LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Trasparenze – e la realtà della realtà – nella mostra di Gino Di Meglio»

Si chiama “Trasparenze” la mostra fotografica di Gino Di Meglio allestita presso la Tenuta Calitto (fino al 7 luglio, ogni martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 11.30 alle 13.30 e il pomeriggio dalle 18 alle 20). Dal latino “trans-inspicio” che vuol dire “guardare attraverso” o “guardare dentro”, chi la visita ha la possibilità di osservare quello che c’è – dentro, in ogni singolo scatto – insieme con quello che si può scrutare “attraverso” le immagini. Una realtà che si sovrappone, in alcuni casi, ad altre realtà che diventano a un tempo “spazi” visibili e invisibili, intrecci e incroci. Scatti “messi”, uno sovrapposto all’altro, una dimensione sull’altra per ricostruire una Realtà nella realtà non tanto diversa da quella che ognuno ricostruisce per sé ogni giorno.

Dal latino “trans-inspicio” che vuol dire “guardare attraverso” o “guardare dentro”, chi la visita ha la possibilità di osservare quello che c’è – dentro, in ogni singolo scatto – insieme con quello che si può scrutare “attraverso” le immagini. Una realtà che si sovrappone, in alcuni casi, ad altre realtà che diventano a un tempo “spazi” visibili e invisibili, intrecci e incroci. Scatti “messi”, uno sovrapposto all’altro, una dimensione sull’altra per ricostruire una Realtà nella realtà non tanto diversa da quella che ognuno ricostruisce per sé ogni giorno

Avvocato, socio del Gruppo Rodolfo Namias dal 2014, uno dei più importanti circoli fotografici italiani che si occupa di antiche tecniche fotografiche, Gino s’interessa di fotografia dal 1973. Oltre a quella di tipo tradizionale con negativo e stampa su carta argentica, pratica le tecniche alternative di stampa come la gomma bicromatata, la cianotipia, i chimigrammi e la lumenprint.

Si esprime pure attraverso stampe lith che rappresentano un’evoluzione circa la scelta del metodo di stampa tradizionale in bianco e nero sulla carta alla gelatina d’argento. Il suo laboratorio fotografico e la camera oscura li possiede in casa, sviluppa e stampa da sé le sue opere. Oltre ai vari tour negli anni in giro per l’isola – a Villa Arbusto come ai Giardini Ravino, al carcere Borbonico o alla Chiesa dell’Immacolata del Castello Aragonese – ha portato i suoi scatti ed ha raccolto premi e riconoscimenti sia in Italia sia fuori dal Paese. Nel 2017 è stato al “Museo del Cinema” a Torino, presso la Mole Antonelliana, con stampe alla gomma bicromata nell’ambito di una collettiva dei pittorialisti italiani dall’800 ai nostri giorni. Una delle illustrazioni esposte in quell’ambiente è stata addirittura utilizzata dalla rivista “Classic Camera” per la copertina del numero del mese di aprile 2016.

Avvocato, socio del Gruppo Rodolfo Namias dal 2014, uno dei più importanti circoli fotografici italiani che si occupa di antiche tecniche fotografiche, Gino s’interessa di fotografia dal 1973. Oltre a quella di tipo tradizionale con negativo e stampa su carta argentica, pratica le tecniche alternative di stampa come la gomma bicromatata, la cianotipia, i chimigrammi e la lumenprint. Si esprime pure attraverso stampe lith che rappresentano un’evoluzione circa la scelta del metodo di stampa tradizionale in bianco e nero sulla carta alla gelatina d’argento. Il suo laboratorio fotografico e la camera oscura li possiede in casa, sviluppa e stampa da sé le sue opere

Ads

Poi, ancora viaggi per mostre ed esposizioni a Montreal, in Canada, alla “Galleria Yellow Fish” e a Locarno, in Svizzera. “Trasparenze – intrappolo bellezza” è l’ultima in ordine di tempo. Si tratta di scatti con doppie e triple esposizioni. In che cosa consiste la tecnica?

Ads

Si “compone” il set – l’oggetto che si vuole fotografare – e si scatta. Il negativo, o il frame nel caso del digitale, non avanza e si resta sullo stesso. Si individua l’oggetto nello “spazio”, dopo aver preparato il secondo che si vuole imprimere, tanto da far combaciare i due scatti e decidere “che cosa” lasciare dentro e, che cosa, mettere fuori. In sintesi si ha una “fusione” delle immagini, prima ancora dei gesti e delle eventuali parole in forma-pensiero, tanto da ricostruire quel modello cui si attribuisce il nome di “realtà”. Per trasformarlo con l’elaborazione e renderlo una condizione relativa, si potrebbe dire storica e in ogni caso “costruita”. Ne viene fuori un’illusione ma con il medesimo “grado” di realtà. Un modo di trasmettere ed esprimersi, quello di Gino, che segnala la sua sensibilità nel volersi addentrare nel significato delle cose, dei fenomeni e delle immagini.

Un modo di trasmettere ed esprimersi, quello di Gino, che segnala la sua sensibilità nel volersi addentrare nel significato delle cose, dei fenomeni e delle immagini. Nel grande gioco della costruzione passando, prima, per la (s)composizione di alcuni ‘frame’ con lo scopo di ricostruirne di nuovi nel tentativo di comunicare, all’esterno, una parte compiuta e un’altra ancora incompiuta ma che si auto realizza attraverso i sensi di chi guarda

Nel grande gioco della costruzione passando, prima, per la (s)composizione di alcuni ‘frame’ con lo scopo di ricostruirne di nuovi nel tentativo di comunicare, all’esterno, una parte compiuta e un’altra ancora incompiuta ma che si auto realizza attraverso i sensi di chi guarda.

Se nelle stampe esposte Gino intrappola la bellezza, potrebbe non essere strano sentirsi bloccati tanto dalla combinazione quanto dall’apparenza occulta e provare a cercare la giusta ‘polarizzazione’ come una possibile via d’uscita tra l’illusione e la realtà potrebbe essere quasi necessario. Se avvertite un senso di smarrimento, magari di discontinuità, fermi davanti a una fotografia, non c’è da preoccuparsi. Basta distogliere lo sguardo per un attimo. Oppure sorseggiate dal calice la giusta quantità di vino per tornare con i piedi per terra. Perlomeno fino alla fotografia successiva, in prossimità dell’intensa discussione con se stessi per intrappolare ‘nuove prospettive’ e testimoniare la lotta antagonistica contenuta nella composizione che diventa ‘una’, costringendoci a riflettere sulla realtà o su ciò cui siamo abituati a chiamare con questo nome.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Pulsante per tornare all'inizio
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex