«Caffè Scorretto» «Serve un regolamento e un servizio unico, sono i tassisti a chiederlo»

Bisognerebbe leggere dieci, cento, mille e più volte la lettera che Raffaele Serpico, Segretario Provinciale Unimpresa/Mobilità, e Pasquale Ottaviano, Presidente Sitan/Atn, hanno inviato a Mimmo Barra che l’ha pubblicata nel suo intervento di domenica scorsa. Dovrebbero leggerla gli amministratori per rendersi conto di quanto non siano riusciti a creare in questi anni. Dovrebbe leggerla per abbatterne l’idea, chi si è convinto che gli autisti di taxi non vogliono cambiare e, perciò, sono riluttanti a qualsiasi modello che non sia l’attuale gestione del servizio. Quella missiva, con tanto di soluzioni per il comparto che comprende, sull’isola, almeno 263 licenze, non soltanto riprende molte delle idee che, da questa rubrica negli anni, sono state inviate agli amministratori dei sei Comuni, recuperando le intenzioni che Serpico e Ottaviano hanno affermato in più occasioni.
Bisognerebbe leggere dieci, cento, mille e più volte la lettera che Raffaele Serpico, Segretario Provinciale Unimpresa/Mobilità, e Pasquale Ottaviano, Presidente Sitan/Atn, hanno inviato a Mimmo Barra che l’ha pubblicata nel suo intervento di domenica scorsa. Dovrebbero leggerla gli amministratori per rendersi conto di quanto non siano riusciti a creare in questi anni. Dovrebbe leggerla per abbatterne l’idea, chi si è convinto che gli autisti di taxi non vogliono cambiare e, perciò, sono riluttanti a qualsiasi modello che non sia l’attuale gestione del servizio
“Denuncia” anche la sordità (verso i tassisti) proprio della politica, occupata a tenere in piedi l’ordinario ma distante da ciò che invece dovrebbe “pre-occuparla” (ossia “occuparla prima”). Le “accuse”, in sintesi, chiedono a sindaci e assessori di rimettere mano a un regolamento unico per i taxi, sia per migliorare le condizioni di una categoria spesso maltrattata in specie dalle amministrazioni locali, sia per consentire al servizio pubblico da piazza di essere più moderno, al servizio per la crescita della collettività. Scrivono gli autori della comunicazione che serve «un salto di qualità nelle politiche urbanistiche, del territorio, dei trasporti e della viabilità, della sosta e ambientali» quel che proprio Mimmo Barra non perde occasione di ripetere.
Il Segretario Provinciale Unimpresa/Mobilità e il Presidente Sitan/Atn, fanno anche in modo di “sbloccarci un ricordo” richiamando dalla memoria amministrativa ciò che si era quasi compiuto anche con la partecipazione di Federalberghi ma che qualcuno poi ha affossato di proposito. Aggiungono, infatti, che «per il trasporto Taxi o si cambia o si muore. Non è un’ipotesi, ma una certezza. Si deve riprendere da dove si è fermato il processo di riforma di gestione del servizio, all’epoca di Franco Iacono Assessore regionale, quando fu scritto, presso l’azienda del turismo, da noi e con il contributo dell’Associazione degli albergatori, uno statuto che metteva insieme i sei comuni. Esso prevedeva un unico regolamento di disciplina isolano e una politica tariffaria comune. Fu anche presentato il progetto presso un albergo ai Maronti, dopo di che ci fu un silenzio assordante con l’aborto dell’iniziativa, senza che nessuno motivasse la circostanza, senza ragioni plausibili. Inedia. Ignavia. Ignoranza». Gli autori proseguono il fiume in piena riempiendolo d’idee che, alla fine, sono da considerarsi veri e propri segnali da eseguire per trasformare il servizio taxi e renderlo all’avanguardia: «il settore Taxi invece è in piena transizione, l’offerta isolana non è assolutamente adeguata a una domanda di trasporto moderna, efficiente, di qualità e trasparente.
Le “accuse”, in sintesi, chiedono a sindaci e assessori di rimettere mano a un regolamento unico per i taxi, sia per migliorare le condizioni di una categoria spesso maltrattata in specie dalle amministrazioni locali, sia per consentire al servizio pubblico da piazza di essere più moderno, al servizio per la crescita della collettività
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L’utente è cambiato e cambierà. Il servizio a Ischia è fermo agli anni 80, è ancora, per certi versi rimasta la mentalità di quando si usava il cavallo. Altro mondo. Noi pensiamo, al contrario, che sia necessario un unico regolamento e un ammodernamento dei mezzi con riconversione verso l’elettrico insieme a un piano di tariffe predeterminate e con prezzi calmierati. Inoltre servirebbe il blocco delle licenze Taxi e NCC e un sistema di chiamata centralizzato insieme a una politica di riduzione del traffico privato e conseguentemente l’incentivazione all’uso del Taxi, posteggi strutturati, razionali, con autisti formati per l’uso delle lingue o forniti di un traduttore simultaneo, vestiti decorosamente, possibilmente con un look identitario dell’isola verde».
Serpico e Ottaviano, sottolineano inoltre che «per il rilancio delle attività di trasporto, non bisogna dimenticare che quello di linea e non di linea è un’attività economica derivata. Ovvero esiste un rapporto di dipendenza tra sviluppo economico e sociale, qualità del contesto, che spinge all’innovazione del trasporto. Viceversa un trasporto efficiente e moderno è esso stesso un sostegno per lo sviluppo economico dell’isola». Rispetto a come si svolge oggi il servizio nei vari comuni, indicano come, adottando un registro completamente nuovo, potrebbe diventare più efficiente: «anche il servizio Taxi, come per altre attività che operano nell’ambito dell’accoglienza, è un elemento qualitativo di contesto. Come immaginiamo noi lo svolgersi del servizio? Attesa civile presso i posteggi, quindi evitare l’assalto e/o l’adescamento del cliente; una struttura che smisti la chiamata a una centrale – potrebbe essere un radiotaxi o un’App o entrambi –; l’affidamento della corsa secondo le regole del regolamento (macchine in servizio dal posteggio prossimo alla chiamata); tariffa predeterminata e se richiesto l’avvio del tassametro a inizio corsa».
Per il trasporto Taxi o si cambia o si muore. Non è un’ipotesi, ma una certezza. Si deve riprendere da dove si è fermato il processo di riforma di gestione del servizio, all’epoca di Franco Iacono Assessore regionale, quando fu scritto, presso l’azienda del turismo, da noi e con il contributo dell’Associazione degli albergatori, uno statuto che metteva insieme i sei comuni. Esso prevedeva un unico regolamento di disciplina isolano e una politica tariffaria comune. Fu anche presentato il progetto presso un albergo ai Maronti, dopo di che ci fu un silenzio assordante con l’aborto dell’iniziativa
Un rimprovero, se vogliamo costruttivo verso chi opera in regime di concorrenza sleale ma soprattutto una pretesa che non ha più tempo per sedimentare nella mentalità politica ma che al contrario deve trovare buoni conducenti nelle amministrazioni che fanno tantissimo per costruire barriere (amministrative) determinandone i confini e ancora troppo poco per favorire la consapevolezza che a problemi comuni serve una batteria di soluzioni dello stesso spessore.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci



