LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Più filosofia e meno opinionisti da bar per uscire dal delirio lisergico di Ischia»

«Dio è anche un concetto che si presta all’attraversamento di se per raggiungere l’altro. Per stare insieme con gli altri e capirne le differenze. Per essere realmente capaci di guardare che tutto quello che vediamo di distorto negli altri in realtà lo facciamo prima noi». L’invito per favorire la nascita di uno spirito e senso critico, reale, per niente effimero, si trova tutto nella dichiarazione di Raffaele Mirelli. Ideatore, promotore e direttore scientifico del Festival Internazionale di Filosofia con l’associazione InSophia,

“La filosofia, il castello e la torre” è arrivato alla sua 5^ edizione. Quest’anno si parlerà di Dio. Il Festival sta crescendo, si amplia e coinvolge a macchia d’olio vari paesi europei ed extra europei. C’è però ancora chi preferisce elucubrare sull’ipotesi di complotti o di accusare il Festival di macchinazioni per accaparrarsi fondi pubblici o tacciare l’evento, che ha nominato settembre il mese del senso civico, come “inutile”. Forse è proprio la superficialità di giudizio, mossa e condizionata a sua volta da un pregiudizio tutto nostro e nei confronti dei “filosofi”, che per anni ha incatenato Ischia sul fondo del barile. E stare lì sotto non è salutare.

Per nessuno. Specie se non c’è aria, se manca l’apertura mentale, se non si apre una finestra per far passare un po’ di corrente sempre buona e utile per l’elettroshock di cui molti avrebbero necessità, allo scopo di rimettere in moto l’attività cerebrale. Ricominciare a pensare. Il processo di crescita e sviluppo, da un lato eroso dalla deculturizzazione di un sistema scolastico che tenta di opporsi al declino come può, dall’altro la Rete che consente di acculturarsi in pochi minuti di lettura, ne ha bisogno: areare il cervello per accogliere la cultura passando per la pratica del pensiero. Saper pensare è un lusso che possono permettersi in pochi. La filosofia stimola lo spirito critico mediante l’attività del pensiero esercitandolo attraverso la lettura che a sua volta crea quel sistema di saperi, di opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano. «La cultura non sta nei libri. La cultura sta in noi. Nel modo in cui la portiamo tra la gente. Nel modo in cui ci leghiamo al presente, perché la cultura è l’effetto del presente nell’essere umano che è in grado di creare una comunità. Stare insieme, dunque, è il messaggio del Festival della filosofia». Dice bene Raffaele Mirelli che in sinergia con il Forum dei Giovani di Ischia anche quest’anno ha fatto della filosofia non un luogo lontano e irraggiungibile ma un mare di conoscenza tangibile, pratica filosofia quotidiana, in cui il cuore e la mente e il senso di appartenenza possono affondare per tutta la durata del Festival. Dal 22 al 29 settembre si respirerà l’anima della conoscenza, una “creazione” per imparare ad ascoltare e riflettere anche sulla bellezza. Un luogo, questo flusso di filosofia, in cui Raffaele Mirelli ha investito molto, a volte anche di tasca sua. Tutto per il bene e la crescita, per quanto possibile, della comunità isolana. E spesso stanco nel tentativo di superare gli ostacoli che proprio certe amministrazioni gli hanno messo davanti, ci è riuscito. Ci sta riuscendo non mancando gli sforzi. Per questo è fuori luogo ogni accusa o pregiudizio nei suoi confronti. Anzi, al contrario, a Raffaele Mirelli va riconosciuto lo status di intellettuale capace di mostrare e educare alla bellezza.

L’insuccesso di Ischia, il pressapochismo o, se volete, la mediocrità delle attività politiche e certe pratiche amministrative, hanno radici profonde. Se queste dimensioni si riproducono a cascata verso il basso, favorendo il baratro, è anche a causa di chi non ha saputo cogliere le occasioni per agevolare lo sviluppo di un certo humus culturale; e non ha saputo neppure cogliere l’occasione di stare in silenzio. Certe volte aiuta ma, prima, bisognerebbe capirlo. Invece accanto ai discorsi a vanvera continuano a riprodursi e alimentarsi lacerazioni culturali e psicologiche che a loro volta si traducono in quotidiana separazione. Questa è parte delle cause per cui oggi insistono sei amministrazioni che non sono in grado neppure di dialogare tra loro. Il pregio che va riconosciuto a Raffaele Mirelli è l’esatto opposto. Lui infonde gli elementi nutritivi per creare a discussioni e dibattiti, attraverso la sua creazione, il Festival che peraltro è gratuito, in un luogo come Ischia che ha perso il collegamento antico con la Natura, con la bellezza, con la dimensione dell’accoglienza. Se volete farvi un favore e crescere conoscendo, andate ad ascoltare i relatori che parleranno di Dio e della sua “presenza” nei luoghi come nelle persone, nella Natura, nella scienza come nella religione. Siate curiosi, date a voi e agli altri, alla cultura, la possibilità di crescere e svilupparsi.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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