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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Le zavorre per cui l’isola non prende quota»

Davide Castagliuolo in un’intervista di Amedeo Romano, a Teleischia ha dichiarato che il bilancio e i conti di Forio sono in ordine. Ha aggiunto, forse rispondendo alle critiche ricevute dalla minoranza, che il successivo riequilibrio di bilancio si formalizzerà in una questione tecnica con l’inserimento di alcuni finanziamenti (circa 33 milioni di euro) che il Comune ha ricevuto nel corso del tempo. Con la tassa della nettezza urbana ridotta alle aziende del 30% e l’IMU di fatto bloccata senza perciò potenziali aumenti secondo Castagliuolo anche grazie alla spinta di Francesco Del Deo, l’Ente non ha problemi almeno sotto l’aspetto economico. In questo caso il portavoce dell’amministrazione di Forio ha spiegato qual è l’iter tutt’altro che semplice per intercettare somme da fondi sovracomunali.

Con la tassa della nettezza urbana ridotta alle aziende del 30% e l’IMU di fatto bloccata senza perciò potenziali aumenti secondo Castagliuolo anche grazie alla spinta di Francesco Del Deo, l’Ente non ha problemi almeno sotto l’aspetto economico. In questo caso il portavoce dell’amministrazione di Forio ha spiegato qual è l’iter tutt’altro che semplice per intercettare somme da fondi sovracomunali. Uno scoglio quasi insuperabile per mole di lavoro e competenze richieste di cui, spesso, le amministrazioni sono sprovviste

Uno scoglio quasi insuperabile per mole di lavoro e competenze richieste di cui, spesso, le amministrazioni sono sprovviste. «Molti non lo sanno o se ne fregano di saperlo che per fare arrivare i soldi al Comune di Forio c’è tutto un lavoro dietro. Prima abbiamo dovuto sistemare la situazione economica, poi abbiamo dovuto premere gli uffici per fare i progetti definitivi (“Premere gli uffici”, oibò! Esclamazione mia), approvati dalla soprintendenza, dalla Regione Campania, dal genio civile (aeh! Espressione sua). Un’opera pubblica, ci vogliono anni in Italia per concretizzarla e dopo tutto questo lavorio alle spalle poi arriva qualcuno dell’opposizione e dice che lì manca il tubo, di là manca la panchina, mica sa che a quell’opera pubblica ci hanno lavorato tre ingegneri del Comune, due della Regione e la soprintendenza. Insomma per loro è sbagliato e basta».

Evidentemente l’opposizione, secondo Castagliuolo, parla tanto e solo per dire fregnacce poiché già solo il fatto che ci abbiano lavorato gli ingegneri del Comune o che sia intervenuto un ente diverso fornisce una sorta di garanzia dell’opera. Dopo ha continuato sulla possibilità di ridisegnare il volto di Forio anche durante l’inverno. «L’idea è quella. Dobbiamo modificare le entrate del paese, dobbiamo modificare la zona di Citara e dobbiamo modificare tanti altri punti strategici del Comune di Forio. Solo così avremo la possibilità di rilanciare economicamente il turismo e Forio negli anni del 2030. Perché bisogna pensare al 2030 non al 2020 che ormai è passato». Bene, fine dello spot elettorale si potrebbe dire. Se è così, non si può che fare quindici minuti di applausi all’amministrazione di Forio e a Castagliuolo per aver spiegato alla popolazione e a chi di proposito s’interessa poco (aeh! Espressione mia) delle tante difficoltà che un Ente deve affrontare per rilanciare il paese passando per la fase di modifica del volto. Impedimenti, va aggiunto, che sono simili agli altri cinque governi isolani. Non manca lo spazio per una riflessione. Non per trovare il pelo nell’uovo ma per capire quale idea di fondo guida il governo foriano – il discorso può tranquillamente estendersi a tutti i Comuni – e se questa può ed è capace di dialogare sia con se stessa, al suo interno, sia con le altre amministrazioni. Uno degli aspetti abbastanza evidenti che si ripropone spesso, sfumatura condivisa con molti amministratori che si concedono alla stampa sfiorando talvolta la propaganda personale, è la chiusura di quel territorio rispetto al resto.

Bene, fine dello spot elettorale si potrebbe dire. Se è così, non si può che fare quindici minuti di applausi all’amministrazione di Forio e a Castagliuolo per aver spiegato alla popolazione e a chi di proposito s’interessa poco (aeh! Espressione mia) delle tante difficoltà che un Ente deve affrontare per rilanciare il paese passando per la fase di modifica del volto. Impedimenti, va aggiunto, che sono simili agli altri cinque governi isolani. Non manca lo spazio per una riflessione. Non per trovare il pelo nell’uovo ma per capire quale idea di fondo guida il governo foriano – il discorso può tranquillamente estendersi a tutti i Comuni – e se questa può ed è capace di dialogare sia con se stessa, al suo interno, sia con le altre amministrazioni

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Anche se potrebbe apparire una semplice traccia, qualcosa di normale – del resto perché Forio dovrebbe parlare di Ischia e viceversa? – se si presta attenzione, è facile identificare la carenza strutturale di dialogo tra Comuni. A manifestarlo è proprio chi nelle interviste non è in grado di spingersi sul terreno della visione complessiva che non è, come qualcuno potrebbe pensare, sbagliando, l’ingerenza di Forio nei fatti di Ischia e viceversa o di Lacco Ameno nei fatti di Casamicciola. Il governo di Forio, poi, da tempo non parla con le associazioni – come ha dichiarato il presidente di Confesercenti, Francesco Pezzullo – circa la questione riguardante il commercio. Un comportamento identico l’ha l’amministrazione di Ischia. Insiste perciò, non solo formalmente, una doppia chiusura. Un’interna, relativa all’idea (di amministrazione) che non parla con se stessa – uno degli esempi più evidenti in questo periodo è la frattura comunicativa nel governo di Lacco Ameno sulla questione del porto -, l’altra esterna incapace di oltrepassare le frontiere comunali. Da ciò si apre le porte a un altro ragionamento. Il bilancio è la struttura portante di un Ente. Per intenderci, se i conti non sono in regola, cade ogni ipotesi di rilancio, sia economico sia turistico. Se l’applauso va fatto a quell’amministrazione che tiene i conti in ordine, cosa non semplice e scontata, come per avere avuto accesso a finanziamenti per realizzare progetti, il fragore estatico dei complimenti va interrotto nel momento in cui quell’ente non vuole o evita di proposito di trattare specifici temi e inserire nella sua agenda nuove modalità di collaborazione e ricerca fondi che davvero potrebbero cambiarne il volto, fino al 2030.

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Anche se potrebbe apparire una semplice traccia, qualcosa di normale – del resto perché Forio dovrebbe parlare di Ischia e viceversa? – se si presta attenzione, è facile identificare la carenza strutturale di dialogo tra Comuni. A manifestarlo è proprio chi nelle interviste non è in grado di spingersi sul terreno della visione complessiva che non è, come qualcuno potrebbe pensare, sbagliando, l’ingerenza di Forio nei fatti di Ischia e viceversa o di Lacco Ameno nei fatti di Casamicciola. Il governo di Forio, poi, da tempo non parla con le associazioni – come ha dichiarato il presidente di Confesercenti, Francesco Pezzullo – circa la questione riguardante il commercio. Un comportamento identico l’ha l’amministrazione di Ischia

Pur essendoci lo sforzo “ordinario” di quell’ente per tenere i conti a posto reperendo fondi magari della Città Metropolitana, il grande assente è quello “straordinario” che darebbe accesso al doppio e in qualche caso al triplo di quelli ricevuti sinora. Ferme restando dunque le difficoltà della gestione ordinaria di un Comune, come chiamereste chi si accontenta della paghetta mensile (piccoli fondi Ministeriali o Metropolitani) rispetto a chi, avendone capacità e strumenti, potrebbe migliorare il volto di quel territorio inserendo nel bilancio cifre superiori a 100 milioni di euro? È il caso del Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia con una disponibilità all’accesso di circa 6 miliardi di euro, di cui Castagliuolo avrà sentito certamente parlare considerando che Forio ne è il capofila. Siamo di fronte a una realtà paradossale che per conseguenza potrebbe dar luogo all’ipotesi di una precisa responsabilità politica di tutta la classe amministrativa dell’isola. L’esempio di Comuni come Barano, al quale sono sempre interessati solo “fondi” da spendere nella sua giurisdizione, mancando in Gaudioso una visione complessiva che non ha mai avuto voglia di costruire, come la possibilità di realizzare progetti con gli altri sindaci – oppure Ischia, realizza uno scenario che poco risponde alle narrazioni date dai vari amministratori alla stampa. In realtà si potrebbero chiamare in causa i sei sindaci che danno luogo in molti casi a schieramenti che vanno in direzioni opposte all’interesse di Ischia, oppure sono in contrasto con le esigenze del Comune che dirigono. Discorso, questo, che è in grado di marginalizzare qualsiasi lista di opere o della spesa realizzate insieme all’idea che ne è alla base, destinata – se resta questa – a non avere forza per creare uno spazio d’azione condiviso in grado di liberare e aggiungere ai bilanci ingenti risorse economiche. D’altronde è difficile trovare una categoria più attraente del personalismo isolano.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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