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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto»«E sotto il Maestrale, urla e biancheggia il mar»

Dite ciò che volete ma chi l’ha visto e chi ha iniziato a guardare le cose come sono, al posto di ciò che ci si illude di possedere levandosi il prosciutto dagli occhi, lo sa. L’ha capito. Tutto è collegato al turismo, perfino l’economia isolana. Anzi esiste una relazione biunivoca tra questi due asset apparentemente slegati tra loro. Sembra il mare dell’ovvio, del ripetuto fino alla noia che forse, pensandoci, potrebbe essere la fonte di quell’indifferenza collettiva che coinvolge Ischia e la sua società. Molti scappano dinanzi alla realtà, o semplicemente non vogliono vederla. Si tratta di un virus che ha colpito un po’ tutti. Mi piacerebbe, lo confesso, dire che va tutto bene, che ne siamo usciti migliori, avere le stesse certezze dei fighi navigati della politica o di chi è convinto che alle amministrazioni basti fare poco svincolato dalle altre per accedere a fondi strutturali.

Molti scappano dinanzi alla realtà, o semplicemente non vogliono vederla. Si tratta di un virus che ha colpito un po’ tutti. Mi piacerebbe, lo confesso, dire che va tutto bene, che ne siamo usciti migliori, avere le stesse certezze dei fighi navigati della politica o di chi è convinto che alle amministrazioni basti fare poco svincolato dalle altre per accedere a fondi strutturali. D’accordo, alcune ci riescono ma qual è il risultato se alla base manca l’idea di “isola”?

D’accordo, alcune ci riescono ma qual è il risultato se alla base manca l’idea di “isola”? Mi piacerebbe, dicevo, avere la stessa certezza di chi con la foto del tramonto foriano pensa di riuscire a richiamare turisti e contribuire così a risolvere le deficienze di un’isola e al risanamento di quella falla enorme, gigantesca, qual è la mancanza di programmazione unitaria, di riuscirci con una piccola goccia di spensieratezza anche un po’ superficiale.

Ci ho provato, non ci riesco. A qualcuno gli argomenti trattati in questa rubrica possono creare un prurito fastidioso, qualche altro potrebbe non seguire il filo che li lega o non capirli fino in fondo, ad altri per converso potrebbe venire la brillante idea di lamentarsi perché “nessuno dice niente”, nessuno parla dei problemi come lo sfruttamento del lavoro o la disarticolazione degli eventi culturali sparsi sul territorio, per esempio. Sono sintomi che segnalano una refrattarietà riluttante ogni volta che qualcuno ci mette davanti alla verità o una sua parte mettendo in discussione il “sogno ischitano”. Eppure c’è chi qualcosa la realizza davvero, lavora a volte sostituendosi all’assenza delle minoranze nei Consigli comunali. Mi riferisco ad alcune associazioni ad esempio, oppure ai comitati di cittadinanza attiva – citando Franco Borgogna – che chiedono l’accesso agli atti delle amministrazioni (in questo caso a Ischia poiché a quanto pare, possiamo dirlo, un’opposizione è inesistente) per capire che direzione percorrono. “Progetto Ischia” è tra queste. Fu quest’associazione che nel 2020, nel pieno della pandemia, “regalò” ai sei sindaci un piano dettagliato, elaborato dai tecnici che ne fanno parte tra cui il dr Giuseppe Arturo, per affrontare l’esigenza della riapertura e favorire il rilancio turistico e quindi l’economia. Nessuno dei sei lo prese in carico, neppure ci furono interessi di approfondimento per capire come opporsi alle correnti degli eventi. Tutto rimase lettera morta. Dopo circa un anno e mezzo la situazione potrebbe apparire migliorata, specie a giudicare dagli arrivi che solerti contabili hanno sciorinato a cadenza quasi settimanale attribuendo alle migliaia di sbarchi estivi la capacità di produrre ricchezza (che ha ben altre ragioni alla base).

Eppure c’è chi qualcosa la realizza davvero, lavora a volte sostituendosi all’assenza delle minoranze nei Consigli comunali. Mi riferisco ad alcune associazioni ad esempio, oppure ai comitati di cittadinanza attiva – citando Franco Borgogna – che chiedono l’accesso agli atti delle amministrazioni (in questo caso a Ischia poiché a quanto pare, possiamo dirlo, un’opposizione è inesistente) per capire che direzione percorrono. “Progetto Ischia” è tra queste. Fu quest’associazione che nel 2020, nel pieno della pandemia, “regalò” ai sei sindaci un piano dettagliato, elaborato dai tecnici che ne fanno parte tra cui il dr Giuseppe Arturo, per affrontare l’esigenza della riapertura e favorire il rilancio turistico e quindi l’economia. Nessuno dei sei lo prese in carico, neppure ci furono interessi di approfondimento per capire come opporsi alle correnti degli eventi

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L’associazione costituita da Luigi Iacono, ci ha riprovato quest’anno cogliendo l’occasione delle elezioni a Serrara Fontana. Giusto un inciso. Il piano de “il Maestrale”, che s’inserisce nell’attività di “Progetto Ischia”, non si rivolge soltanto al Comune montano, benché sia indicato nella premessa. Si tratta di un programma, come cita l’introduzione, “per chi amministra, ma dovrà anche saper governare lo sviluppo, e per chi vive e lavora nella nostra Isola” e indica la direzione attraverso l’attuazione di una necessità vale a dire “l’impegno di tutti per ritrovare la strada maestra, quella del “dove andare” e “cosa fare”.

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E citando Seneca che ammoniva “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, il Maestrale in mancanza di un’attività amministrative degna di rilievo diventa all’istante lo strumento per “favorire la partecipazione civica di chi vorrà condividerle e contribuire a realizzarle nel prossimo decennio, e oltre, perché i prossimi anni saranno impegnativi e sfidanti per tutti”. Il vento che spira da nord-ovest, il maestro della navigazione, parte dall’interno di Progetto Ischia e, a un tempo, diventa una cartina di ciò che dovrebbe (deve!) diventare la priorità delle sei amministrazioni. Le 19 pagine di contenuti sono a libera disposizione e accesso delle amministrazioni. Una “proposta programmatica, educativa e di buon governo, che punta a promuovere un modello di sviluppo comunale, ma anche isolano, ecosostenibile: pensiamo non solo all’approvvigionamento di energia pulita, alla tutela della risorsa idrica, alla gestione efficiente dei rifiuti, alla mobilità a emissioni zero, al recupero del patrimonio edilizio, ma soprattutto alla qualità del lavoro e della formazione innovativa, a servizi sociali e sanitari adeguati ai bisogni delle famiglie, a una cultura per il benessere e la crescita delle persone”, si continua a leggere nella premessa. Non manca “il turismo, che Progetto Ischia individua quale “fonte principale di ricchezza”. Un turismo che “va ripensato in termini di protezione e conservazione delle risorse del territorio in tutte le loro componenti, rendendolo sostenibile e promuovendo un’offerta di qualità nell’accoglienza e nei servizi, sostenendo la formazione degli operatori e favorendo la cooperazione tra imprese e l’innovazione”, non mancando di far riferimento allo strumento della “democrazia partecipata attraverso incontri con i cittadini sulle questioni più rilevanti sul piano sociale, sanitario, ambientale, paesaggistico e urbanistico e favorendo la trasparenza attraverso l’informazione e la comunicazione digitale”. Dalla “Tutela del territorio e del mare”, sono inseriti alcuni temi spinosi come il condono e i Piani Urbanistici Comunali, fino alla gestione in forma unitaria dei rifiuti solidi urbani e la depurazione, si arriva alla “Sanità e al Welfare di comunità” non mancando di prevedere un altro motivo importante per costruire il futuro.

Il vento che spira da nord-ovest, il maestro della navigazione, parte dall’interno di Progetto Ischia e, a un tempo, diventa una cartina di ciò che dovrebbe (deve!) diventare la priorità delle sei amministrazioni. Le 19 pagine di contenuti sono a libera disposizione e accesso delle amministrazioni come l’indicazione delle risorse finanziarie per “come fare” a realizzarle.

“Scuola, formazione e cultura”, infatti, rappresentano il pilastro su cui si fonda l’impalcatura de Il Maestrale che attribuisce un ruolo importante alla funzione educativa che “oggi più che in passato dovrebbe superare le pareti della scuola e coinvolgere anche l’intera Comunità per promuovere lo sviluppo di tutta la cittadinanza, indipendentemente dall’età, per dare a ciascuno l’opportunità di esprimere i propri talenti e creatività, per risvegliare il senso civico e il rispetto della natura, per stimolare il pensiero critico nonché la capacità di comprensione dei problemi complessi, per sostenere la partecipazione corresponsabile alla progettazione e sviluppo delle politiche locali. Per questo le politiche di promozione della cultura, indispensabili, devono seguire due direttrici: quella della formazione continua per la crescita dei cittadini, orientata anche a una cultura del dialogo, del rispetto delle diversità e dell’accoglienza, che favoriscono anche la crescita delle competenze di lavoratori e imprenditori operanti nel turismo, e quella di un’offerta culturale attrattiva per i turisti più sensibili e quelli interessati all’ambiente e all’identità culturale locale”, per uscire dalla nebbia specie quella mentale. Si aggiungono, sport, digitalizzazione, agricoltura e un turismo perfettamente legato all’economia, partendo dalla tutela delle “risorse naturali, ambientali, culturali, enogastronomiche uniche e inestimabili che non vanno “sfruttate”, ma protette e valorizzate se si vuole che il turismo rimanga fonte di ricchezza per le nostre famiglie e i nostri giovani”, completa un percorso di ripresa. L’indicazione delle risorse finanziarie completa il quadro del “come fare” a realizzarle. “Per investire in risorse umane, opere pubbliche e servizi migliori occorrono idee, progetti e risorse finanziarie. Il primo gennaio 2021, infatti, è iniziato il settennato finanziario UE 2021 – 2027 e a tal fine la Commissione ha stanziato un budget di € 1.074,3 miliardi per il prossimo settennato. Al Quadro Finanziario Pluriennale si accompagna lo strumento per la ripresa Next Generation EU da € 750 miliardi (di cui lo strumento più sostanzioso è il ben noto (Recovery Fund). In totale il pacchetto finanziario per il prossimo settennato ammonterà a € 1.824,3 miliardi (ai quali si aggiungono € 16 miliardi voluti dal Parlamento Europeo)”. A ciò, manco a dirlo, si possono aggiungere i fondi del “Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia”. Elaborato da Mimmo Barra nel 2015, favorisce il finanziamento di “progetti per aree omogenee” poiché si muove sulla necessità di una programmazione comune recepita e quasi resa obbligatoria dalla Regione Campania. Per chi parlare, o scrivere, se tanto non si ascolta o si legge male? Verrebbe da dire che siamo tutti colpevoli se restiamo indifferenti. Invece no. Devo salvare quei “quattro gatti” che ancora credono di poter rilanciare l’isola e sanno pure come fare. E se vi ripetono la litania “eh, sarebbe bello ma non ci sono soldi”, mandateli a quel paese.

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