Borrelli contro i tassisti scorretti di Casamicciola: la guerra dei taxi che rischia di affondare l’immagine
A Ischia anche i tassisti riescono nell’impresa di farsi la guerra tra loro. E mentre si accusano reciprocamente di essere i peggiori, a rimetterci rischia di essere ancora una volta il turista

di Francesco di Meglio
La scena è surreale. Un tassista di Lacco Ameno accusa i colleghi di Casamicciola di non essere abituati al turismo di qualità, di trattare male i clienti e, soprattutto, di non rispettare le tariffe predeterminate. E qui entra in gioco anche l’on. Francesco Emilio Borrelli, in questi giorni sull’isola d’Ischia per verificare alcune criticità legate alla gestione delle spiagge in concessione. Ieri ha incontrato alcuni tassisti di Lacco Ameno, questa mattina quelli di Casamicciola.
La risposta dei tassisti casamicciolesi non si è fatta attendere: i “ladri”, secondo l’accusa, sarebbero invece quelli di Lacco Ameno. Insomma, tutti contro tutti. Ma mentre i tassisti si accusano reciprocamente, c’è una domanda che qualcuno dovrebbe finalmente porsi: chi controlla?
E soprattutto: perché, quando determinati comportamenti si ripetono nel tempo, sembrano essere sempre gli stessi volti e le stesse persone a finire al centro delle polemiche? Il problema non è stabilire quale comune abbia i tassisti migliori o peggiori. Il problema è molto più serio e riguarda l’immagine stessa di Ischia.
Il taxi non può essere una lotteria
Un turista arriva sull’isola, sale su un taxi e dovrebbe sapere prima quanto pagherà.
Se esistono tariffe predeterminate, quelle tariffe devono essere applicate. Punto.
E invece, secondo le numerose segnalazioni e testimonianze che arrivano con sempre maggiore frequenza, capita che i listini delle tariffe predeterminate siano poco visibili, difficili da individuare oppure che, al momento di salire sul taxi, al cliente venga comunicato un prezzo diverso, talvolta molto più alto di quello previsto.
Non è un dettaglio, è una questione di trasparenza, correttezza e fiducia.
Non è un caso che molti hotel preferiscano chiamare direttamente il taxi per i propri ospiti e comunicare preventivamente la tariffa della corsa, proprio per evitare che il cliente, recandosi al punto di stazionamento dei taxi, possa trovarsi davanti a un prezzo diverso da quello previsto. E questo dovrebbe far riflettere. Perché quando una struttura alberghiera sente il bisogno di tutelare direttamente il proprio ospite, significa che il problema non può più essere liquidato come il comportamento occasionale di un singolo operatore.
Un turista non deve essere una “preda”. Deve essere un ospite da rispettare.
Non può esistere una sorta di “lotteria del taxi”, nella quale il prezzo della corsa cambia a seconda di chi si trova al volante, del cliente che si ha davanti o della sua presunta disponibilità economica.
Basta con la scusa dei pochi mesi di lavoro E basta anche con la giustificazione secondo cui “si lavora soltanto pochi mesi l’anno”.
La stagionalità non può diventare un alibi per pretendere prezzi fuori dalle regole o per giustificare comportamenti scorretti. Chi svolge un’attività di questo tipo ha certamente difficoltà e costi da sostenere, come tutti d’altronde, ma ha anche diritti, agevolazioni, doveri e responsabilità. E se durante i mesi invernali alcuni tassisti svolgono altre attività o altri lavori, non c’è nulla di scandaloso: fare più mestieri non è una colpa. La questione è un’altra: molti di loro lavorano in maniera irregolare tutto esentasse.
Il fatto di lavorare pochi mesi l’anno come tassisti non giustifica utilizzate come “argomento di forza” per scaricare sul turista il peso della stagionalità. E anche su questo, se ci sono segnalazioni circostanziate, sarebbe opportuno che gli organi competenti verificassero.
Il turista non è un bancomat
Perché alla fine il problema è tutto qui. Il turista non può essere considerato un bancomat.
Non può essere accolto con un sorriso quando arriva in hotel e trasformato in una “preda” appena sale su un taxi. Non può essere fatto pagare il doppio o il triplo rispetto a una tariffa predeterminata.
E non può certamente essere costretto a salire su microtaxi in condizioni che, secondo alcune segnalazioni, lascerebbero molto a desiderare.
Ischia non ha bisogno di tassisti che fanno la voce grossa. Ha bisogno di professionisti.
Professionisti capaci di accogliere, rispettare le regole, applicare le tariffe previste e comprendere che ogni corsa rappresenta anche un biglietto da visita dell’isola. Perché il turista può arrivare su un mega yacht oppure su un traghetto. Può avere un portafoglio pieno oppure un budget limitato. Ma davanti a un taxi deve essere sempre e soltanto un cliente. Non un bancomat. Non una preda. E soprattutto, non qualcuno da spennare. Se ci sono violazioni, si controlli. Se ci sono abusi, si sanzionino.
Se ci sono comportamenti reiterati e incompatibili con lo svolgimento del servizio, si valutino tutti i provvedimenti previsti dalla legge, compresa la sospensione o la revoca della licenza quando ne ricorrano i presupposti. Perché il turismo di qualità comincia anche da qui.
Dal modo in cui accogliamo il turista quando mette piede sull’isola. I tassisti di Casamicciola sono avvisati!





Non sono tutti uguali. Purtroppo esiste il disonesto come la persona per bene il problema è come dice l’articolo chi controlla e cosa controlla? Una volta ad Ischia al porto c’erano due vigili che si mettevano e controllavano il rispetto della fila, il rispetto della trasparenza e l’esposizione delle tariffe esposte sulla parte anteriore del taxi, l’ordine pubblico e tutto attraverso delle azioni preventive le quali hanno determinato l’applicazione della legge senza elevare nessuna sanzione e senza nessun conflitto tra istituzioni e Categoria. Purtroppo questa cosa non la rivedrete più (e per maggiori spiegazioni in merito rivolgetevi a chi di dovere) perchè adesso vedrete sotto i vostri occhi il tutti contro tutti, l’inoltro delle segnalazioni a Borrelli e non ai Vigili e alla Guardia di Finanza e soprattutto questo signor deputato che, “buttando a mare” anni e anni di prevenzione, va a criminalizzare l’intera categoria per colpa di qualche elemento poco affidabile (il quale sguazza nel controllo). Oltre a questo il deputato Vigile Urbano e bagnino da spiaggia, ignorando il regolamento taxi, non sa che ci sono sei comuni con politiche tariffarie diverse e tutti e sei prevedono per la maggior parte dei casi le tariffe fisse. La cosa non è casuale in quanto le condizioni per questo disagio le ha create la politica la quale prima crea le condizioni per far andare storto qualcuno e poi manda i personaggi come questo per criminalizzare l’intera categoria la quale è fatta da molte persone per bene ma da qualche individuo squallidamente approfittante. LA COSA IMPORTATE E CHE VI VOGLIO FAR CAPIRE CHE LA POLITICA DANNEGGIA E STA LAVORANDO PER DANNEGGIARCI QUINDI L’ASTENSIONE DAL VOTO E NON DATEGLI NESSUNA MONETA O CONTANTE PER TESSERE ELETTORALI.
Sono un medico volontario all ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno,ma questo è solo un dettaglio e non per questo mi aspetto un trattamento di favore da parte della categoria dei tassisti di Casamicciola ma nemmeno di essere rapinato .
Qualche settimana fa mi reco insieme alla mia compagna al porto di Casamicciola per prendere un taxi che mi porti ai giardini Poseidon di Forio, ebbene alla mia domanda se ci fosse una tariffa fissa il tassista di turno mi ha risposto di no ma che c era il tassametro che avrebbe stabilito l importo da pagare.siamo saliti ma ci siamo subito accorti che il tassametro aveva la tachicardia e scattava ogni 5 secondi fatto sta che per fare quei pochi kilometri la tariffa è risultata essere di 39 euro e quando ho tirato fuori 40 euro il nostro eroe non solo ha preteso l euro di mancia ma ha avuto anche la faccia tosta di chiedere se ci serviva il “servizio” anche per ritorno.Voglio sperare che sia stato sfortunato nel beccare un’eccezione e che la maggioranza dei tassisti ischitani siano onesti….ma è solo una speranza.
È proprio così, sono stato a Ischia e i taxi sono restii ad applicare la tariffa minima, chiedono sempre di più adducendo la scusa della chiamata. È una vergogna
Purtroppo devo dar ragione ai turisti derubati!
Anch’io sono stato vittima di questi (SIGNORI) che hanno preteso una tariffa diversa da quella esposta negli alberghi!
E alla mia contestazione si sono rivolti con arroganza!
Sicuramente per i prossimi 10 anni non ci verro’piu.