ARCHIVIO 2ARCHIVIO 5LE OPINIONIPRIMO PIANO

«Caffè Scorretto» «Il partito invisibile»

Chiariamoci definitivamente. Ischia non è una bagnarola alla deriva in mezzo al mare. Gridatelo ai bonobo che usano i problemi che ci trasciniamo da anni solo perché non siamo capaci di risolverli, è vero, ma credetemi lo fanno per raccattare consensi. Stampatelo a caratteri cubici o cubitali da qualche parte, non c’importa sapere qual è (forse ci vorrà l’apostrofo) il modo più corretto per dirlo, a Ischia non ci sono persone ambiziose o egoiste. Studi scientifici hanno dimostrato che alcune tra loro sono state elette e perciò rappresentano il meglio e non sono per niente spinti dal clientelismo puro o da padri e padrini che negli anni hanno esteso il potere nei comuni. Altre ricerche di una famosa università della Lapponia hanno confermato un altro dato, cioè chi di solito assume il ruolo di commissario locale per un partito ha la finalità nascosta di aumentare il Q.I. e trasmettere competenze al territorio. Qui, badate signori, c’è un esercito di amministratori capaci che fa il bene, anche se non abbiamo ancora capito di chi esattamente. Voglio dire a quelli che a fatica conoscono la matematica di base, noi abbiamo il turismo, il mare, il sole, le spiagge, il lavoro estivo: fateveli due conti. Sui grandi numeri è naturale c’interessi poco se esistono dipendenti che lavorano a metà dello stipendio o non ricevono il compenso per lo straordinario o, regolarmente assunti, percepiscono solo l’indennità di disoccupazione. Vorrei ricordare però che siamo riusciti in una grande impresa di fronte alla quale tutto passa in secondo piano. Dai nove mesi di lavoro, sui dodici che compongono l’intero anno, nel tempo abbiamo ridotto il periodo di occupazione prima a sei per passare in modo quasi repentino nella forbice tra i tre e i quattro e nessuno prima c’era mai riuscito. Qualcuno ha proposto di destagionalizzare ma non sa di che parla mentre noi ragioniamo con i numeri alla mano. È grazie al nostro piano marketing se, inoltre, ci possiamo permettere di regalare le camere a venti euro e lasciare i saldi permanenti sulle terme. Per essere più lapalissiani – perdonate se uso parole che si avvicinano a un certo snobismo cretino – a creare gorghi paradisiaci ci riusciamo benissimo perché ne abbiamo una buona esperienza. Allo stesso modo riusciamo a mandare in dissesto i comuni con la leggiadria di chi lo fa per mestiere e segue le best practice. È ora smetterla di parlare di complottismo o di macchinazioni dei gruppi globali che controllano il potere. Non abbiamo bisogno di nessuno. Men che meno di qualche mendicante internazionale che gioca a Monopoli con la politica e non ci serve neppure quella rappresentata dai Ministri del Governo ai quali ogni tanto, d’accordo, ci rivolgiamo ma soltanto perché vogliamo ottenere qualcosa che ci fa comodo. E siccome ci serve fare gli scemi quando ci va, manipoliamo le persone che non solo ci credono, ma ben contenti ci danno una mano. D’inverno, comunque, siamo in grado di chiudere molte delle attività e contribuiamo a lasciare le strade deserte. È con questo metodo se le statistiche dimostrano che sono diminuiti i furti e i reati in genere. Intanto ci riposiamo, mentre il resto del mondo si fa il culo. Non vorrei sconvolgervi la routine ma da qualche giorno abbiamo pure la Lega celebrata dal coordinatore Cantalamessa. E se quel mattacchione di Gigi Lista le ha cantate nell’Ora Pro Nobis al Re Ferdinando sia ai fedeli e sia ai nuovi sacerdoti di Salvini, ripreso da Il Fatto Quotidiano, i leghisti nostrani non si nasconderanno certo dietro un dito visto che hanno in serbo di ottenere un clamoroso successo. Nemmeno si può dire che nella programmazione televisiva locale ci siano personaggi in cerca d’autore sebbene non manchi un poco di enfasi in chi professa la buona novella leghista con farsi tipo “Lavoro per Casamicciola ma prima i casamicciolesi”, o qualche altro ipotizzi di chiudere il porto per seguire il trend nazionale e tutelare la prima colonia greca del Mediterraneo. E a quei fessacchiotti che non credono che cambierà qualcosa sposando la Lega locale, pronta a cavalcare la tigre del populismo e conquistare i governi comunali, mi preme citare che nella prosopopea intellettuale e radical chic isolana alla mangiatoia abbiamo fatto accomodare Forza Italia poi il PDL, e anche il PD e adesso tocca pure a qualche altro. Val la pena rilevare che continueremo sulla nostra strada per legare i disservizi nei comuni e farne un solo grande contenitore vuoto da vendere alla BIT di Milano o in altra fiera internazionale. Basta far vedere loro le foto che quotidianamente scattano i nostri battaglioni d’assalto della comunicazione dopo averli postati su facebook alla ricerca di mille mila like – ritraendo panorami che molti rosiconi nel mondo non si possono permettere – e che per la “legge della supercazzola del rimbalzo algoritmico” si trasformeranno in turisti. Un po’ oltre con gli anni ma dopo che saranno andati, sicuramente porteranno il nome “Ischia” nel mondo e questo ci inorgoglisce. A chi se ne va per i corridoi della Regione a dire che pensiamo di esser furbi, replichiamo: no, noi non lo pensiamo. Noi siamo furbi eccome. E smettiamola di generare panico sul terremoto. Che poi non è stato un terremoto qualsiasi. Tutti sanno che la notizia della prima ora era una malefatta per nascondere la vera verità. Quel che ha devastato una zona dell’isola non è stata una scossa di poco conto. Va bene, l’altra parte d’isolani è rimasta appollaiata oltre il muro del confine messicano, e ha creduto che gli sfollati non fossero altro che comparse di un enorme kolossal cinematografico. Può capitare di essere un poco distratti. Siamo un’isola vulcanica, che sarà mai, ci è sempre interessato poco. Vuoi perché abbiamo un cattivo rapporto con la memoria, vuoi per interessi che dobbiamo tutelare, siamo sempre stati occupati a tessere il caos per evitare ogni ipotesi di piano regolatore. Facciamo tutto per il bene dell’isola, al contrario di quelli che dichiarano che tali pratiche l’hanno indebolita. Divisa in sei amministrazioni, che non sono il male assoluto, ognuno pensa al proprio orto. Se ci sono soldi sprecati in opere di milioni di euro o incompiute, problemi sociali anche a causa dell’aumento della popolazione, il parcheggio della Siena che ospita flussi migratori di anatre in fuga da conflitti in Medio Oriente e meno male che trovano ristoro nel laghetto di prima accoglienza, le auto che creano il traffico di cui gli analisti ne danno a breve l’inserimento nella classifica delle attrazioni turistiche, la diffusione degli stupefacenti, le assunzioni nella pubblica amministrazione di fatto già stabilite prima dei bandi di concorso, insomma, chi in Italia non ha di questi problemi? Possiamo sapere in quale futuro della realtà parallela appoggeremo le natiche perché abbiamo una visione di lungo periodo a differenza di altri. Siamo convinti di ciò che facciamo. A completezza del quadro che appare, avvolto nei colori di tramonti mozzafiato e che i fortunati riescono a immortalare in diapositive, lanciarle su instagram a caccia di “mi piace” contribuendo all’economia reale, tutto si mostra per com’è davvero. Un disegno carico di sfumature bellissime che affonda nelle sabbie mobili della manipolazione collettiva che molti ignorano. Questo disegno siamo chiamati a difenderlo tutti i giorni. Perciò, non siamo una bagnarola. Conosciamo esattamente come e in quale mare galleggiamo.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close