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«Caffè Scorretto» «Il buon senso in divagazioni quotidiane»

Conosciamo le regole del vivere comune e civile? Campa cavallo. Mentre l’esigenza dello studio dell’educazione civica assume contorni sempre più marcati anche su un’isola turistica di cui c’interessa poco tranne che parlare di tramonti mozzafiato e di bellezze (che stiamo consumando e delle quali non avvertiamo il bisogno di tutelare), mi è capitato qualche settimana fa di osservare un tizio che dopo aver rallentato la propria auto, come fosse in gita in una discarica, si è dilettato nel lancio dell’immondizia chiusa in una busta. Ovviamente non si tratta di un caso isolato. Ci sono stati altri episodi cui ho assistito in passato. Da furgoni, o a bordo di motorini, o addirittura a piedi, persone – vabbè, persone?- hanno colto l’occasione per manifestare comportamenti la cui stupidità assume i tratti della cornice in cui siamo immersi. Non è una cosa da rivoluzionari, neppure in un momento simile, muovere una critica all’autore del gesto sempre che si possa farlo e sempre che sia ancora nelle vicinanze. Di norma si è trattato di uomini alla guida del veicolo ma, vi assicuro, le donne non sono mancate. Il presupposto non è di quelli che ti fanno ben sperare per il cambiamento perché se questo è il popolo – sia chiaro, non si tratta della totalità – che frena o riduce il buon senso (civico, in questo caso) la domanda su quale futuro ci aspetta non può che proporre una sola risposta. Nella quale manca l’educazione come cifra esistenziale di un luogo. A chi non è mai capitato di fare una passeggiata in un bosco o in spiaggia e trovare una busta di rifiuti, plastica compresa? Non c’è bisogno di andare molto lontano. Il museo dell’idiozia umana è a cielo aperto e con un pizzico di buona volontà si può circolare per zone desolate o abbandonate, alcune strade trafficate non sono poi tanto diverse, e notare queste opere d’arte contemporanea realizzate da filibustieri cui è completamente assente il buon senso. Non promette niente di buono questa strada. Neppure quella che porta al Cretaio, il collegamento tra Casamicciola e Barano, che sui lati presenta un mondo di rifiuti della cui vista vorremo fare piacevolmente a meno. Opere di novelli artisti compaiono pure nel parcheggio del Palazzetto a Ischia, a Fondo Bosso o nel bosco di Zaro. Non c’è confine amministrativo che tenga di fronte all’assenza di rispetto, per se e gli altri. Se il controllo del territorio non ci viene naturale, dovrebbe esserlo almeno per i vigili, o polizia locale che dir si voglia e non solo per far rispettare i divieti di sosta. Pure per darci un tono e manifestare che abbiamo il desiderio di uscire dal Medio evo. Per farlo, però, c’è bisogno di forze nuove, preparate, e mezzi. Ѐ una grande questione, per altro verso, e che si collega inevitabilmente non solo a questo lato poco decorso dell’essere umano, la necessità di creare una polizia locale unica. Non ha più significato a tenerle separate in comuni di competenza, tranne l’ipotesi di far “occupare” i posti a qualche amico per la stagione turistica e incrementare l’organico durante il periodo di maggior esodo vacanziero. Non ci serve tenerla separata in sei contee, e in qualche caso completamente assente. Se c’è gente che è contro la realizzazione del Comune Unico, che difficilmente potrà accadere a breve per cui mettiamolo da parte, da almeno sette anni – ossia dal referendum del 2011 – abbiamo perduto le tracce di quei mattacchioni che chiesero di votare “No” o di astenersi (per non consentire il raggiungimento del quorum allora necessario) presentando l’unificazione dei servizi come soluzione. Il primo che mi viene in mente è Gaetano Colella ma non è il solo di cui si sono perse le tracce, fatta salva l’occasione di vederlo sulla scena durante le scorse elezioni di Forio. C’è un pigro rituale che si palesa nelle azioni dei comuni senza che questi se ne accorgano. Senza che siano capaci di prevedere, anche contrastare attraverso buone azioni specie amministrative, il collasso. Non c’è una strategia o, cosa ancora più dannosa per i nostri interessi, una visione di medio termine in grado di mettere insieme le forze buone, o quelle che sono ancora rimaste. La delibera, non applicata, sui saponi biodegradabili poi segna un punto a favore di un’indifferenza abissale che ci contraddistingue. Le prese di posizione sul traffico, apparentemente scollegate dal ragionamento, a favore della sua riduzione ne segnano un altro. Non c’è gloria, e se ci fate caso neppure tendenza al turismo, in tutto ciò.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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