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Buon compleanno, Villa Arbusto! Sala multimediale e sezione geologica per il ventennale del Museo Pithecusae

Il 17 maggio 1999 l’inaugurazione di un presidio culturale dal cammino accidentato ma dalle potenzialità infinite, come dimostra l’appeal crescente dei suoi reperti in giro nelle esposizioni internazionali. A maggio l’inaugurazione di nuovi spazi nell’ambito del progetto “Incontri nel verde …inseguendo le tracce del passato”. Ma la vera sfida è un piano strategico che riguardi l’intera isola d’Ischia e i suoi tesori

Dal British Museum di Londra al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Per celebrare il ventesimo anniversario della sua apertura (il 17 aprile 1999), il Museo Pithecusae concede una serie di prestiti d’eccezione ai grandi poli culturali d’Europa.

Nuovi spazi per un Museo pubblico che sia più inclusivo, in ascolto, aperto a un dialogo continuo con il territorio. Perché la bellezza è tale solo se resa accessibile a tutti, anziché ostaggio di un privilegiato cenacolo di intellettuali. 
 

A partire dal suo gioiello più noto, la Coppa di Nestore, splendida testimonianza della presenza greca a Pithekoussai e testimonial, il prossimo autunno, di una mostra-evento nei famigerati spazi museali di Bloomsbury, frequentati ogni anno da milioni di visitatori di tutto il mondo.
Sono anche altre le iniziative messe in campo per festeggiare il ventennale del Museo Archeologico dell’isola d’Ischia. Le hanno annunciate mercoledì mattina, nella sala del municipio a Piazza Santa Restituta, il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, l’assessora alla cultura Cecilia Prota e la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana Napoli Teresa Cinquantaquattro. Anzitutto una sala multimediale, realizzata dalla fondazione Cives Mav di Ercolano, dove la storia del più antico insediamento greco d’Occidente sarà raccontata ai visitatori attraverso le ultime tecnologie, per un’esperienza multisensoriale certo più coinvolgente soprattutto per le nuove generazioni. La storia degli scavi archeologici, percorso appassionante e decisivo per il recupero della memoria, ma anche i reperti più importanti del Museo riproposti con app accattivanti e linguaggi multimediali.

A maggio, poi, l’inaugurazione di una sezione geologica, come tra l’altro aveva previsto lo stesso Giorgio Buchner, uomo-chiave dell’archeologia pithecusana (quindi internazionale), che si battè come un leone per fare di Villa Arbusto, dimora settecentesca del Duca D’Atri, la sede del museo archeologico dell’isola d’Ischia. La sezione geologica, allestita in collaborazione con l’Osservatorio Vesuviano – INGV negli spazi al piano terra del complesso, ospiterà un’esposizione di minerali, rocce e fossili trattati sia nelle loro relazioni geoambientali, consentendo così di conoscere meglio l’origine vulcanica del nostro territorio e la connotazione tellurica di certe aree, sia nelle interazioni connesse ai processi di sfruttamento e alle tecniche di utilizzo di certi materiali.

Novità significative per un anniversario importante che, se da un lato non ci fa dimenticare il cammino accidentato, mai pienamente espresso, di un presidio culturale dalle potenzialità infinite per l’incremento dell’offerta turistica isolana (e campana), dall’altro conferma il valore dei suoi reperti, il potere evocativo in grado di generare (soprattutto altrove) e una certa neonata vitalità, frutto della sinergia tra Ente locale e Soprintendenza.

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L’antica colonia di Pithecusae non smette di rivelare la sua storia, le sue influenze, la sua ricchezza, le sue trasformazioni. Ed è opportuno che anche la ‘casa’ che ospita le tracce di questa storia si arricchisca di suggestioni, strumenti e spazi nuovi che la trasformino, da semplice contenitore di opere d’arte che hanno superato la prova del tempo, a luogo vivo di aggregazione, energia, laboratori, ricerca. Uno spazio inclusivo, in ascolto, aperto a un dialogo continuo con il territorio, capace di uscire fuori dalle proprie mura, di sintonizzarsi sui tempi lunghi della partecipazione, e non solo su quelli, spesso concitati, della programmazione. Perché la bellezza è tale solo se resa accessibile a tutti, anziché ostaggio di un privilegiato cenacolo di intellettuali.

«Il Comune di Lacco Ameno» ha spiegato l’avvocato Cecilia Prota, «ha partecipato nel 2018 a un bando della Regione Campania POC 2018/2019 all’interno del quale abbiamo previsto due iniziative, tra cui proprio la realizzazione di una sala multimediale, con contenuti scientifici di alto livello. L’intento è proprio quello: portare quanti più visitatori a Villa Arbusto, incentivare e promuovere il turismo culturale, approfittare della crescente sensibilità delle scuole per diffondere presso le nuove generazioni la conoscenza di questo formidabile patrimonio storico e archeologico.»

«Il Museo – ha ricordato il sindaco Giacomo Pascale – nacque 20 anni fa dalla volontà di un grandissimo archeologo come Giorgio Buchner, dall’intuizione del professor Vincenzo Mennella e dagli sforzi successivi di un altro sindaco, Domenico De Siano, oggi senatore, il quale, pur di aprirlo, vi destinò parte del personale comunale. L’attuale collaborazione con la Soprintendenza sicuramente è proficua, l’auspicio è che possa portare al rilancio di questa struttura, la cui storia faticosa è nota a tutti. Il segmento culturale dell’economia turistica è in crescita in tutto il nostro Paese, c’è un interesse enorme verso i beni culturali, mi pare doveroso che il patrimonio archeologico del Museo, come di tutta l’isola, diventi un valore aggiunto della nostra offerta turistica. A Lacco Ameno abbiamo candidato un progetto per la riqualificazione di Villa Arbusto, il sito di Mazzola, gli Scavi di Santa Restituta, ma forse è giunta l’ora di ragionare unitariamente per tutta l’isola d’Ischia, disseminata di siti e attrattori culturali che vanno conosciuti e fruiti meglio, perchè volani straordinari di bellezza, storia e turismo.»


L’isola d’Ischia potrebbe accedere a progetti finanziabili fino a circa sei milioni di euro grazie al Piano Strategico della Città Metropolitana: ha ancora senso che ogni singola amministrazione presenti il proprio progettino per ottenere una piccola fetta di torta? Non sarebbe auspicabile, invece, ragionare insieme e sfruttare questa opportunità (forse irripetibile) per presentare un grande progetto interisolano per i beni culturali e ambientali e affiancarlo magari a una visione più organica, complessiva, sulla mobilità sostenibile?
 

Un’opportunità per sconfinare dall’orticello di ogni singolo comune, e avviare una seria progettualità unitaria, potrebbe arrivare dal Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli, laboratorio permanente della nuova governance urbana, dentro cui tracciare una visione condivisa della città del futuro, da costruire mediante politiche e azioni concrete, sinergiche, efficaci. La sfida, chiaramente, chiama in causa la forza e le idee delle nostre comunità, per immaginare insieme (e non ognuno per conto proprio) ciò che vogliamo diventare e come arrivarci, senza lasciare indietro nessuno.

Poiché i finanziamenti ci sono (la Città Metropolitana di Napoli ha un avanzo di amministrazione pari a € 443.136.301,00) perché non pensare a un progetto interisolano che metta a sistema il grande patrimonio pubblico, archeologico e artistico, presente sul territorio? Museo Archeologico, Parco sommerso di Cartaromana, Nitrodi, il sito di Punta Chiarito e quello di Mazzola, la Torre Guevara e la Colombaia: presidi pubblici dalla potenzialità straordinarie e, a voler essere generosi, dalla alterne fortune. L’isola d’Ischia, grazie alla sua densità abitativa, potrebbe accedere a progetti finanziabili fino a circa sei milioni di euro: ha ancora senso che ogni singola amministrazione presenti il proprio progettino per ottenere una piccola fetta di torta? Non sarebbe auspicabile invece 

ragionare insieme e sfruttare questa opportunità (forse irripetibile) per presentare al Piano strategico della Città Metropolitana un grande progetto interisolano per i beni culturali e ambientali e affiancarlo magari a una visione organica, complessiva, sulla mobilità sostenibile?

Se la Città Metropolitana si pone come motore e agente di cambiamento, luogo di incontro di comunità locali, enti di ricerca, mondo imprenditoriale ed associativo, agevolando il dialogo, l’interazione e la ricerca di soluzioni, mediante pratiche partecipative strutturate, è necessario far fronte comune per uno sviluppo economico complessivo.

L’area metropolitana di Napoli detiene una vocazione naturale nel campo del turismo, anche se l’incremento delle presenze registrato negli ultimi anni non risulta proporzionato alle sue ricchezze paesaggistiche e culturali. Nonostante l’apertura di nuovi musei e la presenza di siti UNESCO, nonostante Pompei e il boom partenopeo, il turismo culturale, seppure in crescita, non raggiunge ancora i flussi delle altre città d’arte (Roma, Firenze, Venezia). La svolta non può dunque che passare per idee che investano sulla valorizzazione del patrimonio culturale ed il potenziamento delle reti viarie e del sistema di trasporto. Non c’è altra strada: nessuna singola piazzola o singolo centro storico rimesso a nuovo grazie a un singolo finanziamento può determinare un’inversione di rotta.
E dunque ben vengano gli interventi sui singoli attrattori come il Museo archeologico di Villa Arbusto, ma sempre all’interno di una progettualità più ampia e sinergica. A presentare le novità del Museo nell’ambito del progetto “Incontri nel verde …inseguendo le tracce del passato”, oltre alla Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, sono stati anche il direttore generale della Fondazione Cives MAV di Ercolano Ciro Cacciola, Mauro Antonio Di Vito e Sandro De Vita per  l’Osservatorio Vesuviano INGV,, l’archeologo Matteo D’Acunto e la funzionaria di zona Costanza Gialanella. Appuntamento a maggio per l’apertura ufficiale dei nuovi spazi.

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