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‘C. Mennella’, studenti reporter sulle tracce dell’isola ‘perduta’

Gianluca Castagna | Forio – Un testo di ricerca e narrativa che diventa un cortometraggio documentario. Per raccontare l’isola d’Ischia e quello che è andato dimenticato (più che perduto). A realizzarlo sono stati i ragazzi della V° C dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Cristofaro Mennella”, attraverso un lavoro congiunto di lettere e scienze, guidati dai docenti Giovanna Tessitore e Francesco Mattera.
Il video, intitolato “Alla scoperta dell’isola perduta”, dura 15 minuti ed è dedicato alle bellezze, alle risorse, alle tradizioni, ai simboli di un territorio che lotta con le contraddizioni della modernità e la memoria corta dell’uomo. Isola di contadini, prima ancora che isola di pescatori. Terra sospesa tra l’orizzonte oltre le acque e la forza ancestrale, centripeta, della sua origine vulcanica. Riprese amatoriali, citazioni letterarie, voci narranti, interviste a testimoni a cui si rivolgono gli studenti per una sorta di indagine che decidono di intraprendere per scoprire e, al tempo stesso, rispolverare aspetti che abbiamo rimosso o fin troppo trascurato. Come la nostra anima contadina, immolata sull’altare del turismo di massa.
O lo spettro monumentale del Pio Monte della Misericordia a Casamicciola, macchia “oscura” che balza agli occhi di turisti e residenti già all’ingresso del porto della cittadina termale. Il Pio Monte della Misericordia è oggi un rudere transennato e gravemente danneggiato dopo anni di abbandono. Dentro e fuori. Ma è anche il simbolo (perduto?) di un’isola che non riesce a esprimere completamente tutte le sue potenzialità e a far udire tutte le sue voci.

«Il progetto – spiega Giovanna Tessitore, docente di Lettere – rappresenta la naturale evoluzione di un percorso di studio sull’isola d’Ischia intrapreso da questi ragazzi nel passato triennio. Archeologia, chiese, torri, aneddoti storici, caratteristiche geologiche, l’avvicendarsi delle dominazioni. Un lavoro ben documentato che ci ha portato a riflettere su quanto, di questo passato, sia sopravvissuto e quanto invece sia andato perso. E’ giusto mettere da parte le radici e le tradizioni o non sarebbe più opportuno difenderle per tramandare questo patrimonio alle nuove generazioni? Gli studenti sono partiti da qui per realizzare questo piccolo documentario».
«La classe è stata divisa in gruppi di quattro o cinque studenti» precisa il prof. Francesco Mattera. «Abbiamo selezionato comune per comune le location più interessanti da filmare e raccontare, alcuni hanno usato la macchina fotografica, altri i cellulari. Ogni gruppo si è assunto il compito di fare le riprese, scegliere le musiche o i soggetti da intervistare. L’idea narrativa è stata di partire dal mare, il primo colpo d’occhio anche per chi arriva dalla terraferma, e quindi raccontare tutte le attività di vita e ricerca legate al mare. I pescatori, certo, ma anche il Centro ‘A. Dohrn’, una delle eccellenze scientifiche dell’isola d’Ischia. Inserito, tra l’altro, in un contesto paesaggistico molto bello, perché immerso nella macchia mediterranea. Dalla costa ci siamo ci siamo poi spostati verso l’interno, per cogliere la vera identità isolana, quella legata alla terra e all’agricoltura».
“Alla scoperta dell’isola perduta” è un titolo provocatorio, perché forse segna qualcosa di irrimediabilmente compromesso. «E’ un monito», aggiunge Mattera. «Stiamo attenti a non perderla, la ricchezza di quest’isola. Un turismo spiccio, a breve termine, non può funzionare. Gli studenti di questo indirizzo del ‘C. Mennella’, attenti a tutte le problematiche del settore turistico, sanno che c’è bisogno di un discorso lungimirante, di una progettualità diversa che vada a ripensare l’identità dei luoghi, il contatto con la natura, l’enogastronomia, un filone tutto da sviluppare. In questo cortometraggio sono confluite una serie di competenze, non solo linguistiche, ma tecniche e artistiche. Questa è la filosofia della scuola, che non può più limitarsi a valutare la conoscenza di una singola disciplina ma provare a farla interagire con altre e realizzare un prodotto che manifesti questa sinergia».

Nel video, spazio anche per la letteratura. «E’ un universo al quale si può attingere per evocare qualsiasi atmosfera o pensiero, basta scegliere le frasi giuste» conferma la prof.ssa Tessitore. Tra le citazioni, quella di Saramago dal “Viaggio in Portogallo” («viaggiare significa ritornare anche sui propri passi, un po’ quello che hanno fatto i ragazzi») o le suggestioni di Cardoso Pires dal “Diario di bordo” («anche Ischia, in fondo, è una nave pronta a salpare con i suoi giovani studenti un po’ capitani e un po’ marinai».
A loro l’ultima parola. «Ogni gruppo si è dotato di una reflex o smartphone simili in modo da ottenere una qualità dell’immagine quanto più uniforme» spiega la studentessa Ludovica Maschio. «Io mi sono occupata del montaggio, sanno che sono brava nell’editing ma abbiamo deciso tutti assieme come organizzare la narrazione interna del documentario. Per le interviste abbiamo cercato persone vicine a noi, pescatori, agricoltori. E’ stata un’esperienza interessante conoscere luoghi che non avevamo mai visto. I Pizzi Bianchi, per esempio».
E il Pio Monte della Misericordia? «E’ un posto misterioso che mi ha sempre attratta» confessa Angelica Lo Gatto. «Ci andavo sin da piccola. Oggi è un rudere che rappresenta un pezzo di storia non solo di Casamicciola ma di tutta l’isola. Mia nonna lavorava lì, si occupava della custodia con sua madre e gli altri fratelli, insomma fa parte della mia storia familiare. Più dell’Epomeo, dove non ero mai stata ma che grazie a questo progetto ho potuto conoscere. Una sorpresa, osservare l’isola da quel punto di vista».
“Alla scoperta dell’isola perduta» sarà presentato dagli studenti del “C. Mennella” alla Città della Scienza di Napoli.

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