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Braccio di ferro tra Grimaldi e Castagna & co. sulle somme urgenze

È stato un mezzogiorno di fuoco, perché dopo un inizio in sordina gli animi si sono surriscaldati proprio quando scoccava la fatidica ora. Ieri mattina, nei locali destinati all’ufficio tecnico nell’attuale sede del Comune di Casamicciola (e cioè al Capricho), a un certo punto i “decibel” sono arrivati alle stelle. Tutta colpa, si fa per dire, di un summit al quale erano presenti il commissario straordinario Giuseppe Grimaldi, il coordinatore della struttura commissariale Maria Affinita, l’avvocato Alessandro Barbieri, l’ingegnere Gaetano Grasso, il vicesindaco di Lacco Ameno Giovan Giuseppe Zavota e una folta delegazione di rappresentanti dell’amministrazione casamicciolese: il sindaco Giovan Battista Castagna, il suo vice Giuseppe Silvitelli, gli assessori Ignazio Barbieri e Loredana Cimmino, la consigliera Angela Di Iorio. Nel mirino una nota trasmessa proprio da Grimaldi al Comune termale ed avente ad oggetto “riscontro schede interventi realizzati e/o programmati”. Nella stessa il commissario per l’emergenza scrive tra l’altro che “al fine di un più completo approfondimento istruttorio, tenuto conto che sono interventi attivati e dichiarati in procedura di somma urgenza e protezione civile, si chiede notiziare la scrivente struttura circa gli adempimenti posti in capo a codesto Comune e al responsabile del procedimento. In particolare si chiede di documentare – per ogni intervento di somma urgenza attivato e riportato di seguito come identificato dal codice a ciascuno assegnato provvisoriamente – sulle notizie richieste, anche mediante apposita relazione descrittiva, fermo restando le successive verifiche e i dovuti controlli da attuarsi in sede di eventuale rendicontazione da disciplinarsi mediante apposita successiva direttiva”.

Nel mirino e oggetto di lumi e chiarimenti da parte di Grimaldi sono finiti una serie di interventi: i lavori presso via Spezieria (importo 196.720 euro), presso via Montecito (196.720 euro), Piazza Maio (196.720 euro), per il ripristino della funzionalità dei locali del Capricho (38.500 euro), per l’emergenza riscontrata presso l’edificio in viale Paradisiello (importo 41.800 euro). Poi sotto la lente di ingrandimento finisce anche la somma urgenza per il plesso scolastico De Gasperi stimata in 211.720 euro e sulla quale il commissario è categorico e scrive che “l’importo complessivo degli interventi affidati, nella data dichiarata, supera il limite di cui all’art. 163 comma 1 del decreto legislativo 50/2016. Pertanto non può trovare applicazione la procedura della somma urgenza prevista dal citato articolo 163. La relativa spesa non è ammissibile”. Un passaggio chiaro, che viene ribadito anche relativamente ad un’altra somma urgenza, quella relativa ai lavori di ripristino e messa in sicurezza degli immobili in via Principessa Margherita, ossia la sede municipale di Palazzo Bellavista per cui era stato stimato un importo di 380.752 euro. Si chiedono lumi anche sull’intervento in via De Rivaz volto al transito veicolare e pedonale in sicurezza per l’importo di 118.780 euro, così come di via Castanito, via Piccola e dell’immobile sito a Palazzo delle Scuole ed utilizzato dal Comando Vigili, per il quale era stata prevista una spesa di 488.640 euro. L’architetto Grimaldi ha poi chiesto una serie di informazioni anche relativamente al supporto alle attività didattiche (301.720 euro), all’attività di straordinario del personale comunale (45.000 euro), acquisto di automezzi per l’igiene urbana (440.000 euro) oltre ad altre spese decisamente minime e residuali.

Tra le parti si è molto dibattuto su una serie di punti, in primis sul fatto che secondo il commissario non possono esistere urgenze tali da superare il tetto dei 200.000 euro. “Io non violerò mai l’art. 163”, ha tuonato Grimaldi anche se dall’altra parte della barricata gli hanno fatto notare come ci fosse la necessità di effettuare una serie di interventi tesi a garantire tanto l’incolumità delle persone quanto una sorta di piccolo ritorno alla normalità. Si è anche dibattuto sulla necessità che, in attesa dell’erogazione dei fondi, prima di affidare lavori di qualsiasi natura si procedesse ad operare una variazione di bilancio, per coprirsi da eventuali “sgradite sorprese” future dalla Corte dei Conti. I toni tra le parti a un certo punto si sono acuiti, al punto tale che dall’esterno il volume è sensibilmente aumentato ed era percepito da coloro che sostavano negli uffici comunali. Di fatto, comunque, va anche osservato come molte questioni erano praticamente di poco conto, dal momento che stime e costi erano stati inseriti nell’elenco consegnato al commissario ma erano rimasti sulla carta e mai messi in pratica. E a quel punto Grimaldi si è anche chiesto per quale motivo allora fossero state sistemate nella “lista della spesa”. Alla fine in ogni caso ci si è riaggiornati con Grimaldi e la Affinita che pur rimanendo sulle proprie posizioni hanno garantito la collaborazione per quelle che sono alcune spese già sostenute. La morale? Nel frattempo lavori sospesi, ma in serata dalla capitale, dove Casamicciola aveva “bussato” per chiedere lumi circa l’intricata questione, sarebbero arrivate notizie rassicuranti circa la giustezza dell’operato seguito. Ma la situazione, evidentemente, resta in itinere.

Gaetano Ferrandino

 

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