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Bosco Maddalena, via al taglio dei pini pericolanti

CASAMICCIOLA TERME. Stanno per iniziare i lavori, sollecitati dal sindaco Castagna a vari livelli, per la messa in sicurezza dei pini del Bosco della Maddalena. Contestualmente, arriva anche l’ordinanza del responsabile del servizio di Polizia Municipale, il comandante Mattera, che ha recepito la richiesta dell’Ufficio tecnico disponendo la chiusura al traffico di via Monte Tabor dalle ore 8.30 alle 12.30 nel tratto compreso tra l’innesto con via Castiglione, l’ex statale 270, fino al Campo sportivo, dal 7 gennaio e fino al termine dei lavori. Sarà così consentito agli operai della Città Metropolitana di procedere al taglio e potatura degli alberi pericolanti sulla strada in questione. Oltre ai veicoli della ditta incaricata per l’esecuzione dei lavori, ai veicoli delle forze dell’ordine e di pronto soccorso, anche i mezzi a servizio dei disabili residenti lungo l’arteria avranno il permesso di transitare in deroga al divieto. Sarà comunque garantito il transito pedonale.

Come si ricorderà, il sindaco metropolitano, Luigi de Magistris, lo scorso 5 dicembre 2018 approvò una delibera che permetterà di intervenire nelle aree boschive per realizzare opere di manutenzione, messa in sicurezza e prevenzione. Si tratta di una serie di interventi che serviranno a mettere in sicurezza le aree boschive, in particolare quelle a diretto contatto con i centri abitati, per ridurre il rischio di incendi mediante la ripulitura del bosco da rovi e altre specie infestanti e la realizzazione e mantenimento di fasce frangifuoco. Il provvedimento seguiva di una sola settimana l’allarme lanciato dal Comune di Casamicciola, denunciando che i pini ubicati nel polmone verde del Bosco della Maddalena stavano morendo. La situazione era emersa all’esito di un sopralluogo effettuato il 30 ottobre scorso dal responsabile dell’ufficio tecnico di Casamicciola, insieme al dottor Massimo Malatesta. I due ispezionarono minuziosamente la parte bassa del bosco, documentando l’escursione con una serie di fotografie e stilando una relazione inviata alla Città Metropolitana di cui veniva invocato il necessario supporto per far fronte ai problemi e ai pericoli riscontrati. Supporto che, come abbiamo scritto, è poi puntualmente arrivato. Ovviamente, nell’avanzare la richiesta di intervento l’ufficio tecnico di Casamicciola aveva di conseguenza elaborato alcune proposte, partendo in primis dall’analisi di tutto il territorio coperto dal bosco, dalla sua mappatura ed infine dall’individuazione dei punti critici, ma anche la possibile realizzazione dei cosiddetti viali tagliafuoco, atti a limitare il rischio di estensione degli incendi. Oppure alla tecnica del cosiddetto “fuoco programmato”. Si tratta della combustione controllata, in inverno, dello strato infiammabile che si accumula al suolo in certi tipi di boschi, appunto, come le pinete nostrane. Tale procedimento rende meno probabile un incendio o, almeno, nella malaugurata ipotesti che esso si inneschi, ne riduce sensibilmente l’intensità. In Campania sono bruciati alcuni ettari di bosco trattati con il fuoco preventivo, accanto ad altri non trattati, e sembra che i primi siano stati molto meno danneggiati dei secondi. Un altro metodo, molto antico, per rendere il Bosco della Maddalena più resistente agli incendi, potrebbe essere quello della ceduazione, consistente nel diradamento compiuto ogni trenta-quarant’anni per produrre legna da ardere. Le proposte elaborate dall’ufficio tecnico non si esaurivano qui. Auspicabili anche interventi colturali di potatura, come il taglio dei rami bassi, che accompagnino il bosco verso la maturità, in quando, con alberi grandi e molta più umidità al suolo, diventano meno infiammabili. Adesso comunque tocca agli addetti della Città Metropolitana.

 

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