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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto»«Che qualcuno svegli intellettuali e non, ditegli che c’è da fare»

Probabilmente ripeto ciò che ho già detto in precedenza. Ripetere però, come affermavano i latini, “giova”. E lo fa bene, e meglio, se si è disposti a ragionare partendo dalle domeniche ecologiche incastrate nel mese del senso civico nell’ambito del Festival Internazionale di Filosofia che si è appena è appena terminato. A proposito, l’edizione di quest’anno è stata particolarmente espressiva. Tanto per i contenuti trattati, discesi dal tema principale “Universi” quanto, e probabilmente è l’aspetto più importante, per lo spirito di collaborazione di chi ha lavorato e sostenuto l’evento che col tempo si sta trasformando in un vero e proprio esempio in grado di cambiare alcuni aspetti e approcci della società ischitana.

Probabilmente ripeto ciò che ho già detto in precedenza. Ripetere però, come affermavano i latini, “giova”. E lo fa bene, e meglio, se si è disposti a ragionare partendo dalle domeniche ecologiche incastrate nel mese del senso civico nell’ambito del Festival Internazionale di Filosofia che si è appena è appena terminato. A proposito, l’edizione di quest’anno è stata particolarmente espressiva. Tanto per i contenuti trattati, discesi dal tema principale “Universi” quanto, e probabilmente è l’aspetto più importante, per lo spirito di collaborazione di chi ha lavorato e sostenuto l’evento che col tempo si sta trasformando in un vero e proprio esempio in grado di cambiare alcuni aspetti e approcci della società ischitana

Ripetere, usando la filosofia per non lasciarla imprigionata nei libri ma calarla e modellarla in qualcosa di pratico, dunque, fa bene. Può fare di più se la ripetizione assume un ritmo nel quotidiano. Una suggestione può aiutare la comprensione. Immaginate se invece che eccezione, la domenica ecologica fosse al contrario una regola, un format da applicare almeno una volta al mese, a rotazione – o a turno, se preferite – per i sei comuni dell’isola.

Da preparare, programmare e promuovere sin da adesso per realizzarlo nei mesi compresi tra marzo e ottobre. Pensate ogni comune libero dalle auto, aperto per esser vissuto da adulti e bambini disponibili a spostarsi a piedi o con mezzi elettrici. Tutto ciò sicuramente contribuirebbe al rafforzamento di una “cultura (non solo) green” anche attraverso la partecipazione e un coinvolgimento più ampio delle associazioni dislocate sull’isola con cui riprendere le tradizioni locali dell’artigianato, per incoraggiare la vendita di prodotti a chilometro zero per esempio, oppure per lasciare spazio a performance teatrali all’aperto “aperte al pubblico”. Di proposte se ne possono fare molte, tutte più o meno valide allo stesso modo, l’importante è la presenza della volontà di rendere le domeniche ecologiche un appuntamento fisso perché non ha senso relegarle come incontro – abbandonato – a soli tre giorni nel mese di settembre. Anche perché ne rimarrebbe un’immagine sdolcinata della politica (amministrativa) che – ripetiamolo – non sa programmare e neppure interpretare le esigenze della sua gente a parte di quelli che si lamentano per la chiusura del traffico, e presenta quel grigiore sulla capacità di visione e sullo sviluppo.

Ripetere, usando la filosofia per non lasciarla imprigionata nei libri ma calarla e modellarla in qualcosa di pratico, dunque, fa bene. Può fare di più se la ripetizione assume un ritmo nel quotidiano. Una suggestione può aiutare la comprensione. Immaginate se invece che eccezione, la domenica ecologica fosse al contrario una regola, un format da applicare almeno una volta al mese, a rotazione – o a turno, se preferite – per i sei comuni dell’isola. Da preparare, programmare e promuovere sin da adesso per realizzarlo nei mesi compresi tra marzo e ottobre

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Che non rinnova la coscienza sociale, tanto da farci riflettere se non sia il caso di organizzare corsi di formazione intensivi sull’educazione civica (e magari anche di economia e politica economica) e chiedere ai politici locali o aspiranti tali di parteciparvi.

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Soprattutto per evitargli di fargli ruttare idee retrograde o incompiute dopo il succulento pasto di applausi per aver “organizzato” una domenica senza auto, buttata lì, sul banco dei pegni, in attesa di riceverne in cambio voti alle prossime elezioni. Da qui, torno al concetto di costanza, quale tendenza a conservare invariate stabilità e continuità, come a quelle caratteristiche di fermezza, permanenza e durata. Un tasto, insomma, che se fosse premuto sarebbe in grado di innescare il processo di dissoluzione del letamaio delle scelte – o se volete delle “non scelte” – paralizzato su se stesso per paura d’esser contaminato da proposte positive, forse a volte ricche di genio e già solo per questo sufficiente per attivare resistenze personali e soffocare qualunque scatto in avanti senza prima di averne valutati aspetti consistenti e pratici. Se esiste una costanza “positiva” che consente di perseverare nello sviluppo sociale e civico, allo stesso modo esiste una costanza di tipo negativo. Cioè contraria a ogni cambio di prospettiva. Quella peggiore, tanto da appesantirci come un pezzo di pane inzuppato in uno stagno, per evitare di essere troppo coloriti. Ci vorrebbe un bombarolo. Meglio, una squadriglia d’incursori operanti nell’attività intellettuale dell’isola. Per ricordare all’arte politicante che i soldi, i fondi, gli euro per farla breve, ci sono e stanno rischiando di perderli; e far perdere a tutti noi le occasioni “aperte” dal Patto per lo Sviluppo” che al suo interno comprende il recupero delle tradizioni culturali e dei Borghi, la mobilità elettrica, la tutela del verde e delle pinete, senza scordare incentivi per lo sviluppo per la costruzione di un’eco sostenibilità a tutto tondo.

Di proposte se ne possono fare molte, tutte più o meno valide allo stesso modo, l’importante è la presenza della volontà di rendere le domeniche ecologiche un appuntamento fisso perché non ha senso relegarle come incontro – abbandonato – a soli tre giorni nel mese di settembre. Anche perché ne rimarrebbe un’immagine sdolcinata della politica (amministrativa) che – ripetiamolo – non sa programmare e neppure interpretare le esigenze della sua gente a parte di quelli che si lamentano per la chiusura del traffico, e presenta quel grigiore sulla capacità di visione e sullo sviluppo. Che non rinnova la coscienza sociale, tanto da farci riflettere se non sia il caso di organizzare corsi di formazione intensivi sull’educazione civica (e magari anche di economia e politica economica) e chiedere ai politici locali o aspiranti tali di parteciparvi

Sì, mi ripeto. Ripeto ciò che ho già detto in precedenza e molte volte. Chissà, magari serve e giova. A qualche altro potrebbe apparire invece la solita litania ma è a questi che bisogna ricordare l’ampiezza del fondo cui si potrebbe accedere pari a circa 7 miliardi di euro nel ciclo 2021/2027, esclusi i soldi del Recovery Fund. A quel punto, altro che domeniche. Con progetti sul lavoro, sui trasporti e sul recupero di molti dei settori economici e produttivi dell’economia ogni giorno potrebbe essere “domenica” che, costante, nel tempo, scardinerà il clima di “leccaculaggio” perpetuo nei confronti del futuro impastato di chiacchiere e “omini” travestiti da politici in cerca di voti.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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