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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «La tassa di soggiorno per favorire l’interesse isolano »

La notizia risale a qualche settimana fa. Sono stati assolti i titolari e gli amministratori di alcune strutture ricettive di Forio, accusati di peculato dalla Procura per non aver versato al Comune i proventi dell’imposta. Favoriti anche dal mutamento del quadro normativo, il fatto non è previsto dalla legge come reato. Dopo poco più due anni, insomma, si è chiuso il processo a carico di nove titolari di strutture alberghiere di Forio accusati di aver omesso di versare al Comune una serie d’importi di entità differenti, costituiti dalla tassa di soggiorno incassata tra il 2014 e il 2016. Una riflessione di tipo morale va fatta poiché, come si dice, “le sentenze non si discutono”.

La notizia risale a qualche settimana fa. Sono stati assolti i titolari e gli amministratori di alcune strutture ricettive di Forio, accusati di peculato dalla Procura per non aver versato al Comune i proventi dell’imposta. Favoriti anche dal mutamento del quadro normativo, il fatto non è previsto dalla legge come reato. Dopo poco più due anni, insomma, si è chiuso il processo a carico di nove titolari di strutture alberghiere di Forio accusati di aver omesso di versare al Comune una serie d’importi di entità differenti, costituiti dalla tassa di soggiorno incassata tra il 2014 e il 2016. Una riflessione di tipo morale va fatta poiché, come si dice, “le sentenze non si discutono”. Da un lato appare all’orizzonte una sorta di salvacondotto al versamento della tassa di soggiorno da parte di chi gestisce una struttura ricettiva, dall’altro, speculare, ci si dovrebbe però chiedere come, una volta versati, saranno usati quei proventi

Da un lato appare all’orizzonte una sorta di salvacondotto al versamento della tassa di soggiorno da parte di chi gestisce una struttura ricettiva, dall’altro, speculare, ci si dovrebbe però chiedere come, una volta versati, saranno usati quei proventi. Allontanandosi il più possibile dal giudizio sul mancato versamento, non si può che aggrapparsi all’idea probabilmente nobile che quei soldi una volta versati all’Ente possono sicuramente servire a rilanciare alcuni settori in difficoltà invece che i bilanci bucati delle Amministrazioni, in rosso oppure no.

Entrano in causa, in poche parole, la politica amministrativa e quella economica di ognuno dei sei Comuni, nella consapevolezza che i comportamenti e i modi con i quali un Ente procede e programma le proprie attività devono fondarsi proprio su questi due “livelli”, in particolare riguardo ai risultati che si vogliono raggiungere, e sulla necessità che forse esistono settori che proprio perché deboli avrebbero bisogno di un’attenzione maggiore grazie a una liquidità immediatamente impiegabile. Da questa prospettiva si apre un dubbio più grande che mette in discussione la convinzione – diffusa, ancora tra molti – secondo la quale non solo non è importante monitorare il flusso dei turisti (stranieri e non) per organizzare strategie e investimenti per “stagionalizzarlo” nell’arco dei 12 mesi ma, quando c’è, si deve usarlo come un limone «spremi e fuggi». Sfruttarli, insomma, il più possibile senza che a qualcuno negli ultimi 10 anni sia mai venuto in mente di migliorare e accorgersi che il turismo è cambiato insieme alle richieste, non solo per la ricerca degli alberghi. La stessa imputazione coinvolge le Amministrazioni, in cui spesso domina il silenzio sull’opportunità di potenziare i servizi sul proprio suolo e, nella totalità, su quello più esteso dell’isola d’Ischia attraverso una più intensa concertazione [parola spesso abusata o adoperata a sproposito senza fatti concreti a supporto] e visione d’insieme. Bisogna riconoscere che scervellarsi su come amministrare un paese senza capacità programmatiche e privi di aiuti di Stato, cui eravamo abituati, rischia di gettare in seria difficoltà un Comune per approdare sul terreno dell’emergenza permanente e di scostarsi dal compiere azioni realmente utili all’economia.

Qui un’altra grande falla è rappresentata dal comportamento passivo – a volte omissivo- dell’amministratore “medio”. Più preoccupato di intercettare fondi a macchia di leopardo [magari perché qualcuno gliel’ha segnalato prima e l’ha aiutato nella redazione di progetti dopo], invece che quello della ricerca attiva. Non per una mera partecipazione e poi vendersi la capacità di intercettare soldi in qualche intervista (che, in fondo, non è sua in molti casi) ma per pianificare e incastrare tessere d’intervento dando modo all’immagine dello sviluppo di prendere forma e valutarne l’impatto. Prima però bisogna sfatare il mito che i comportamenti adottati dalle amministrazioni, dettati dalle contingenze di cassa da coprire proprio con quei proventi, siano sani. Non lo sono

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Il tutto ne sarebbe aggravato qualora dovesse diffondersi “la pratica” dei mancati versamenti della tassa di soggiorno. Tutto questo aumenterebbe i gradi di difficoltà per la «razza degli economi(sti)» che occupano sedie, poltrone e divani della «casa comunale» e li costringerebbe a trovare altri modi per coprire eventuali “buchi” nei bilanci. Qui un’altra grande falla è rappresentata dal comportamento passivo – a volte omissivo- dell’amministratore “medio”. Più preoccupato di intercettare fondi a macchia di leopardo [magari perché qualcuno gliel’ha segnalato prima e l’ha aiutato nella redazione di progetti dopo], invece che quello della ricerca attiva.

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Non per una mera partecipazione e poi vendersi la capacità di intercettare soldi in qualche intervista (che, in fondo, non è sua in molti casi) ma per pianificare e incastrare tessere d’intervento dando modo all’immagine dello sviluppo di prendere forma e valutarne l’impatto. Prima però bisogna sfatare il mito che i comportamenti adottati dalle amministrazioni, dettati dalle contingenze di cassa da coprire proprio con quei proventi, siano sani. Non lo sono. Anche perché hanno il merito piombare al suolo chi è chiamato a governare la “cosa pubblica” nell’attesa perenne, col rischio di far saltare la nobiltà delle intenzioni assieme a tutte le belle parole “spese” per migliorare le condizioni di un Comune “abitato”, in questo caso, più da una specie di “amministratori di condominio” che non dalla politica alla quale è attribuito il compito di generare ricchezza e benessere. Se i Comuni di dell’isola, allora, prendessero in carico questa considerazione come “matrice”, per risolverne le conseguenze potrebbero seguire la strada della costituzione di una concertazione permanente con gli imprenditori. Una Commissione intercomunale sul turismo, in poche parole, formata dalle associazioni di categoria. Il cui accesso potrebbe regolarsi sui parametri della recente delibera della Giunta Regionale che ha operato una svolta nella classificazione degli alberghi, inserendo un aggiornamento dei requisiti che devono possedere le strutture alberghiere con lo scopo di migliorare la qualità dell’offerta e sulle condizioni di lavoro dei propri dipendenti. A tale Commissione si potrebbe attribuire la funzione di osservatorio circa l’analisi dei flussi e la facoltà di partecipare alle decisioni della Pubblica Amministrazione circa l’uso della tassa di soggiorno con funzioni programmatiche e consultive. Un maggiore dialogo, insomma, per favorire il turismo e, per conseguenza, la politica la quale si dimostrerebbe più vicina alle esigenze degli imprenditori, che spesso si umiliano da soli (il low cost, la vendita di camere a dieci euro, la qualità del cibo offerto sono soltanto una parte di una cattiva condotta diffusa) e, pertanto, recuperare il terreno che divide gli amministratori dai cittadini.

Se i Comuni di dell’isola, allora, prendessero in carico questa considerazione come “matrice”, per risolverne le conseguenze potrebbero seguire la strada della costituzione di una concertazione permanente con gli imprenditori. Una Commissione intercomunale sul turismo, in poche parole, formata dalle associazioni di categoria. Il cui accesso potrebbe regolarsi sui parametri della recente delibera della Giunta Regionale che ha operato una svolta nella classificazione degli alberghi, inserendo un aggiornamento dei requisiti che devono possedere le strutture alberghiere con lo scopo di migliorare la qualità dell’offerta e sulle condizioni di lavoro dei propri dipendenti. A tale Commissione si potrebbe attribuire la funzione di osservatorio circa l’analisi dei flussi e la facoltà di partecipare alle decisioni della Pubblica Amministrazione circa l’uso della tassa di soggiorno con funzioni programmatiche e consultive

Parafrasando Neil Armstrong, si può arrivare alla conclusione che un piccolo passo per le amministrazioni è un grande passo per il turismo e per il territorio e ciò consentirebbe pure – in minima parte – di ricucire un rapporto di fiducia tra la «razza di podestà» e il resto del mondo che li circonda e, inoltre, ridimensionare l’idea che basta partecipare alle fiere turistiche con obiettivi limitati per fare arrivare turisti sull’isola. Su tutte, insomma, le controversie più pesanti riguardano proprio la scarsità di vedute circa l’uso della tassa di soggiorno e la deficienza nella programmazione. Perciò potrebbe tornare utile l’aiuto della Comunità Europea che considera il turismo, attraverso bandi mirati uno dei pilastri fondamentali (dovrebbe divenire tale anche per noi!). Se è vero che per tenere salde e in tensione le reti e non far scappare i pesci c’è bisogno di una certa liquidità da impiegare costruttivamente, è altrettanto vero che non dovrebbe essere trascurata neppure l’opportunità di partecipare a progetti non soltanto europei per imprimere una svolta [anche] all’attività turistica. Ripetendolo fino alla noia, questi scopi si possono raggiungere attraverso il Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia che tra gli investimenti prevede A) Innovazione e sostegno alla competitività:Asse 1 – Ricerca e Innovazione; Asse 2 – ICT e Agenda Digitale; Asse 3 – Competitività del sistema produttivo. B)Ambiente, patrimonio culturale e trasporti:Asse 4 – Energia sostenibile; Asse 5 – Prevenzione rischi naturali e antropici; Asse 6 – Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale; Asse 7 – Trasporti.C)Welfare:Asse 8 – Inclusione Sociale; Asse 9 – Infrastrutture per il sistema regionale dell’istruzione. D)Sviluppo Urbano Sostenibile:Asse 10 – Sviluppo Urbano Sostenibile. E)Assistenza Tecnica:Asse 11 – Assistenza Tecnica. In definitiva, ci serve passare dall’interesse strettamente locale, quello di ogni Comune, molte volte in contrasto con quello dei vicini, all’interesse isolano.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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