ARCHIVIO 2ARCHIVIO 5

Caffè Scorretto» «Visioni e divisioni»

L’Italia è tornata tra i paesi “top five” del turismo internazionale. Rispetto al 2016, nei primi mesi del 2017, nel nostro Paese sono arrivati circa 59 milioni di viaggiatori stranieri e secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo l’Italia ha avuto un incremento pari a circa il 12% rispetto al 2016. I viaggiatori stranieri hanno speso 39.155 mln di euro (+7,7% rispetto al 2016). In termini di pernottamenti, secondo i dati provvisori Eurostat, il Belpaese si colloca al terzo posto per presenze di residenti e non tra i paesi dell’area Schengen, dietro a Spagna e Francia e prima della Germania. I dati provvisori ISTAT mostrano che gli arrivi totali nel 2017 sono pari a 122,2 milioni e sono cresciuti del 4,5% rispetto ai risultati del 2016. Lungo questa direttrice c’è il maggiore incremento riportato dai flussi stranieri che crescono del 5,2%. L’Italia in questo contesto, dopo Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina, è la destinazione che cresce di più (+11,8% sul 2016). In generale stiamo avendo un aumento nella vendita del “Belpaese” e questo trend si prolungherà almeno fino all’autunno di quest’anno. Ѐ facile prevedere che la cosa seguirà lo stesso orientamento l’anno prossimo, anzi le percentuali potrebbero addirittura aumentare come stanno facendo dal 2014. E Ischia? Chi controlla e monitora, ed elabora, i dati? Non saperli studiare, oggi, equivale a una strage silenziosa, in cui ognuno agisce per se e organizza la moda del “fai da te”. C’è chi si arrangia per com’è in grado di fare, spesso e volentieri male tranne qualche albergatore lungimirante, e il rischio di vedersi catapultati e triturati nel vortice degli arrivi (stranieri e nazionali), completamente sommersi dal flusso turistico e non riuscire a governarlo è molto alto. E la maggiore associazione che raggruppa gli albergatori, che cosa sta facendo per il futuro o, almeno, che cosa ha in cantiere? La candidatura di Riccardo Sepe Visconti alla presidenza per la quale a Federalberghi si potrebbe suggerire l’apertura e una più ampia riflessione pure per allontanare un modo chiuso di ragionare (Sepe Visconti un programma l’ha redatto), ha portato scompiglio nella statica comprensione del fenomeno turistico. C’era da aspettarselo. La domanda però che dovremmo iniziare a farci è questa: siamo capaci di cambiare, modificare, presentare programmi e progetti, in grado di supportare una visione che dovrà prima focalizzarsi sul territorio e dopo, se non allo stesso tempo, avrà il compito di sviluppare e in qualche caso accrescere la propria capacità attrattiva? Se da un lato i turisti “continuano a venire” a Ischia, dall’altro resta ferma l’esigenza di darsi una mossa e “sviluppare” un brand che non può fondarsi solo su contenuti fallaci e parziali, mobili e talvolta frantumati e fumosi. Non basta il solo “marketing”, per farla breve. C’è bisogno di servizi e, non ultima, di comunicazione. Più servizi, a dirla tutta, permanenti, in specie per chi l’isola la vive anche d’inverno. Se in tanti sono abituati a vivere nelle caverne, non è detto che il turista ipertecnologico voglia trovarsi a camminare scalzo in mezzo a strade trafficate da smog e auto. Al contrario, ha necessità, e l’aspettativa, di trovare un luogo a dimensione di “isola” ma con servizi all’avanguardia e non una città caotica che scimmiotta le capitali mondiali del turismo ma che si trova a metà tra l’India e l’Africa. Perciò meno auto, in primis, e perché no pensare a una Polizia Municipale unificata a tutti i Comuni per riuscire a compensare e coprire zone come Serrara Fontana – sembra che in organico ci siano solo tre vigili– per cui risulta evidente qualche aiuto nel controllo del territorio, come una maggiore attenzione alle questioni che s’intrecciano con il nostro interesse turistico. A Forio, adesso che è stato riconfermato il sindaco Del Deo a breve si tornerà a parlare della squadra di governo. Sarà importante vedere se la questione turistica entrerà, e come, quale parte fondamentale e integrante di una visione strategica almeno di medio periodo che finora è mancata, e non solo a Forio. La roccaforte mentale isolana, che finora ha estinto ogni voglia di collaborazione tra amministrazioni, è solida ed è la ragione fondamentale per quale si continua a navigare a vista. E se proprio da Francesco Del Deo arrivasse lo stimolo, ma per davvero, non come più volte affermato negli scorsi anni – proprio da lui – che i Comuni avevano avviato un tavolo di discussione tra sindaci, per promuovere l’unificazione di alcuni servizi al fine di gettare le basi per la costituzione di un interesse isolano? Passare dalle parole ai fatti, dalle dichiarazioni alle azioni, transitando sul corridoio che esorta al cambiamento diventa sempre più necessario. Se ci limitiamo all’ordinario, come banale è la visione attuale del mondo e dell’isola che ne consegue, il rischio di perdere le occasioni per cavalcare l’onda non aspetterà per trasformarsi in realtà producendo i suoi effetti negativi sulla nostra economia. Ѐ il momento di tradurre nei fatti, interpretarla, questa tendenza alla crescita anche sull’isola. Lo è da anni ma non c’è stato finora qualcuno capace di calarlo nel pratico. C’è bisogno di riscrivere tutto. Ѐ prioritario smetterla di essere snob con le nuove idee e distanti dalle opportunità che bussano alla porta. Perché, cari signori, il tempo è cambiato e se i giorni valgono mesi, i mesi valgono anni, gli anni sono ere geologiche irrecuperabili.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close