«Caffè Scorretto» «Mettiamoci una Zes sopra»

Mimmo Barra, già dirigente della Regione Campania e membro dell’Agenzia Regionale del Turismo, ha avuto un incarico importante. Per la Zona Economica Speciale (ZES), relativa alla Campania, rivestirà il ruolo di coadiutore per le tematiche Zes sul territorio regionale, con particolare riferimento alle isole del Golfo di Napoli.
Con l’atto di convenzione, firmato il 19 novembre scorso, il direttore del Consorzio ASI della Provincia di Napoli, l’ingegner Salvatore Puca, ha conferito al dottor Barra l’incarico per la creazione di un gruppo di lavoro in grado di programmare, nel breve termine, qualsiasi iniziativa utile allo sviluppo e alla promozione industriale nel territorio. Il compito si pone in modo naturale nel solco del nuovo concetto di “Zona Economica Speciale” che individua zone collegate, di norma a un’area portuale, destinatarie di benefici fiscali importanti (ad esempio il riconoscimento alle imprese di un credito d’imposta commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti) e semplificazioni amministrative.
Mimmo Barra, già dirigente della Regione Campania e membro dell’Agenzia Regionale del Turismo, ha avuto un incarico importante. Per la Zona Economica Speciale (ZES), relativa alla Campania, rivestirà il ruolo di coadiutore per le tematiche Zes sul territorio regionale, con particolare riferimento alle isole del Golfo di Napoli
Tutto al fine di consentire il progresso d’imprese già insediate – nei territori isolani – o che avranno intenzione di farlo favorendo, per questo, anche l’attrazione d’investimenti esteri. Nel rinnovare i complimenti al dottor Barra, diciamo che soprattutto di questi “capitali stranieri” avremmo bisogno, in particolare sull’isola d’Ischia.
Perciò non resta che rivolgersi ai “sei primi cittadini” chiedendo loro di non lasciarsi scappare (anche) quest’occasione per il rilancio del comparto socio economico dell’isola. Specie dopo la figurella generata dalla perdita dei fondi, tra i 250 e i 350 milioni di euro, relativi al Patto per lo Sviluppo – di cui proprio Mimmo Barra è stato il promotore ricoprendo il ruolo di coordinatore a titolo gratuito del Comune di Forio, capofila dell’intesa a sei – ci sembra il caso di rilevare almeno un paio di punti. Il primo è che c’è una nuova occasione – di fondi cui accedere e investimenti da coltivare – per sostenere lo sviluppo delle imprese, non solo di quelle collegate direttamente al turismo. Il secondo è che probabilmente qualcuno dovrebbe chiedere scusa.
Nel rinnovare i complimenti al dottor Barra, diciamo che soprattutto di questi “capitali stranieri” avremmo bisogno, in particolare sull’isola d’Ischia. Perciò non resta che rivolgersi ai “sei primi cittadini” chiedendo loro di non lasciarsi scappare (anche) quest’occasione per il rilancio del comparto socio economico dell’isola. Specie dopo la figurella generata dalla perdita dei fondi, tra i 250 e i 350 milioni di euro, relativi al Patto per lo Sviluppo, di cui proprio Mimmo Barra è stato il promotore
Ads
Forse a Mimmo Barra, che ha sempre dimostrato la sua piena disponibilità e il proprio attaccamento all’isola per stimolarne fasi durature di espansione. Ma soprattutto alla popolazione isolana completamente inconsapevole e a traino di decisioni ordinarie e localistiche senza che ci siano mai state inversioni di tendenza davvero straordinarie per staccarsi dall’immobilismo amministrativo e intellettivo di gran parte, forse, dei governanti indigeni.
Per metter fine alle polemiche di ego ipertrofici e programmi di Natale dello stesso rango e altre saghe mentali, contrasti che non basta snobbare lasciando la gente senza una concreta risposta sui ritorni in termini economici e di presenze, solo per convincersi che alla fine non esistono diatribe e scontri tra “io comunali”, facciamo appello alla lungimiranza tanto dei Sindaci quanto di chi, dentro le Amministrazioni, ha mostrato “semi” latenti di buon senso. Sia chiaro, non vogliamo intrometterci nei duelli tra luminarie e palinsesti natalizi e neppure nella preparazione della gara occulta dei selfie dai palchi col pubblico alle spalle durante gli eventi di Natale per non finire sul terreno scivoloso di quanto alcune scelte, a volte, partono con le migliori intenzioni per trovarsi dopo naufraghe o alla deriva verso il nulla. No, non è questo l’importante. L’importante a noi sembra altro.
Per metter fine alle polemiche di ego ipertrofici e programmi di Natale dello stesso rango e altre saghe mentali, contrasti che non basta snobbare lasciando la gente senza una concreta risposta sui ritorni in termini economici e di presenze, solo per convincersi che alla fine non esistono diatribe e scontri tra “io comunali”, facciamo appello alla lungimiranza tanto dei Sindaci quanto di chi, dentro le Amministrazioni, ha mostrato “semi” latenti di buon senso
Ossia che, eliminando ogni tipo di retorica, è giunto il momento di tenere la barra dritta nella pretesa, per alcuni sacrosanta, di trovarsi una buona volta davanti alla consapevolezza delle amministrazioni che molte imprese (pure alberghiere) sono morte e il tessuto economico isolano non sta messo meglio. Già solo questo potrebbe giustificare e anticipare gli auguri di Buon Natale per una nuova nascita, prima di arrivare all’ipotesi di rianimazione e resurrezione del corpo isolano. Che, a dire il vero, proseguendo di questo passo, nello slalom tra ambizioni politiche e personali e sei velocità differenti, non sappiamo neanche se come operazione potrebbe veramente andare a buon fine.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci






