Borrelli, “carezza” a Ischia: «E’ un’isola meravigliosa»
Il deputato di AVSi promuove Ischia sul fronte della fruibilità delle spiagge e della tutela del territorio: «È un’isola straordinaria da vivere tutto l’anno e sotto diversi aspetti rappresenta un modello». Parole positive anche per la Guardia Costiera e per il Regno di Nettuno

Onorevole Borrelli, come ha trovato l’isola d’Ischia in questa estate 2026?
«L’isola d’Ischia è sempre bellissima. Ci sono problemi legati alla fruizione delle spiagge libere, ma nulla a che vedere con quanto accade in Costiera. Qui sicuramente più del 30 per cento delle spiagge è libero. Forse l’area dove c’è meno spazio è Lacco Ameno. Però non ho mai trovato sull’isola costruzioni sugli arenili che impedissero il passaggio dei cittadini. Una situazione che invece, da Castellammare fino ad Amalfi, è continua: cancelliate, muri e ostacoli, in molti casi abusivi. Una cosa assurda che a Ischia non ho riscontrato».
Quindi, sotto questo aspetto, l’isola è stata spesso denigrata oltre i suoi demeriti?
«Io penso che, almeno per quanto riguarda questa situazione specifica, Ischia sia sempre stata denigrata. Spesso è stata indicata come modello negativo, mentre sulla questione delle spiagge offre sicuramente molto più spazio e maggiori possibilità di fruizione rispetto ad altri territori, come la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina. Aggiungo che la presenza e l’azione dei sindaci, nella gran parte dei casi e salvo qualche rara eccezione, tende a evitare che ci sia una deregulation. C’è però un caso nel quale ho visto un cambiamento epocale, non necessariamente in meglio, ed è Sant’Angelo. Lì oggettivamente la spiaggia libera è stata completamente eliminata. Ho trovato addirittura gli ombrelloni sistemati sul marciapiede, ma immagino sia arrivata una regolare concessione».
Una differenza che, secondo lei, dipende anche dall’attività di controllo svolta sul territorio?
«Certamente. Da una parte, in altre zone costiere, ritengo ci siano responsabilità anche sul fronte dei controlli; dall’altra, a Ischia vedo una grande attenzione da parte della Guardia Costiera. Ad esempio, tutta la zona dei Maronti è ben controllata e soprattutto le regole vengono fatte rispettare, mentre in altre località della Costiera Sorrentina questo accade molto meno, significa che sull’isola esiste una sorveglianza attiva da parte della Capitaneria di Porto. Le norme possono esserci, ma poi bisogna controllare che vengano rispettate e sotto questo profilo ritengo che a Ischia venga svolto un lavoro importante».
Una grande attenzione viene dedicata anche all’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, della quale lei fu uno dei fautori…
«Io l’ho fortemente voluta, all’epoca insieme al ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Oggi si sta realizzando qualcosa di analogo anche a Capri e ricordo che, quando lavoravamo alla prima perimetrazione, furono proprio i Comuni di Capri e Anacapri a non voler entrare nell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Poi si sono resi conto che quella scelta rappresentava uno svantaggio. Adesso, però, bisogna fare un salto di qualità per l’area marina protetta: oggettivamente servono i campi boe. Senza i campi boe il sistema resta incompleto e quindi sono fondamentali per organizzare la presenza delle imbarcazioni e garantire una maggiore tutela dell’ambiente marino».
La critica invece si sofferma soprattutto sul fronte dei collegamenti marittimi: «Il sistema è obsoleto, bisogna aprire il mercato e fare bandi europei»
Tornando alle spiagge, Ischia può dunque essere indicata come esempio e modello virtuoso?
«Sicuramente oggi Ischia è un modello sotto diversi aspetti. Per me l’isola è un luogo straordinario da vivere durante tutto l’anno, perché è bellissima. Se però devo indicare quella che ritengo oggi la problematica più grave, dico senza esitazioni che è il sistema dei trasporti da e per le isole. Un sistema che considero obsoleto e che, per quanto mi riguarda, presenta caratteristiche che fanno pensare a un cartello. Non riesco a credere che si continui a navigare con mezzi che in alcuni casi hanno sessant’anni e che nessuno abbia mai pensato seriamente di sostituirli. Il vero cambiamento da portare sull’isola riguarda proprio questo settore: bisogna aprire il mercato, perché probabilmente si è creato un cartello tra le varie compagnie di navigazione. Non posso credere che, ancora oggi, rispetto anche al costo del biglietto, soprattutto i traghetti ma molto spesso anche gli aliscafi siano mezzi così obsoleti».
C’è stato anche un momento in cui un gruppo di imprenditori voleva dotarsi di mezzi di trasporto per condurre direttamente i propri ospiti sull’isola, ma questo non è stato consentito…
«Se dipendesse da me lo permetterei, perché probabilmente davanti a un servizio di qualità maggiore tutti gli altri operatori sarebbero costretti ad adeguarsi. Invece noi abbiamo avuto, a fronte di una qualità medio-bassa, un ulteriore peggioramento, perché alcune compagnie subentrate recentemente sono dotate, a mio giudizio, di mezzi e servizi peggiori rispetto a quelle preesistenti. Quindi, invece di migliorare, si è andati nella direzione opposta. Sono state affidate delle corse residuali a una compagnia che utilizza mezzi che considero delle vere e proprie carrette. È evidente che una situazione del genere non possa essere soddisfacente per un territorio come Ischia, che vive di turismo e necessita di collegamenti efficienti con la terraferma».
Come si può risolvere, allora, il problema dei collegamenti marittimi e della qualità dei servizi?
«Aprendo il mercato, non esiste alternativa. E non mi si venga a dire che non è possibile, perché in Sicilia lo hanno fatto. La Sicilia presenta un sistema territoriale e organizzativo molto simile al nostro e dimostra che determinate soluzioni possono essere adottate. Bisogna avere il coraggio di fare bandi europei e mettere realmente in concorrenza gli operatori. Non può esistere una sorta di diritto acquisito per cui gli stessi soggetti svolgono queste attività per sessanta o settant’anni indipendentemente dalla qualità offerta. Se un operatore garantisce un ottimo servizio, per quanto mi riguarda può continuare a svolgerlo per tutti i secoli che verranno. Ma il punto è proprio la qualità: se mi dai un ottimo servizio puoi continuare, se invece il servizio è scarso te ne vai e lasci spazio a chi è in grado di offrirne uno migliore».







Sei solo un buffone, ma se c’è un tuo video che dimostra il passaggio difficile sulla battigia per colpa di costruzioni in ferro. Parli, parli, ti sei fatto quasi tutte le spiagge mostrandone solo difetti e poi? Hai preso il traghetto e te ne sei tornato a casa.