LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «(Edulc)Orazione Ischitana»

«Niente paura. Va tutto bene. Stiamo semplicemente affondando, lentamente». Se Ischia fosse una nave, un vero capitano non potrebbe che ammetterlo ed essere sincero. Invece a regnare è una beffarda ipocrisia che rende ciechi. Per alcuni il motto potrebbe essere “meglio il prosciutto sugli occhi che nello stomaco”. Tra il portellone del traghetto “Driade” della Caremar che decide prima di bloccarsi e poi di gettarsi in mare colpendo uno spazzamare sfiorando la tragedia e l’economia che risente del basso – per non dire mediocre – e altalenante flusso turistico, di ragioni per inquadrare una disfatta isolana ce ne sarebbero molte.

Per l’esattezza il numero di occasioni di sviluppo mancate si collocherebbe tra 250 e 350 milioni. La stessa quantità di euro che le amministrazioni hanno perduto non realizzando il Patto per lo Sviluppo. Anche Mimmo Barra, dirigente della Regione Campania che lo aveva promosso nel 2015, è sceso dalla nave allontanandosi con la prima lancia di salvataggio che ha trovato. Si è dimesso dal ruolo di coordinatore a titolo gratuito

Per l’esattezza il numero di occasioni di sviluppo mancate si collocherebbe tra 250 e 350 milioni. La stessa quantità di euro che le amministrazioni hanno perduto non realizzando il Patto per lo Sviluppo.

Anche Mimmo Barra, dirigente della Regione Campania che lo aveva promosso nel 2015, è sceso dalla nave allontanandosi con la prima lancia di salvataggio che ha trovato. Si è dimesso dal ruolo di coordinatore a titolo gratuito. Ha inviato una lettera ai sindaci dai toni aspri, asprissimi. Impossibile non farsi domande e avviare qualche riflessione, rilasciare comunicazioni o scuse alla gente (e a Mimmo Barra) dopo averla letta. Dalla politica, come da chi la rappresenta, pubblicamente non è neanche pervenuta una battuta. Dai giornalisti nemmeno è arrivato un accenno, un commento o l’ipotesi di un’intervista sia a Barra e sia ai sindaci o a quello del Comune capofila per chiedere le ragioni del tracollo. La solidarietà al dirigente della Regione Campania è giunta soltanto da semplici cittadini e imprenditori. Hanno sfogato la propria frustrazione in messaggi, alcuni su whatsapp altri su facebook.

Le affermazioni e le orazioni edulcorate sulla Festa di Sant’Anna – che non sarebbe stata un flop, anzi il contrario (quindi “plof!”, simile a un buco nell’acqua) – e quelle sul turismo che tiene sembrerebbero parte della manovra per tappare le falle isolane. Ad esempio quelle dell’Ospedale Rizzoli che con il suo caos resta in piedi solo grazie all’ardimento del personale medico e infermieristico, almeno quello che non è impegnato a fare video su Tik Tok, o quelle generate dal disordine imperante tra Enti che continuano a viaggiare – è bene ribadire il concetto – per conto proprio dietro al velo degli intenti comuni cavalcando l’onda delle esuberanze personali

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Le sue dimissioni sono arrivate dopo mesi, anni, in cui hanno trovato spazio le promesse da marinaio in particolare del capofila Forio. Le altre cinque boe di un salvataggio – dell’isola – che non c’è mai stato hanno fatto orecchie da mercante in fiera, più occupate a preoccuparsi della dimensione dell’emergenza con le sue sfumature nel tentativo illusorio di bloccare il mare che sta invadendo il naviglio Ischia.

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Le affermazioni e le orazioni edulcorate sulla Festa di Sant’Anna – che non sarebbe stata un flop, anzi il contrario (quindi “plof!”, simile a un buco nell’acqua) – e quelle sul turismo che tiene sembrerebbero parte della manovra per tappare le falle isolane. Ad esempio quelle dell’Ospedale Rizzoli che con il suo caos resta in piedi solo grazie all’ardimento del personale medico e infermieristico, almeno quello che non è impegnato a fare video su Tik Tok, o quelle generate dal disordine imperante tra Enti che continuano a viaggiare – è bene ribadire il concetto – per conto proprio dietro al velo degli intenti comuni cavalcando l’onda delle esuberanze personali. Tentativi che hanno il sapore dell’orchestra che suona melodie mentre il Titanic affonda. Indifferenza e immobilismo dei Comuni sono l’iceberg che neanche il Patto per lo Sviluppo è riuscito a scalfire. Allo stesso modo dell’incapacità dei sindaci nel prendere una posizione davanti a buchi economici e sociali che, in qualche caso, hanno contribuito a creare (l’ingestione che ha fagocitato il porto a Lacco Ameno è esemplare). Quel pezzo di ghiaccio alla deriva nel mare delle possibilità è stato più duro dello scafo dell’educazione alle buone pratiche.

Che cosa sarebbe accaduto al Titanic e ai suoi passeggeri se fosse riuscito a cambiare rotta evitando quel masso di ghiaccio, si può soltanto immaginare. Chissà quante occasioni di sviluppo, innovazione sociale e crescita economica, sarebbero arrivate se il Patto e l’accesso a quei 250 e i 350 milioni di euro non avessero trovato ostacoli, è ormai un finale romantico da libro
Cuore

Che cosa sarebbe accaduto al Titanic e ai suoi passeggeri se fosse riuscito a cambiare rotta evitando quel masso di ghiaccio, si può soltanto immaginare. Chissà quante occasioni di sviluppo, innovazione sociale e crescita economica, sarebbero arrivate se il Patto e l’accesso a quei 250 e i 350 milioni di euro non avessero trovato ostacoli, è ormai un finale romantico da libro Cuore. Sì, lo sappiamo. Qualcuno ci è arrivato adesso, qualche altro l’ha visto molto prima. Forse a mancare all’isolano e a chi si è assunto l’onere di amministrarla al posto di affondarla comodamente, è proprio il cuore. Questo a Robert De Niro, immortalato in numerosi scatti mentre passeggia in giro per luoghi isolani, forse potrebbe interessare poco. Sicuramente nulla a chi non vede altro.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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