sostenere l’economia del territorio e favorire un turismo più sostenibile». Peccato, però, che tra le pieghe di queste promesse si nascondano criticità non trascurabili.
Il problema principale è che i benefici sembrano rivolti quasi esclusivamente ai “nuovi arrivati”. Chi da anni lavora per mantenere viva l’economia turistica dell’isola come albergatori, gestori di strutture ricettive storiche e commercianti di lunga data, resta ai margini. Molti albergatori, che contribuiscono per oltre il 70% alla TARI, continuano a sentirsi abbandonati: nessuna riduzione significativa, nessun supporto concreto, nonostante le difficoltà economiche che da anni li mettono a dura prova.
Parliamo del 90% delle strutture alberghiere, quelle senza terme interne, aperte sette mesi l’anno: per loro nulla da fare. Oltre al danno, la beffa. Ed ecco che alcuni albergatori lamentano: «Abbiamo resistito a crisi economiche e stagioni difficili, investito tempo e denaro per mantenere viva l’isola. Ora vediamo premiati solo chi arriva ad aprire nuove attività. È frustrante sentirsi invisibili per chi lavora da anni».
Il 90% degli alberghi, aperti sette mesi l’anno, che non hanno terme interne, non riceve alcun sostegno, creando frustrazione e senso di abbandono tra gli albergatori
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Ma c’è anche un altro aspetto che rischia di rendere questa politica ancora più discutibile. A breve una nuova società collegata familiarmente all’Hotel Villa Maria di Ischia aprirà un bistrot: una nuova attività che, grazie ai bonus comunali, potrà beneficiare di esenzioni e riduzioni su IMU e TARI. Un vantaggio importante che, però, non sarà riconosciuto ai bistrot e ai locali che già operano nelle vicinanze e che continueranno a pagare tutte le imposte comunali come sempre. Quindi il Cappuccino, Bar Epomeo, Enoteca Castaldi, Bar delle Rose, Bar Di Maio, Enoteca Mimì solo per citarne alcuni, pagheranno sempre la stessa imposta improponibile di spazzature w l’IMU con aliquota al massimo mentre gli altri avranno importanti agevolazioni.
Lo stesso scenario si ripeterà per il nuovo bar che aprirà nei pressi dell’AliBar. Il proprietario di AliBar, Roberto, che da anni porta avanti la sua attività contribuendo regolarmente alle casse comunali, continuerà a pagare IMU e TARI per intero. Il nuovo bar, invece, potrà partire con una fiscalità fortemente ridotta.
Una situazione che molti definiscono paradossale e, soprattutto, priva di logica: chi ha già investito, lavorato e pagato tasse per anni non riceve alcun riconoscimento, mentre chi apre oggi parte con vantaggi fiscali significativi.
E c’è di più. Nel frattempo è stata aumentata anche la tassa comunale di soggiorno. Questo significa che i turisti pagheranno di più quando soggiornano negli hotel dell’isola. Ma quelle risorse, invece di alleggerire il carico fiscale delle strutture alberghiere che da anni sostengono l’economia turistica, finanzieranno proprio gli sconti concessi alle nuove attività.
Bar e bistrot storici del centro come Cappuccino, Bar Epomeo ed Enoteca Castaldi continueranno a pagare tasse piene mentre le nuove attività avranno agevolazioni
In altre parole, gli stessi alberghi e gli stessi clienti che pagano più tasse potrebbero trovarsi, paradossalmente, a contribuire al finanziamento degli sgravi fiscali per chi apre oggi sul corso.
La strategia ricorda quella di alcune compagnie telefoniche: i nuovi clienti ricevono sconti e vantaggi straordinari, chi è fedele da anni paga il prezzo pieno. Eppure, il Comune non è un’azienda telefonica: le politiche fiscali dovrebbero bilanciare innovazione e tutela di chi già sostiene il territorio.
Il rischio evidente è che questa scelta invii un messaggio pericoloso agli imprenditori storici: chi ha resistito e investito per anni sull’isola potrebbe sentirsi abbandonato e addirittura deve contribuire alle new entry, mentre i nuovi arrivati vengono premiati. Una mossa che, pur puntando a rinnovare l’offerta turistica, rischia di indebolire e mortificare chi ha mantenuto viva l’isola nei periodi più difficili.
Intanto aumenta anche la tassa di soggiorno. I turisti pagheranno di più negli hotel di Ischia e le maggiori entrate della tassa di soggiorno finiscano per finanziare gli sgravi concessi alle nuove attività commerciali
Forse è il momento che il sindaco Enzo Ferrandino e la sua amministrazione rivedano la strategia: stimolare nuove attività è importante, ma non dovrebbe avvenire a scapito di chi già lavora e investe sull’isola. Il problema dei costi della spazzatura e dell’IMU è un problema serio e non può essere affrontato in questo modo così approssimativo. Un equilibrio tra innovazione e rispetto del tessuto imprenditoriale storico potrebbe rappresentare la chiave per un turismo solido, sostenibile e più giusto.
È come se agli elettori fosse chiesto di dimenticare i vecchi politici, coloro che hanno sempre lavorato per l’isola, e di votare alle prossime elezioni solo i nuovi arrivati, i giovani politici esordienti. La domanda al sindaco Enzo Ferrandino è diretta: per lei sarebbe normale che gli elettori abbandonino i vecchi politici, quelli come lei e la sua amministrazione, che, girando e rigirando, restano sempre gli stessi, premiando soltanto chi arriva ora sulla scena politica?






Le proteste da parte di imprenditori storici hanno indubbiamente un fondamento, tuttavia non si può accontentare tutti all’unisono, da qualche parte occorre partire!
Non ci si può lamentare dell’overtourism e dell’invivibilita’, della gentrificazione commerciale che spegne le strade cittadine e dei residenti che non trovano case, e non fare nulla per premiare i giovani che rischiano di avviare nuove attività sull’isola invece che emigrare all’estero.
È giusto segnalare il problema però, perché così il prossimo anno si può pensare ad una nuova misura che premi le attività storiche, piuttosto che perorare il solito immobilismo e poi lamentarsi costantemente…