LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Quest’isola è proprio un albergo»

Al posto del gossip che spesso insegue la politica o invece di prestare attenzione a certi aspetti della società isolana e ai rapporti che ne derivano, per esempio quando si da precedenza al turismo e al suo rilancio prima ancora di averne messo in sicurezza il territorio stravolgendo così un’ideale scaletta delle priorità, si dovrebbero scegliere atti e fatti, cioè cose che danno un risultato tangibile. Un tale scambio di importanza invertita, infatti, da un lato ha la capacità di istigare l’attenzione del lettore, perché magari è meglio leggere che almeno c’è l’idea di adoperarsi per sostenere la stagione turistica al contrario di sequenze ed episodi apparentemente inutili, stantii e senza pepe.

Al posto del gossip che spesso insegue la politica o invece di prestare attenzione a certi aspetti della società isolana e ai rapporti che ne derivano, per esempio quando si da precedenza al turismo e al suo rilancio prima ancora di averne messo in sicurezza il territorio, si dovrebbero scegliere atti e fatti, cioè cose che danno un risultato tangibile. Un tale scambio di importanza invertita, infatti, da un lato ha la capacità di istigare l’attenzione del lettore, perché magari è meglio leggere che almeno c’è l’idea di adoperarsi per sostenere la stagione turistica al contrario di sequenze ed episodi apparentemente inutili, stantii e senza pepe. Dall’altro, però, ha il potere di restituire l’impressione che qualcosa si sta facendo e a nascondere la sfumatura di realtà che non si vede, dandola per scontata

Dall’altro, però, ha il potere di restituire l’impressione che qualcosa si sta facendo e a nascondere la sfumatura di realtà che non si vede, dandola per scontata. Il “fumo negli occhi” non ci permette di cogliere la gravità che si cela dietro quel che è raccontato, facilitando l’eliminazione della superficie adatta alla riflessione e quella per trovare e applicare una soluzione o qualche cosa che le somigli.

Nella recente visita del Ministro del Turismo Santanchè oltre che ascoltare critiche dure al lavoro delle amministrazioni locali circa il mancato adempimento del Distretto Turistico, sfumatura cui pochi hanno dato rilievo, molti hanno accolto con favore l’annuncio riguardo alla campagna di comunicazione che sarà compiuta per rilanciare il turismo dell’isola d’Ischia pure mediante l’apertura di tavoli istituzionali e di dialogo presso lo stesso Ministero e in Regione Campania. Nei giorni scorsi, una riunione al Palazzo regionale cui erano presenti, tra gli altri, l’Assessore al turismo Felice Casucci, alcuni sindaci e i rappresentanti delle Istituzioni locali come delle associazioni di categoria di Ischia, ha dato il via al primo scambio. È facile dedurre che all’individuazione di specificità e finalità di quel tavolo di lavoro le giustificazioni per cui un’amministrazione spesso non è nella condizione di elaborare progetti, lamentando l’assenza di organico o la mancanza di personale specializzato da adibire a un tale compito, abbiano preso il sopravvento. Il punto tuttavia non è la riunione in Regione.

Nella recente visita del Ministro del Turismo Santanchè oltre che ascoltare critiche dure al lavoro delle amministrazioni locali circa il mancato adempimento del Distretto Turistico, sfumatura cui pochi hanno dato rilievo, molti hanno accolto con favore l’annuncio riguardo alla campagna di comunicazione che sarà compiuta per rilanciare il turismo dell’isola d’Ischia pure mediante l’apertura di tavoli istituzionali e di dialogo presso lo stesso Ministero e in Regione Campania. Nei giorni scorsi, una riunione al Palazzo regionale cui erano presenti, tra gli altri, l’Assessore al turismo Felice Casucci, alcuni sindaci e i rappresentanti delle Istituzioni locali come delle associazioni di categoria di Ischia, ha dato il via al primo scambio. È facile dedurre che all’individuazione di specificità e finalità di quel tavolo di lavoro le giustificazioni per cui un’amministrazione spesso non è nella condizione di elaborare progetti, lamentando l’assenza di organico o la mancanza di personale specializzato da adibire a un tale compito, abbiano preso il sopravvento. Il punto tuttavia non è la riunione in Regione

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Il lato oscuro, quel che non si vede tramortito dalle fotografie che hanno avuto il compito di testimoniare l’incontro, è che di tavoli come quello nel tempo e nelle varie legislature regionali e locali, se ne sono costituiti moltissimi senza che nell’arco di decenni si sia arrivati a qualcosa di concreto. Dietro ogni fatto che si presenta in un certo modo, in definitiva, per forza deve esserci ciò che resta celato all’evidenza, ciò che “prende inizio” ma non è mai arrivato da nessuna parte. Partendo da questo presupposto la domanda “come mai ciò è accaduto?” insieme al “che cosa c’è dietro quel che sto leggendo o guardando?” dovrebbero essere i quesiti fondamentali su cui iniziare una riflessione. Sia per costruire questi due spazi, al contempo di ragionamento e di analisi per una risposta, sia per favorire lo sviluppo della coscienza critica stando ben attenti a non infilarsi in quell’area definita “pre-giudizio”. Fatto ciò, ossia trovato un riscontro dopo un’attenta riflessione, per agevolare una sorta di test di controllo ci si dovrebbe domandare “se la soluzione da adottare è questa X, anche se non è semplice, perché non è stata scelta e, quindi, qual è il reale motivo che ne impedisce il proseguimento?”. Questo schema consente di guardare ogni cosa da un’altra prospettiva. Alcuni esempi pratici potrebbero tornare utili come la mancata realizzazione tanto del Distretto Turistico, in questi ultimi 10 anni o la dimenticanza, voluta, del “Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia” (che se realizzato avrebbe “risposto” attivamente alle amministrazioni che durante la riunione in Regione hanno lamentato di essere sotto organico) o di qualunque progetto intercomunale che per finalità presenta lo sviluppo di una coesione sociale ed economica, potrebbero esser guardati da un punto di osservazione differente.

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Dietro ogni fatto che si presenta in un certo modo, in definitiva, per forza deve esserci ciò che resta celato all’evidenza, ciò che “prende inizio” ma non è mai arrivato da nessuna parte. Partendo da questo presupposto la domanda “come mai ciò è accaduto?” insieme al “che cosa c’è dietro quel che sto leggendo o guardando?” dovrebbero essere i quesiti fondamentali su cui iniziare una riflessione

Si può scrutare allo stesso modo la ragione per la quale sono in molti a sgusciare dalla “risposta” rappresentata dall’Unione dei Servizi essenziali tra i Comuni (un unico sistema di raccolta dei rifiuti per l’intera isola, ad esempio). Oppure perché una persona che ha bisogno di esami specifici (TAC, ecografia o visita ortopedica, giusto per citarne qualcuno) tanto nelle strutture “pubbliche” quanto in quelle private che erogano un servizio che sarà rimborsato dalla Regione, si trovano davanti ad una scena all’apparenza inspiegabile. Se si paga l’intera prestazione “privatamente” non esiste fila o lista di attesa, al contrario se si procede al solo pagamento parziale del ticket e il resto a carico del SSN, in base al tipo di esame c’è da aspettare dai due ai sei mesi. Nel turismo accade la stessa cosa. Tutti, imprenditori in testa, si preoccupano della stagione (se prenderà il via e quando) pochi, invece, prestano attenzione ai contratti, alle ore e alle condizioni di lavoro dei dipendenti (alcuni assunti tramite agenzie di somministrazione di lavoro con l’eliminazione di alcune garanzie) senza i quali molte strutture ricettive avrebbero difficoltà ad affrontare l’enorme carico di arrivi in qualunque stagione. Se a ciò si aggiunge la poca lungimiranza di certi operatori cui corrisponde la chiusura della visuale imprenditoriale, abbiamo definito il perimetro dei motivi che non ci consentono né di essere competitivi né di capire che cosa sta succedendo davvero e neppure come si può fare per aumentare la competitività strategica di Ischia, fermo restando che la “comunicazione” senza sostanza potrebbe sortire che pochi effetti. La politica si comporta nello stesso modo. Chi ha il compito di governare un paese, dovrebbe imparare ad ampliare la propria visione includendo anche ciò che non si vede e, se ne ha la capacità, pure quella di assorbire le sfumature che gli rimandano le critiche. Probabilmente nell’affermare che all’assenza di gestione a livelli ottimali di una struttura ricettiva corrisponde una visione delimitata in ambito amministrativo, la ripetizione è dietro l’angolo. Intanto se per tanti si moltiplicano gli applausi grazie a soli annunci, ovazioni per un po’ di secondi ai microfoni di qualche emittente e supercazzole buone per prendere la scena in qualche intervista è facile immaginare che cosa accadrà, per noi, con questa gente che continua a dormire nell’albergo isolano, in cui molti vivono come ospiti e quasi nessuno si sente responsabile.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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