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«Caffè Scorretto» «Siamo seduti sul divario»

Premessa 1. Dobbiamo dedurre, per forza di cose e di logica, che ogni Comune stia procedendo per conto proprio nel tentativo di arginare la falla nel sistema economico, nello specifico quella dell’occupazione o del calo di presenze. Mi lascia perplesso che ogni frammento municipale stia facendo tutto, o quello che ritiene inserire in tale “tutto”, da solo. Nessun segnale di collaborazione con gli altri a parte certe dichiarazioni strampalate e urticanti che affermano il contrario. Tempi e modi e velocità diverse. Serrara Fontana, per esempio, ha approvato qualche tempo fa il PUC ossia il Piano Urbanistico Comunale. Si tratta di uno strumento di gestione ma limitato al piccolo comune montano di cui bisogna dare atto, però, al sindaco Caruso. E le altre amministrazioni? A giudicare da come si muovono – o non si muovono, dipende dai punti di vista -ciò che spaventa è il considerarsi separati oltre che a tenuta ermetica. Ogni centro del mondo – sì perché ognuno dei pezzi di questo che somiglia a un puzzle isolano è convinto di esserne l’ombelico- ragiona in modo anacronistico, in maniera indipendente e staccata dagli altri. Come se ci fosse un divieto assoluto di comunicare con zone diverse, tranne il caso in cui si manifesti la possibilità di diventare capofila di progetti e perciò destinatario di fondi. Come se a dividerci non fossero i chilometri ma un viaggio interstellare. Dovremmo cercare lo spazio per fare entrare nella testa di alcuni che i cittadini sono e vivono sulla stessa isola. Se preferite dire “barca”, è uguale. Chi ci pensa alle esigenze di oltre 60 mila abitanti, magari dopo essersi spartiti per anni spicchi e clientele? Questo modo di costruzione del potere ha radici lontane. Secche, per lo più. Tutto ciò mentre il mondo, lì fuori, rischia sputarci nel piatto perché non possediamo una visione d’insieme. In un periodo povero di ragionamenti seri – siamo prevedibili e ci piace parlare di sole, spiaggia e di turismo in prossimità della nuova stagione anche se in fondo non sappiamo bene di cosa si tratti– c’è chi ritiene sia il caso di farsi alcune domande e ripensare il «sistema» che sta implodendo? La riflessione a quanti interessa?

Premessa 2. L’edificio che è l’isola d’Ischia non ha bisogno dell’aiuto delle critiche per andare a fondo. Sta facendo tutto da solo. Non regge, scricchiola, si sta sgretolando un po’ alla volta. Non resiste sotto i colpi del mercato – nazionale e internazionale- che nel frattempo è cambiato mentre c’è chi si affanna nel voler lasciare i feudi come sono o come li ha trovati. Destagionalizzare, o almeno l’idea che ne promuova l’azione, sta diventando imperativo categorico e con il nuovo schema del mercato globale ci toccherà fare i conti. Dovremo farli pure intorno al concetto di «terme» e «SPA» il quale, se non si fosse capito, non è certo soltanto sinonimo di artrosi o acciacchi del fisico dovuti all’avanzamento dell’età anagrafica. Ѐ di benessere, della persona, in senso ampio, che stiamo parlando. Che isola hanno in mente, politici, amministratori e imprenditori? Intanto, nel 2017, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, «nel 2017 le destinazioni mondiali hanno totalizzato 1,322 milioni di arrivi turistici internazionali, il 6,7% in più rispetto al 2016. Secondo i risultati provvisori dell’ultimo World Tourism Barometer dell’UNWTO si tratta del più alto tasso di crescita degli ultimi anni. L’Europa ha trainato la crescita con 671 milioni di arrivi internazionali (+8,4% sul 2016), con una quota parte sul totale del 51%». L’Italia nei primi 10 mesi del 2017 è aumentata del 9,7% rispetto al 2016 (nello stesso periodo). In Europa ci sono stati circa 671 milioni di arrivi internazionali. «Per quanto riguarda il 2017 (dati provvisori), la bilancia turistica dei pagamenti ha riportato un avanzo di 15.011 milioni di euro con un aumento dell’8,7% sull’anno precedente. Merito degli stranieri che hanno speso, nel nostro Paese, quasi 39 milioni di euro, il 7,2% in più rispetto al 2016». Le 5 Regioni maggiormente interessate dalla spesa degli stranieri sono «Lazio con 6.730 milioni di euro (+17,3% sul 2016), Lombardia 6.551 milioni di euro (in linea con il 2016), Veneto 5.762 milioni di euro (+5,7%), Toscana 4.453 milioni di euro (-0,9%) e Campania 2.107 milioni di euro (+14,9%). Insieme coprono il 65,7% della spesa totale degli stranieri in Italia».

Premessa 3. Riccardo Sepe Visconti, presumo pure per la sua tendenza e dimestichezza che ha nel leggere i dati, nei giorni scorsi ha lanciato la propria candidatura alla carica di (nuovo) presidente di Federalberghi di Ischia. Dopo l’era del presidente Mennella, con lui si potrà iniziare ad affrontare il divario che esiste tra la percezione che abbiamo dell’isola, a volte strampalata, e quella– presumibile che si tratti di una un po’ più distante dalla nostra realtà – che i turisti hanno di Ischia (tra i motivi per i quali non ci scelgono). Servono iniziative, azioni e programmi diversi anche a Federalberghi e non è più tempo di attendere briciole da qualcuno attraverso concessioni di ogni genere. Magari Riccardo contribuirà a farci scendere dalla nuvola delle illusioni isclane per progredire in qualche modo.

Facebook Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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