LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Villa Arbusto e la bandiera di Città del Vino»

Gaetano Cataldo, presidente dell’associazione Identità Mediterranea, dopo il progetto ben riuscito di “Mosaico per Procida” – bottiglia di vino dedicata a Procida Capitale della Cultura – questa volta ha portato a casa un altro risultato. Martedì 25 giugno, alle 12, si terrà il convegno “Il Vino e la Cultura per il Rilancio del Territorio” presso Villa Arbusto. Con ingresso gratuito al dibattito parteciperanno numerosi relatori.

Si discuterà delle potenzialità inespresse dell’isola d’Ischia, partendo dal turismo incentrato anche sul vino e sull’archeologia come sulla cultura. In quell’occasione ci sarà la consegna del vessillo delle Città del Vino che per la prima volta in Italia sventolerà su un Museo invece che su un Ente locale. Il presidente Cataldo ha certificato ancora una volta che una certa forma di “pigrizia isolana”, a volte, può essere smossa. Bisognerebbe riflettere su una certezza, però, con la quale dovremmo iniziare a fare i conti. A provarci, e in questo caso a riuscirci, non è stato “un isolano” ma chi “vive” l’isola da esterno.

Gaetano Cataldo, presidente dell’associazione Identità Mediterranea, dopo il progetto ben riuscito di “Mosaico per Procida” – bottiglia di vino dedicata a Procida Capitale della Cultura – questa volta ha portato a casa un altro risultato. Martedì 25 giugno, alle 12, si terrà il convegno “Il Vino e la Cultura per il Rilancio del Territorio” presso Villa Arbusto. Con ingresso gratuito al dibattito parteciperanno numerosi relatori. Si discuterà delle potenzialità inespresse dell’isola d’Ischia, partendo dal turismo incentrato anche sul vino e sull’archeologia come sulla cultura

Come a dire che per quanti possano essere (stati) i tentativi “locali” – spesso andati a vuoto per una serie di motivi – per cercare di migliorare la condizione di un territorio più incline alla separazione statica, in qualche caso alla retrocessione, le “scintille” o comunque le “perle” non arrivano dall’isola. Anzi, se e quando ci sono – e di casi di cui parlare non sarebbero pochi – il comportamento “collettivo” è più proteso verso il sabotaggio (di quell’idea o di quel progetto) o all’auto distruzione. Sappiamo quali sono le criticità di Ischia come conosciamo i suoi punti di forza, tuttavia non perdiamo occasione per limitarci a parlarne non riuscendo, al contrario, a entrare nella fase successiva e pratica delle risoluzioni. In fondo si potrebbe far riferimento a un vero e proprio dramma che ci mette di fronte l’idea, probabilmente ancora non si è trasformata in consapevolezza diffusa, che Ischia è un perimetro chiuso.

Il presidente Cataldo ha certificato ancora una volta che una certa forma di “pigrizia isolana”, a volte, può essere smossa. Bisognerebbe riflettere su una certezza, però, con la quale dovremmo iniziare a fare i conti. A provarci, e in questo caso a riuscirci, non è stato “un isolano” ma chi “vive” l’isola da esterno. Come a dire che per quanti possano essere (stati) i tentativi “locali” – spesso andati a vuoto per una serie di motivi – per cercare di migliorare la condizione di un territorio più incline alla separazione statica, in qualche caso alla retrocessione, le “scintille” o comunque le “perle” non arrivano dall’isola

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Una pista, o se vogliamo dirla in altro modo una ruota di criceti, in cui da un lato ognuno ha una sua velocità mentre dall’altro, girando in cerchio, a volte bisogna fare i conti con la troppa lentezza di quello che ci si potrebbe trovare davanti. Una forma di equilibrio che, in altro senso, siamo disposti a modificare solo in poche e rare occasioni (a patto che non lo cambino in modo radicale). Ad esempio accade d’estate con il turismo che non altera la struttura della limitazione isolana che continuerà a tenersi sulla sua staticità. Se ogni tanto c’è una buona notizia come nel caso dell’idea promossa da Gaetano Cataldo di coinvolgere l’Associazione delle Città del Vino, bisognerebbe augurarsi che sul medio e lungo periodo proprio questa sia capace di produrre i suoi frutti e “inquinare” di successive buone notizie non solo Lacco Ameno e Villa Arbusto ma l’isola intera attraverso la costituzione di una cabina di regia (che funzioni) in grado di coinvolgere e attrarre tanto fondi quanto nuove prospettive.

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In fondo si potrebbe far riferimento a un vero e proprio dramma che ci mette di fronte l’idea, probabilmente ancora non si è trasformata in consapevolezza diffusa, che Ischia è un perimetro chiuso. Una pista, o se vogliamo dirla in altro modo una ruota di criceti, in cui da un lato ognuno ha una sua velocità mentre dall’altro, girando in cerchio, a volte bisogna fare i conti con la troppa lentezza di quello che ci si potrebbe trovare davanti

I politici lo sanno bene che molto dipende da loro e dalla presenza fattiva quanto applicata di una lungimiranza “politica”. Almeno, tuttavia, dovrebbero sapere che forse più di un singolo “cittadino”, hanno una responsabilità maggiore nel ruolo d’innovatori – che si sono assunti una volta eletti –per trasformare l’abitudine a girare in tondo in rilancio o comunque in qualcosa che non sia solo una ruota per criceti.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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