LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Isola d’Ischia e Lacco Ameno, un bilancino»

Nell’attesa di sapere se ci sarà un “faccia a faccia” in piazza sui programmi, tra Giacomo Pascale e Domenico De Siano, i due candidati alla carica di sindaco alle prossime elezioni a Lacco Ameno, il primo ha già aderito e rilanciato la “sfida” al Senatore, varrebbe la pena affrontare un tema importante. Nel PUC (piano urbanistico comunale) che è possibile scaricare dal sito del Comune di Lacco Ameno ci sono dati molto importanti. Più che interessanti, però, direi che si tratta di numeri sconfortanti ai quali si potranno presentare entro 60 giorni osservazioni, poi diventerà definitivo. Dati di cui nessuno sta parlando in questa campagna elettorale ma che, invece, andrebbero menzionati proprio in vista della futura prospettiva cui dovrà dedicarsi la nuova amministrazione per tentare di cambiare la deriva negativa che, si badi bene, riguarda l’isola nella sua interezza.

È evidente, sfogliando le pagine che compongono gli allegati, che i dati di reddito fanno paura. Sull’anno 2017, il reddito medio IRPEF dichiarato dalla popolazione di Lacco Ameno contrasta in maniera abissale rispetto al reddito medio della popolazione nazionale che raggiunge quota (dichiarata) 35, 204€. Mentre il gettito IRPEF in Campania è di 27.778 €, crolla a Lacco Ameno affondando a quota 16.123,65€. Ad accompagnare questi numeri già catastrofici, ci si mette anche l’economia del turismo. Con circa 300 alberghi e 40 mila posti letto, l’isola d’Ischia offre oltre un terzo dell’intera ricettività alberghiera della Campania. Con il 65% di stranieri, le presenze turistiche sull’isola dal 1990 superano i 4 milioni con un fatturato che vola a 275 milioni di euro annui.

Riguardo al territorio d’Ischia, e nel particolare a quello di Lacco Ameno, i numeri riguardanti i movimenti turistici, ossia gli arrivi e presenze nelle strutture turistiche, riferiti al biennio 2018-2019 sono terrificanti. Se sull’isola nel 2018 si contano 622.907 arrivi, con 3.665.784 presenze, gli arrivi a Lacco Ameno certificano quota 46.345, mentre le presenze sono pari a 331.504. La situazione non migliora nel 2019. Su tutta l’isola. Gli arrivi sono stati 608.035, con un numero di presenze pari a 3.512.768. Situazione decrescente allo stesso modo a Lacco Ameno che nello stesso anno ha contato arrivi pari a 43.096, e 252.430 presenze. Ciò che interrompe il fiato, però, è la variazione cioè la differenza tra il numero di arrivi e presenze tra i due anni di riferimento. Sull’intera isola nel 2018 gli arrivi indicano il -2.38%; le presenze si stabilizzano a -1.17%. La spirale decrescente aumenta, in senso negativo, a Lacco Ameno che, è evidente, non brilla per niente: -7.01% per gli arrivi e -23.85% il numero di presenze. Se Lacco Ameno riesce a intercettare il 7% del turismo dell’intera isola, il dato tuttavia indica che la situazione tende al tracollo.

È chiaro che i segni negativi, di cui il PUC è pieno, andrebbero analizzati da chi vuole rilanciare il paese, e lo sta dichiarando in questa campagna elettorale senza però dirci come intende farlo. I “diremo” e i “faremo”, come il carisma presentato dai due candidati, andrebbe perciò sostituito con analisi e rimedi da utilizzare per un malato attaccato alla canna del gas nell’illusione di respirare aria pulita. È altrettanto evidente che questi numeri negativi non dipendono dall’amministrazione Pascale ma da una crescente disattenzione da parte del complesso di amministratori che, come il sindaco uscente di Lacco Ameno ha più volte ripetuto, andrebbero convocati negli Stati Generali dell’isola d’Ischia nel tentativo di ovviare ai vari problemi. Intanto Domenico De Siano afferma che “Lacco Ameno non deve essere più una succursale di Forio”, perché sembrerebbe che l’estensione di Del Deo dia in un certo modo “fastidio”, dicendo, nel sotto testo, che ogni comune deve avere la propria “autonomia”. Sembrerebbe una sorta di contraddizione da parte sua, sostenitore del Comune Unico ma forse i motivi della dichiarazione vanno ben oltre la nostra umana comprensione. Intanto restano gli “attacchi” al posto di vie per discutere in un confronto pubblico delle situazioni in cui versa non soltanto Lacco Ameno ma l’isola intera. Il nuovo “guru”, insomma, deve saper guardare al futuro di Lacco Ameno, e deve anche saperlo tradurre e comunicare. Perché oltre alle squadre coese, c’è bisogno di competenze e di certi numeri li sappia anche leggerli, oltre che “farli” per se. Vi pare poco? 

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