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«Caffè Scorretto» «Su come cambiare le cose, e perchè»

Premessa 1. Questo caffè evidenzia una mia mancanza di umiltà, ne sono consapevole. Ma tant’è. È chiaro però che tra mancanza di umiltà e presunzione c’è una bella differenza.

Premessa 2. In un’isola abituata e che fa del lavoro contingentato, congelato d’inverno, concentrato e limitato nei sei mesi estivi, quando e se siamo fortunati, la parte prepotente per la propria sussistenza; e nella sua dimensione isolata, l’isola, appunto, per quanto si professi “accogliente” e aperta, è votata all’autodifesa, in cui molti lavoratori dipendenti vivono in attesa della NaspI. E mentre una fascia del mondo imprenditoriale è più incline a escogitare soluzioni per riuscire a riempire camere vuote con il low cost invece che riflettere sul modo di migliorare l’offerta e render superiore, al contempo, la qualità della vita di Ischia, più tesa alla chiusura mentale che verso le nuove occasioni, non mi sarei aspettato un’ampia risposta da parte del pubblico. Invece mi sono ricreduto e sono stato contento di cambiare idea. Sia chiaro. Una risposta può intendersi pure come “stimolo e apertura” alla ricezione d’informazioni nuove, “form-attive” e formattanti. In grado di incoraggiare un processo di crescita e sviluppo, benché poco o per niente consapevole, attraverso la disponibilità nell’ascolto di episodi e fatti che solleticano il singolo interesse di qualcuno o forniscono gli spunti per trovare conferme a intuizioni con lo scopo di applicarle nel mondo e nel lavoro. Il risultato di sabato scorso all’hotel Manzi di Casamicciola, durante la presentazione della startup digitale LAVOROISCHIA.IT è stato positivo e costruttivo è stato il contributo dei relatori. Paola Monte, Consigliere Nazionale di Federalberghi, l’imprenditore Luciano Bazzoli, gli chef stellati Pasquale Palamaro e Nino Di Costanzo, e l’ingegner Mario Rispoli, esperto del mercato turistico, insieme al manager dell’hotel San Montano Maurizio Orlacchio, si sono trovati intorno all’invito del founder di LAVOROISCHIA.IT, Giuseppe Arturo. La piattaforma digitale s’intesserà di reclutamento del personale e formazione con l’ausilio di docenti di rilievo nazionale e internazionale. Approfittando dell’invito dell’ingegner Arturo, mi ha chiesto di moderare l’incontro, le poco più di due ore che abbiamo condiviso hanno tessuto il fil rouge e tenuto, insieme, il pubblico e i singoli contributi.

Non è stata la classica presentazione ma l’appuntamento si è trasformato sin da subito in un crocevia in cui hanno prevalso diversi punti di vista, emozioni e dati. Un vero e proprio corso di esperienze per chi fosse stato disponibile a raccoglierne gli spunti e le impressioni. Le consapevolezze, gli sforzi e le difficoltà, raccontate da Pasquale Palamaro nell’essere contemporaneamente Chef, manager e insegnante nel trasmettere una professione quanto nel quotidiano. L’esigenza di acquisire la “capacità di comprendere l’altro”, l’empatia, sottolineata da Maurizio Orlacchio. La necessità di svilupparsi attraverso la formazione, anche imprenditoriale, benché il mercato spesso o non lo consenta o lo renda difficile, comunicata da Luciano Bazzoli. L’interdipendenza tra dati e stato di salute del mercato turistico, l’analisi e i numeri che non sono soltanto fredde percentuali ma, talvolta, vere e proprie richieste d’aiuto da interpretare, tutto descritto brillantemente dall’ingegner Mario Rispoli. La voglia di innovare e pensare fuori dagli schemi tradizionali combattendo, se necessario, le eventuali resistenze dell’ecosistema ischitano nelle parole di Nino Di Costanzo. Infine, il bisogno e l’auspicio di un cambio generazionale, ma prima ancora di mentalità, espresso da Paola Monte, hanno creato l’universo di parole chiave che, a loro volta, hanno ricamato il tessuto delle singole partecipazioni. Il modello della open innovation, la necessità di un cambio di passo, l’interscambio nell’azienda e l’interdipendenza tra personale adeguatamente formato e i settori che la costituiscono, per farla funzionare meglio, e l’esigenza di un nuovo approccio strategico e culturale, sono solo alcuni dei concetti affrontati man mano che venivano fuori. Hanno costruito un contorno dinamico del nuovo paradigma che sta avvolgendo l’isola d’Ischia, il quale andrebbe favorito e agevolato in ogni settore benché siano tanti ancora a restare focalizzati su un modello di lavoro ormai obsoleto, oltre che travolti dalla presunzione di essere arrivati nella dimensione superiore perché abili comunicatori e innovatori, tanto nel modo imprenditoriale quanto nella politica come nei media e nel mercato turistico in genere. In sostituzione a tutto ciò si sta espandendo un nuovo prototipo che comprende il business e la crescita, per favorirla. Esigenza espressa nella ricerca di collaborazione e condivisione in un breve passaggio di Luca D’Ambra, il neo Presidente di Federalberghi di Ischia al quale vanno i miei auguri di buon lavoro.

Premessa 3. Anche se sono stato solo il moderatore, voglio ringraziare i ragazzi di «Ischia Press» che hanno seguito l’intera “presentazione”, i giornalisti Ciro Cenatiempo e Giuseppe Mazzella, le persone che hanno formato il pubblico e ci hanno dato la pazienza dell’ascolto e, infine, il quotidiano «IL GOLFO». Tra gli assenti, qualche giustificato. A chi è mancato, tra il pubblico, tra i giornalisti, tra i rappresentanti delle istituzioni come delle associazioni di categoria – tutti a quanto mi è dato sapere erano stati invitati – dico che vi siete persi una piccola grande occasione. Per crescere anche solo un poco.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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  • E mentre una fascia del mondo imprenditoriale è più incline a escogitare soluzioni per riuscire a riempire camere vuote con il low cost invece che riflettere sul modo di migliorare l’offerta e render superiore, al contempo, la qualità della vita di Ischia, più tesa alla chiusura mentale che verso le nuove occasioni, non mi sarei aspettato un’ampia risposta da parte del pubblico
  • Il modello della open innovation, la necessità di un cambio di passo, l’interscambio nell’azienda e l’interdipendenza tra personale adeguatamente formato e i settori che la costituiscono, per farla funzionare meglio, e l’esigenza di un nuovo approccio strategico e culturale, sono solo alcuni dei concetti affrontati man mano che venivano fuori. Hanno costruito un contorno dinamico del nuovo paradigma che sta avvolgendo l’isola d’Ischia

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