Statistiche
LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Comunicazione di “servizio”: dov’è il bagno?»

«Ischia è stata una vera e propria scoperta. È un’isola magica, di una bellezza travolgente, che continuo a scoprire e ad apprezzare giorno dopo giorno. Tutta questa ricchezza naturalistica, culturale – ma non solo – ha indubbiamente un immenso potenziale. Se proprio dovessi pensare a qualcosa da poter migliorare, credo che si dovrebbe puntare sulla comunicazione, intesa proprio nel senso di comunicare al mondo esterno le infinite eccellenze dell’isola. Penso, ad esempio, agli straordinari artigiani, alla ricchezza del territorio e della cucina».

Marie-Louise Sciò, da aprile guida de “Il Mezzatorre Resort & Spa” ha realizzato per la struttura il 35% in più con una gestione “diversa”. E ciò dovrebbe essere una comunicazione, un messaggio, per gran parte, non tutti, di quell’esercito di soldatini mosci, imprenditori – parola grossa- di casa nostra. Nella sua risposta il CEO e Direttore Creativo del gruppo Pellicano Hotels ci dice che un mondo alternativo è possibile e segnala una via. Parla di rendere comune, far conoscere, far sapere, avviare il motore che “comunica” il movimento al congegno, tutte cose che ognuno continua a fare per se. Meglio, ha creduto di fare, e dentro ci ha messo pure le camere in svendita, tutto compreso. La Sciò conferma ciò che tanti dicono da molto tempo, sia attraverso le pagine dei quotidiani o mediante i dettagli nascosti nelle amplificazioni generate dalla cassa di risonanza del social. Si può dire che un “sentiment” collettivo inizia timidamente a modellarsi pure in prospettiva internazionale? Sì, si può. Quanti isolani, però, sono in grado di farsi condurre dal desiderio della scoperta del territorio e dalla sua cultura? E tra questi quanti e chi sono gli imprenditori, quelli veri, e gli amministratori, quelli altrettanto veri, disposti a percorrere altre vie rispetto a quelle zappate finora? Pure i non addetti ai lavori, come si dice, si sono accorti che “comunicare” Ischia al mondo esterno è fondamentale. Il problema, nel nostro caso e di chi la rappresenta, è camminare. Non va negato che il “come” assume il ruolo di capacità non indifferente. Dal che continuare a procedere separati in casa, non mostra grandi possibilità all’osceno “destino da fossa”.

Magari se continuiamo a scavare qualcosa la troviamo. Altro problema, forse maggiore. Spesso mancano gli strumenti per avviare il meccanismo della “comunicazione”. Che significa, peraltro, mettere insieme, diffondere, trasmettere, propagare. Come il calore di una stufa si comunica all’ambiente. D’accordo, si presuppone, però, che la stufa funzioni. Per compensare il vuoto cosmico creato dall’assenza di questa consapevolezza, nella presunzione di aver acquisito detti strumenti, amministratori e imprenditori come pavoni si lanciano in avventure dai risultati stucchevoli. Un esempio su tutti. Può sembrare scollegato ma lo è soltanto apparentemente. Pensiamo alle fiere turistiche in giro per l’Europa. Partecipano personaggi che il più delle volte occupano ruoli significativi nelle amministrazioni locali. Oltre l’occasione per farsi un viaggetto si ritrovano a “comunicare”, o almeno ci provano, a Stoccarda, a Berlino oppure a Mosca, le bellezze di Ischia e le ragioni per cui vale la pena visitarla. Fatte le dovute eccezioni, se immaginiamo che proprio a quei (nostri!) rappresentanti mancano i concetti e i relativi significati espressi dalla Sciò nella sua risposta, appare cristallino che il problema su come e cosa comunicare al mondo diventa di difficile soluzione. Sì, mancano proprio le nozioni di “bellezza travolgente” e “ricchezza naturalistica e culturale”, tanto per citarne alcuni. La ragione per cui ciò si può affermare è di ordine pratico. Basta osservare le condizioni dei comuni – e le gestioni amministrative dei territori – per attestare che la “comunicazione” è assente, tanto nel linguaggio quanto nei comportamenti. Superbia e pregiudizio, invece, diventano gli elementi cardine di chi amministra per controbilanciare l’incompletezza sistemica nel DNA isolano. Proprio loro frantumano ogni tipo di “com-unicazione” con i cittadini e tra questi e il luogo. Il sindaco Francesco Del Deo, nell’incontro organizzato al Palazzo Reale lunedì scorso, erano presenti i suoi colleghi e il sindaco della Città Metropolitana De Magistris, nell’introduzione al suo intervento ha lasciato che il cavallo di battaglia contro “la stampa che è quasi sempre stata nemica dell’isola”, gli prendesse la mano.

Nella cognizione che la stampa dovrebbe farlo ancora meglio, comunque svolge il suo lavoro. Sia quando è a favore, sia quando si palesa in dura critica. Più nel secondo caso che nel primo i discorsi, come le critiche, se ascoltate e correttamente interpretate, possono avere e produrre un grande valore. Se c’è poi chi la prende malissimo, vomita bile, risponde a casaccio usando le interviste come mezzo di propaganda e continua a girare a vuoto, è un suo problema. Se si resta sordi e distratti i suggerimenti, che arrivano da più parti, non avranno che segno negativo. Gran parte degli amministratori, non tutti, hanno visioni ristrette e capacità limitate nella gestione della cosa pubblica. Da ciò deriva un governo mediocre, senza strategie funzionali per tentare di colmare i disservizi, e un danno per tutti. Possiamo affermare per questo che pure questa tipologia di “persona eletta” è nemica dell’isola, non solo del suo comune. Per dirla in altro modo, chi fa una cazzata dopo l’altra dal punto di vista amministrativo crea condanne per tutti, tessuto economico compreso. Dopo non può pretendere che la stampa elogi la sua condotta. Se uno manda le tenebre e produce buio, non può certo dire che è mancata la luce solo per giustificarsi di averla fatta fuori dal vaso.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

Ads

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x