LE OPINIONI

«Caffe Scorretto» «Altolà alle auto ma non sull’isola»

Se non ve ne foste accorti, abbiamo un problema. Più di uno, in realtà. Su tutti il traffico ma non è il solo. La questione mette al centro le auto e presenta numeri da capogiro. Si “contano” poco più di 64 mila veicoli immatricolati. Uno ogni abitante, considerando pure chi non ha la patente. Mentre città in Europa e in Italia vanno verso la diminuzione delle automobili, sull’isola (verde, si fa per dire) il numero sta crescendo.

Più che ascoltare le esigenze dei turisti e farli sbarcare con la propria auto – qui sono poco d’accordo con il sindaco di Lacco Ameno, sempre attento a segnalare, grazie alla sua abilità mediatica, che c’è un problema sebbene tra i suoi compiti ci sia quello di risolverli – dovremmo diventare capaci di interpretare a livello locale e offrire la tendenza che città sparse in tutta Europa hanno inaugurato da qualche anno. Se fissassimo un obiettivo di medio termine, diciamo da qui a cinque anni, potremmo anche farcela. Tutto dipende dalla voglia delle amministrazioni di collaborare tra loro. E qui si manifesta il problema, quello che genera gli altri. Il Logos delle complicazioni sull’isola. Barcellona sta intensificando, dal 2000, l’impegno verso le energie rinnovabili e la mobilità sostenibile; Edimburgo, nel Regno Unito, vieterà nei prossimi mesi l’ingresso delle auto nelle vie del centro per “riconsegnare” ai cittadini il diritto di vivere nella propria città.

Perciò niente targhe alterne che, abbiamo visto, in Italia come all’estero, non hanno mai funzionato. Neppure otterrebbero gradevoli risultati sull’isola. Non ci saranno nemmeno zone a traffico limitato, solo chiusura e interdizione alle auto, tranne quelle elettriche. Sull’isola di Porto Santo, in Portogallo, è in atto un progetto. Il fine è trasformare l’isola in un luogo ecosostenibile non senza la collaborazione dei suoi 5 mila abitanti. Partecipazione, dunque. Per ridurre il traffico, entro il 2020, la casa automobilistica Renault che sostiene e supporta il programma, invierà oltre mille auto a energia elettrica. Andranno a sostituire il parco taxi, le navette d’uso per gli hotel o le auto della polizia locale. Va da se che i progetti, se si volesse realizzarli sui sei comuni, in intesa fra loro, dovrebbero modellarsi al territorio ma quest’aspetto è facilmente risolvibile. Ciò di cui siamo carenti, e qui sta la difficoltà che genera tutti le altre a cascata, è la totale assenza di collaborazione e visione comune tra i sei primi della classe.

Sono anni che, direttamente o no, se ne parla. E parlano pure loro ma pur moltiplicandosi i proclami – allegramente, ci segnalano ciò che non funziona: il traffico è fra le risorse principali per le interviste -, nessuno ha adottato provvedimenti efficaci, sia in sinergia con i colleghi amministratori sia sul territorio di cui si occupano. C’è chi prende la strada dei provvedimenti destinati a non produrre alcuna modifica, e abbiamo visto che non raggiunge alcun vantaggio tranne forse vendersi ai media il provvedimento – fasullo – come “green”. Così ha fatto, meglio dire “non ha fatto”, il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino. Dopo aver abbassato la tariffa dei taxi, per soli due mesi, da 12 a 10 euro, ha scoperto che il programma bimestrale è un fallimento ben riuscito. Status che non avrebbe perso neppure se il programma avesse avuto la durata di dodici mesi, o ventiquattro. Che cosa è possibile fare? Lo scriviamo da anni. E prima di me hanno scritto altri più autorevoli: non ho fatto altro che seguirne la scia. Serve collaborazione, per cominciare.

Il comune di Forio, a guida Del Deo, è capofila di un protocollo d’intesa tra comuni e primi cittadini che volle l’allora Commissario dell’Azienda di Cura e Soggiorno nel 2011, Mimmo Barra. Manca l’ultimo atto – che compete al RUP di Forio – e poi si potrà mettere un punto. D’inizio ci auguriamo, a questa storia. Una nuova storia. Da questa piattaforma sarà possibile avviare piani per la mobilità – e favorire l’uso del taxi con un regolamento e tariffa unica -, accedere a fondi per la realizzazione d’infrastrutture, trasformare la raccolta dei rifiuti da improduttiva a produttiva. Tutto si può fare. Se manca la voglia, però è difficile. Ultima cosa. Si potrebbero trovare pure i soldi per retribuire un qualsiasi tizio col compito di segnalare – ai sindaci – che è buona cosa essere intervistati solo quando si è in grado di risolvere un problema o si è risolto, non per segnalare che ne abbiamo uno.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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