«Caffè Scorretto» «Scom-mettiamo i soldi su Sua Sanità?»

Premessa 1. Bisogna lavorare ancora molto per combattere – e si può aggiungere un “se si vuole davvero” – la dipendenza dal gioco d’azzardo. Qualche anno fa, la “Fondazione Opera Pia Avellino Conte”, organizzò sul tema una conferenza. Moderata dal giornalista Ciro Cenatiempo in quell’occasione presentai una breve ricerca con dati e le soluzioni possibili che potevano adottare i comuni dal punto di vista normativo, mentre Eleonora Sarracino ed Emanuele Rontino, “The Mother Factory”, realizzarono un video sulla prevenzione della ludopatia. Gli strumenti in mano ai sindaci sono pochi, quasi scarsi. Sull’isola il fenomeno è diventato serio e l’impressione è che si stia prendendo troppo alla leggera. I dati pubblicati nei giorni scorsi rilevano un problema grave sia a causa di centri scommesse disseminati un po’ ovunque e sia per la marea di denaro buttata in un’ampia tipologia di scommesse. Dal calcio all’ippica, dal gioco del lotto al win for life o al gratta e vinci per citarne qualcuna, la casistica del giocatore è variegata. Nel Decreto «Dignità» sono presenti alcuni provvedimenti per favorire il contrasto al gioco d’azzardo e, così, contenere l’escalation di questa subdola dipendenza che si nutre dell’adrenalina – generata dalla perdita o dalla piccola vincita quando capita – dello scommettitore più che consentirgli di cambiare la sua vita. Anzi, il meccanismo è fatto proprio per cambiarla la vita ma in peggio. Nella maggioranza dei casi il giocatore non coglie che l’illusione della possibilità, quando al contrario sono quasi nulle, cui si associa la certezza anche questa falsa che la volta successiva gli andrà meglio. Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, rielaborati in un articolo pubblicato sul sito de IL SOLE 24 ORE a maggio di quest’anno, nel primo semestre del 2017 il gioco d’azzardo sull’isola ha raccolto ingenti somme. A Casamicciola, quasi 5 sono i milioni di euro (come se ogni residente avesse puntato poco più di 600 euro). Il comune di Ischia supera i 15 milioni di euro (con una puntata media per ogni residente di circa 766 euro). A Forio si tocca quota 18 milioni (la puntata media supera i 1000 euro per residente). Lacco Ameno oltrepassa l’asticella con 1 milione e 600 mila euro (e una puntata media superiore ai 300 euro) Serrara Fontana arriva alla cifra di 840 mila (con una puntata in media pari a 267 euro) e infine Barano supera il milione di euro (con una puntata di poco inferiore ai 300 euro a residente). Si tratta di un problema sociologico e le cifre nei primi sette mesi del 2018 confermano il trend che è in crescita. Giocano più le persone con problemi economici rispetto a quelle che hanno disponibilità economica. Secondo il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che riporta anche i risultati dello studio condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Centro Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR), sulla base dei dati raccolti attraverso l’Italian Population Survey on Alcool and other Drugs (IPSAD 2013-2014) sono quasi 17 milioni gli individui che hanno giocato denaro una volta negli ultimi 12 mesi precedenti. L’intervista ha interessato per lo più giovani e adulti tra i 15 e i 34 anni. Poco meno del 15% dei giocatori presenta un comportamento di gioco definibile a basso rischio, il 4% un comportamento a rischio moderato e l’1,6% un comportamento di gioco problematico. Gli uomini mostrano una prevalenza maggiore al gioco a rischio moderato/problematico rispetto alle donne e il 36% ha dichiarato di giocare perché vive difficoltà economiche, mentre il 32% dice di giocare poiché vive forme di disagio sociale. Premessa 2. Per opporre un freno a questo disagio collettivo, e per converso contribuire a dare slancio all’economia e al territorio, si può tentare un percorso differente che non esclude quello del recupero. Di fatto c’è. La creazione di una super Fondazione di Partecipazione (o FDP, che si differenzia dalla Fondazione tradizionale) capace di creare un modello di gestione e organizzazione nuovo, per esempio per la ricerca scientifica o per il sostegno alla sanità e ai servizi a essa connessa. Se proprio si vuole “scommettere” la parte dei “privati” che potremmo ipotizzare pari al totale speso nel gioco d’azzardo nel 2017, si può farla confluire in una SPA o un Fondo di Gestione anche con piccoli investimenti che sono ammessi. Si tratta di una scommessa che ha l’adrenalina del ritorno sociale, oltre che personale. Da ciò prevedere una rendita X per l’investitore/giocatore oltre che una serie di vantaggi fiscali e sanitari, per il sol fatto di partecipare a un progetto di rivalutazione sociale e collettiva. Ciò aumenterebbe, di fatto, le probabilità della “vincita”. La FDP è una tipologia di gestione che può essere utilizzata pure per rimettere in piedi una struttura come l’Ospedale Rizzoli che necessita di cure essa stessa, o per il sostegno al terzo settore. Invece che buttare soldi ingozzando slot e macchinette i soci di una FDP possono essere pure privati. In tal modo si metterebbe pure mano a un problema, l’inefficienza della sanità, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini nelle politiche sanitarie quale elemento strategico che da adesso e per il futuro sarà uno degli asset del Servizio Sanitario Nazionale. Soprattutto per creare, proprio a Ischia, le condizioni idonee per ottimizzare le risorse e non disperderle, produrre più efficienza e maggiore trasparenza e una sinergia amplificata tra strutture private e pubbliche. Ci serve un meccanismo sostitutivo, insomma, per aumentare la consapevolezza nella gente e più in particolare in chi è soggetto alla dipendenza dal gioco. La consapevolezza, è questo l’elemento che continua a mancarci.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci




