LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Sua Entità astratta»

Ultimamente si parla di sole ritrovato, di pioggia che ha dato spazio al mare, di assenza di depuratori e yacht ormeggiati nei porti che scaricano a pochi metri dalle spiagge, di traffico e del numero eccessivo di auto che circolano sulle arterie isolane o della prevenzione per educare ed evitare gli incidenti stradali. Su questo ultimo punto la nota che ha inviato il sindaco Giacomo Pascale al Prefetto, assumendo anche il ruolo di portavoce degli altri suoi colleghi, per realizzare un tavolo di concertazione e definire una parte dei problemi oltre che individuare un’attività sinergica per la sicurezza stradale, ci auguriamo possa dare i suoi frutti. In realtà sarebbe da augurarsi un’altra cosa, ben più importante.

Vale a dire il dialogo permanente tra le amministrazioni e i sindaci tra loro, si sente di rado. A parte le pizze fra amici una volta al mese e le lettere di richiesta per favorire tavoli pieni di sinergia e “volemose bene”, agli enti superiori. Il punto è questo. Perché i primi cittadini non impiegano il potere di ordinanza, quando possono – e un sindaco, di fatto, lo possiede e per gli ambiti in cui è amministrativamente competente – per dare una risposta secca a ciò che c’è da risolvere ma si rivolgono al contrario a Enti quali Regione o Governo aspettando che siano questi a sciogliere le criticità? Chi assume una posizione netta, ferma, andrebbe salutato quasi con gioia dato l’evento straordinario. È il caso dello stesso sindaco di Lacco Ameno che si schiera a favore dei lavoratori di Villa Mercede, e con lui gli altri, sebbene l’autorità per decidere il contenzioso sia dell’ASL, oltre che della Regione Campania. Quando però si tratta di argomenti che rientrano nell’ampia possibilità di determinazione e nel potere del sindaco, perché i nostri aspettano la discesa delle Istituzioni superiori?

Si nota una specie di ripulsa quando c’è da intervenire collettivamente e non sembra neppure accennato un serio dialogo sui temi che, a giudicare dagli assalti e dichiarazioni sulle prime pagine, sembrano urgenti. Per esempio non è vero, come ha affermato qualcuno, che i sindaci non possano risolvere le difficoltà aumentando il lavoro per i taxi. Attraverso l’abbattimento dei confini amministrativi, e quindi una collaborazione inter comunale, si può permettere la libera circolazione in ogni comune del servizio pubblico da piazza. Ciò risolverebbe pienamente il problema della mobilità e quello legato alle tariffe poco adeguate, fornendo di nuovo quella dignità che gli operatori si sono visti erodere dai loro colleghi poco rispettosi. La norma di riferimento è quella nazionale. Da incarico ai comuni di adottare un regolamento per il servizio pubblico. Va da se che avendone sei, sull’isola, per conseguenza, ci si trova di fronte a sei discipline diverse.

Il dubbio può essere risolto con un tavolo permanente. In questo l’adozione di un regolamento unico non può mancare del dialogo tra amministratori e rappresentanti di categoria. Vi sono altri ambiti in cui è possibile intervenire ad esempio l’unificazione del servizio di Polizia Municipale in modo da collaborare in modo pieno con Carabinieri e Polizia. Per eliminare i confini amministrativi tra i comuni e dare ai tassisti il modo di lavorare di più e meglio, ci voglio esattamente dai cinque ai dieci minuti. Si possono raggiungere anche altri obiettivi se solo ci fosse la concessione di questa cortesia, da parte dei sindaci ai cittadini, nel realizzare un tavolo sul quale sfogliare la lista dei “problemi comuni”. Invece è più facile notare la voglia di non tentare alcun blitz finalizzato all’aggressione di quel che richiede un riequilibrio. Non è normale che ogni comune vada ancora per conto suo. Pensandoci, se collaborassero insieme, ciò li costringerebbe davvero a trovare una soluzione. Una che una buona volta sia capace di porsi in funzione della visione collettiva. E perciò li obbligherebbe a lavorare, per l’isola, per tutti noi, davvero in modo più intelligente.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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