LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Lacco Ameno: chi è Davide e chi Golia?»

In questa epoca in cui il futuro si presenta incerto, potenziale, offuscato da mille incognite e variabili, a tratti oscuro, c’è necessità di avere una visione, di sviluppare una strategia, di modellare o per meglio dire costruire una strada che non sia un sentiero rivolto al passato ma un percorso a più corsie funzionale a realizzare un presente che, inevitabilmente, si trasformerà in futuro. Le elezioni a Lacco Ameno, si può dire, di fatto, rappresentano uno spartiacque tra una costruzione di tipo tradizionale e un modo innovativo di concepire un Comune “nuovo”.

Da un lato, ci sono attori che attraverso la politica ne hanno segnate le sorti, tutt’altro che anticipatori di futuro durante gli ultimi venticinque anni, che hanno proceduto con determinazione in alcuni casi ma spesso col freno a mano tirato per la paura di fare scelte che ne avrebbero potuto cambiare il destino. Nell’altra compagine, vi si contrappone l’entusiasmo di chi si affaccia, per la gran parte dei casi, per la prima volta alla tornata elettorale ma con la professionalità di chi tenta un esperimento che pochi, negli anni trascorsi, è riuscito ad ottenere: riportare il confronto e la politica tra la gente. Una politica che a volte appare ferma nel tempo, bloccata almeno a trenta anni fa. E in questo la comunicazione, quell’ampio processo che comprende la modalità di trasmissione di un’informazione da un individuo all’altro, attraverso cui si lega la costruzione dell’interazione e della cooperazione, gioca un ruolo di non poca importanza e segna alcune differenze.

Nella compagine del primo caso che vede coinvolti quegli attori che avvicendandosi negli anni hanno segnato le sorti di Lacco Ameno, che ne hanno tracciata la rotta, buona o sbagliata è un esercizio di giudizio che compete alla gente partendo dai fatti e dai risultati quotidiani (se) ottenuti, come dai carichi economici e dai debiti che ognuno ha scoperto di avere prima ancora di nascere, si nota una comunicazione di tipo tradizionale: la pura e semplice trasmissione unidirezionale, nella sua variante d’imbonimento nell’ambito di quel rapporto che vede “il più forte” (leader, imprenditore o politico che sia non importa) comunicare con il più “debole”. Nel secondo caso, all’opposto, il processo comunicativo cambia: gli individui sono chiamati a “costruire” una realtà e una verità condivisa mediante i fatti.

Il tentativo attraverso la presentazione di progetti e idee che tale squadra ha intenzione di realizzare, alcuni presentati durante gli ultimi comizi, è soltanto una delle varianti che indicano una diversità tra un modo di comunicare e un altro, tra un mondo di provenienza e l’altro che si fonda sulla partecipazione. Quella di Lacco Ameno è una campagna elettorale sui generis. Non solo per le ripercussioni pratiche in cui è chiaro il richiamo a Davide che si ritrova a combattere contro Golia, ma anche per il particolare momento segnato dal Covid e dal periodo d’isolamento in cui, ancora, stiamo galleggiando proprio a causa del futuro sospeso e delle sue incognite. Non si fa fatica ad affermare che il mondo sia cambiato ma poiché non è sufficiente dichiararlo, per poterlo tradurre in modo agevole e pratico, appare la necessità di spingersi un poco oltre la visione semplice di ciò che si potrebbe fare (e magari non si fa o non si è mai fatto).

C’è bisogno di uscire dallo stallo, dallo stato – o regno – di sogno, per uscire da un feudo che ha ancora difficoltà a comunicare con altri comuni, creare futuro e posti di lavoro per aumentare quel reddito che, dai dati del PUC (piano urbanistico comunale) si attesta a Lacco Ameno a 16 mila euro, ben sotto della soglia nazionale – stabilita in circa 37 mila euro annui – e addirittura di quella campana che tocca quota 27 mila euro. C’è bisogno di lasciare, definitivamente, la sensazione di essere abbandonati o perfino sacrificati sull’altare dell’esperienza politica, proposta da qualcuno come sigillo di garanzia. C’è bisogno, al contrario, di una storia nuova, di una narrativa diversa. E questa potrebbe rappresentare di fatto un’indicazione per la lista “Il Faro”, rappresentata da Giacomo Pascale e “Sempre per Lacco Ameno” di Domenico De Siano.

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Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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