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Caffè Scorretto» «Gli alieni, che siamo noi» di Graziano Petrucci

Facciamoci fare le carte da un team di chiromanti e psicologi in gamba se non abbiamo ancora capito chi siamo, dove vogliamo andare e che cosa, nel frattempo, siamo diventati. Le notizie contrastanti che arrivano da esploratori alieni in borghese – inviati da uno dei pianeti che abitano assieme a noi questa parte della Via Lattea – ci dicono che siamo un’isola schizofrenica. I cui abitanti sono a metà tra le scimmie, alcune che come il sottoscritto hanno imparato a scrivere o fanno gli avvocati o entrambe le cose, e la voglia di apparire glamour in una mistica simile a quella che coinvolge la Costa Smeralda più ischitana. Con un fare camorristico indorato, però, a ogni livello su cui poggiano i pilastri di una certa stupidità e la voglia di protagonismo, invece che lasciare campi sterminati alla collaborazione. E tutto ciò si trasforma nel peggio del monolocale ideale. Siamo assuefatti a questa forma di devianza che neanche se te le sbandierano davanti la vedi. Tutto accade al punto che non riusciamo nemmeno a immaginare e vedere dove stiamo andando. Indubbiamente ci troviamo in una fase di cannibalismo sociale, dimensione popolata dai figli di una rigida, ignorante e limitata visione della realtà. Siamo bloccati dalla mediocrità, riconducibile all’assenza di ossigeno al rispetto e alla responsabilità. Carenza, questa, che negli anni ha colpito una larga fetta della popolazione riguardo a temi di cui – siamo convinti -si occuperà qualche altro al posto “nostro” perché il divano della strafottenza è comodo. Molti della generazione dei quarantenni e cinquantenni di oggi, per esempio, hanno abdicato al proprio ruolo nella società. In quest’apatia trasmissibile l’indifferenza verso l’altro, tranne che a se stessi, ha radici profonde. Continuiamo a lasciare che le cose si muovano da sole. Uno scenario poco edificante mentre la paura del diverso prende forma nel bigottismo. L’aggressione, da parte di un gruppo di quindicenni, qualcuno la chiama “baby-gang”, nei confronti di Giorgio Di Costanzo avvenuta la scorsa settimana nella piazza di Barano è soltanto uno degli snodi della brutta piega che abbiamo preso. Ed è grave già per il solo fatto che sia accaduto. Se fosse vero poi che nessuno dei presenti, testimoni, neppure è intervenuto per interrompere l’aggressione la situazione sarebbe ancora più pesante da digerire. Troppo facile attribuire una parte delle colpe alla politica nostrana –come qualche voce asserisce e sempre se nel frattempo ne esista ancora una- che ha, inutile negarlo, le sue responsabilità. Non in questo episodio, sia chiaro, ma nell’esempio. Ormai lo abbiamo capito. Non è capace di interpretare e decifrare i tempi che stanno cambiando, impegnata com’è solo alla propria sopravvivenza. L’incapacità che certi amministratori mostrano per gli argomenti legati al turismo, come l’altezzosità che deriva dal ruolo pubblico che ricoprono è disarmante. Per il momento l’unica che dai banchi dell’opposizione della Regione Campania lotta per gli interessi dell’isola è Maria Grazia Di Scala. Così dicono gli esploratori alieni, i quali ci fanno sapere che l’aliscafo della SNAV, che parte da Casamicciola alle 10.30 e arriva a Napoli, senza alcuno scalo, dopo 45 minuti esatti. Segno che è possibile viaggiare quasi alla velocità della luce per raggiugere la terraferma. Degli amministratori locali abbiamo qualche notiziola in ordine sparso. Per esempio l’associazione Federalberghi non appena ne ha avuta l’occasione ha cercato di stimolare l’attenzione e ha chiesto aiuto alle amministrazioni che, intanto, restano sorde rispetto all’uso della tassa di soggiorno a favore del turismo. La domanda posta qualche mese fa al sindaco di Lacco Ameno e a quello di Casamicciola, e dopo agli altri, ha avuto la consueta risposta che è caduta nel limbo del “lo faremo” ma non è dato sapere quando. Gli alieni, sempre loro, ci dicono che scendere dall’Olimpo dell’orto personale è difficile quanto ben proporzionata è la visibilità che ne deriva anche a proposito dell’emergenza causata dal terremoto. Pure se alla fine non si realizza niente l’importante è dire qualsiasi cosa oggi, domani si vedrà. A Serrara Fontana, sulla questione legata alla morte della turista straniera a Sant’Angelo e dell’ambulanza della Croce Rosa che non riuscì a oltrepassare il confine posto dal paletto d’ingresso – che oggi non c’è più anche se la sera dell’accaduto gente armata di martello ha tentato di abbatterlo non riuscendoci- non sono arrivate risposte certe. Da Forio, nel frattempo, Del Deo è stato spedito alla vice presidenza nazionale dell’associazione delle isole minori e magari tornerà con qualche idea. Di certi fatti incresciosi, protagonisti adolescenti che non hanno ancora ben chiaro alcunché, non si può attribuire neppure una responsabilità alla scuola che ha il solo compito di insegnare non di educare tout court e sostituirsi alla famiglia. Questo incarico spetta a quel nucleo normalmente composto da genitori, almeno si presume, adulti. Ed essere adulti non ha niente a che vedere con l’età e neanche con il ruolo (pubblico o privato che sia). La stessa cosa vale per l’intelligenza e- chiosano gli alieni, non bisogna essere per forza laureati per dimostrarne di averne un briciolo. Se ve ne fossero, di briciole, potremmo usarle come appiglio per evitare il baratro collettivo. C’è necessità di rilevare l’immobilismo che ci tiene nelle caverne della politica amministrativa e nei cunicoli, ricordiamo il coniglio di fossa, delle relazioni tra persone o tra politica, istituzioni e cittadini. I rapporti, e il dialogo, sono diventati freddi, in certi casi inesistenti: erano meno rigidi e forse più caldi ai tempi della Prima Repubblica. Non esistono oggi personaggi che come prima potevano contare sul carisma e sapevano usare la tecnica di governo della società. Gente che operava – e litigava – per il territorio e la sua tutela. Alcuni sindaci, come certi imprenditori, del recente passato sono diventati parte integrante di storiche battaglie per gli interessi di Ischia e i suoi diritti. Oggi, non so voi che ne pensate, l’impressione è che una storia si stia scrivendo da sola ma senza l’intervento di uomini e donne che realizzano azioni. Quelle che ci sono, di strategico, che sanno guardare al futuro e alla società come ai servizi, hanno davvero poco.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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