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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto»«Sia lode agli amministratori (di condominio)»

“Parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli”. E allora parliamone, soprattutto alla luce di ciò che sta accadendo sull’isola, in particolare in alcune porzioni. Certamente fare il Sindaco non deve essere per niente semplice tuttavia bisogna evidenziare che proprio la difficoltà sia alla base della questione dell’aumento delle loro retribuzioni, contenuto nella nuova Legge di Bilancio, in forma scaglionata da gennaio 2022 per poi raggiungere l’apice nel 2024. I primi cittadini dei comuni da 10 mila a 30 mila abitanti – il riferimento riguarderà Forio, Ischia e Barano: circa 17.500 abitanti per il primo, circa 22.500 per il secondo e 10.036 per il terzo – passeranno dagli attuali 2.780 euro a 4.140. Per i Comuni da 5 a 10 mila abitanti – questo caso interesserà il Comune di Casamicciola – da 2.510 a 4.000 euro. 

Certamente fare il Sindaco non deve essere per niente semplice tuttavia bisogna evidenziare che proprio la difficoltà sia alla base della questione dell’aumento delle loro retribuzioni, contenuto nella nuova Legge di Bilancio, in forma scaglionata da gennaio 2022 per poi raggiungere l’apice nel 2024. I primi cittadini dei comunida 10 mila a 30 mila abitanti – il riferimento riguarderà Forio, Ischia e Barano: circa 17.500 abitanti per il primo, circa 22.500 per il secondo e 10.036 per il terzo – passerannodagli attuali 2.780 euro a 4.140.Per i Comunida 5 a 10 mila abitanti – questo caso interesserà il Comune di Casamicciola – da 2.510 a 4.000 euro.Per gli altri con popolazione da 3 mila a 5 mila abitanti – nel focus rientrano Serrara Fontana con 3.147 abitanti e Lacco Ameno con 4.842 – si passeràdagli attuali 1.950 a 3.036 euro

Per gli altri con popolazione da 3 mila a 5 mila abitanti – nel focus rientrano Serrara Fontana con 3.147 abitanti e Lacco Ameno con 4.842 – si passerà dagli attuali 1.950 a 3.036 euro. Sotto i 3 mila abitanti, l’indennità passerà dagli attuali 1.659 a 2.208. Per dovere di cronaca, gli aumenti spetteranno anche ai Sindaci delle Città Metropolitane, ai vice e ai Presidenti del Consiglio. Intanto si sta aprendo il fronte del “terzo mandato”. Alla Camera dei Deputati è stata approvata la «legge Pella», dando il primo via libera al provvedimento che modificando l’articolo 51 del Testo Unico sugli Enti Locali consentirà ai Comuni con meno di 5 mila abitanti di eleggere lo stesso sindaco per tre mandati consecutivi. Il provvedimento passerà in Senato per la seconda approvazione ma non dovrebbero esserci problemi.

L’attenzione perciò dovrà andare a Lacco Ameno e Serrara Fontana. Il punto però non è l’apertura del dibattito sugli aumenti delle indennità ai sindaci, giusti o sbagliati. Non è neppure sul tema pressoché evidente della rivalsa del “partito dei sindaci” (cui peraltro il primo cittadino di Lacco Ameno, Pascale, ha dimostrato di appartenere per aver partecipato a manifestazioni organizzate nella Capitale). Al contrario il confronto – che non c’è e fatica a decollare anche a causa di un’opinione pubblica isolana dormiente che appare cloroformizzata o comunque distratta da altro – deve partire da un livello diverso. Vale a dire da una serie d’interrogativi a seguito di tali aumenti annunciati. Per esempio che cosa faranno i [nostri] sindaci che vedono riconosciuta la loro difficoltà ad amministrare un Comune? Decideranno di occuparsi finalmente dello straordinario destinando parte del proprio lavoro a trovare e impiegare finanziamenti per favorire la trasformazione strategica dell’isola, a conquistare nuovi modi per sviluppare l’economia in modo omogeneo dando contemporaneamente spazio alla risoluzione di problemi che sono sul tavolo da anni? Il traffico e la necessaria unione di alcuni servizi essenziali sono tra questi, ad esempio. Oppure continueranno sulla strada attuale, perciò inesistente, condannando le ampie fasce della popolazione, le attività commerciali, in una sola parola il tessuto economico sociale, alla pena capitale dell’indifferenza, all’ergastolo della mancanza di visione e competitività turistico culturale come alla pena detentiva dello sfruttamento nel lavoro e all’impoverimento delle risorse (umane, associative ed economiche)? Le attività che alcuni primi cittadini calcano sulla scena isolana, alcuni attraverso la stampa con interviste di comodo altri pure sui social, fatte poche eccezioni, in modo diverso sono perlopiù dei gusci vuoti. Non ce n’è uno tra loro in grado di avere un’idea anche minima sulla visione del futuro di Ischia che poi dipende dal presente: quello che c’è oggi lo ritroveremo domani, se non ci saranno modifiche sostanziali.

Il confronto – che non c’è e fatica a decollare anche a causa di un’opinione pubblica isolana dormiente che appare cloroformizzata o comunque distratta da altro – deve partire da un livello diverso. Vale a dire da una serie d’interrogativi a seguito di tali aumenti annunciati. Per esempio che cosa faranno i [nostri] sindaci che vedono riconosciuta la loro difficoltà ad amministrare un Comune? Decideranno di occuparsi finalmente dello straordinario destinando parte del proprio lavoro a trovare e impiegare finanziamenti per favorire la trasformazione strategica dell’isola, a conquistare nuovi modi per sviluppare l’economia in modo omogeneo dando contemporaneamente spazio alla risoluzione di problemi che sono sul tavolo da anni?

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Ce ne sono ancora meno in grado di riflettere su che cosa c’è bisogno per costruire un trampolino di lancio economico attraverso una progettazione seria d’infrastrutture per aumentare la competitività, non con Capri ma a livello internazionale: magari dando esecuzione al Patto per lo Sviluppo che nella gara egoistica tra primi cittadini qualcuno vuole tenere affossato? Ancora, riflettere su come si possono sostenere le fasce più povere e disagiate o risolvere, per esempio, il problema delle stelle date a casaccio agli alberghi e, più in generale, delle condizioni di lavoro, lo abbiamo visto la scorsa estate, che a volte sfiorano lo schiavismo? Forse serve più attenzione da parte della politica? Insomma, non si ragiona di cosa è meglio e cosa non lo è, men che meno si leggono proposte per superare l’antipatia tra amministratori o peggio verso chi una visione bene o male la incolla con quattro dichiarazioni spicciole. Niente di niente. L’avvocato Luciano Venia, nel suo intervento nei giorni scorsi ha proposto alcune sue idee su come dare un volto diverso a questo scoglio tenuto nella morsa dell’immobilismo.

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L’avvocato Luciano Venia, nel suo intervento nei giorni scorsi ha proposto alcune sue idee su come dare un volto diverso a questo scoglio tenuto nella morsa dell’immobilismo. Sogni oppure no, alcune realizzabili più velocemente di altre, altre immediatamente fattibili, ciò che va evidenziato è che le stesse furono pubblicate a fine anni ’90 su Il Golfo. Da allora non è cambiato nulla, anzi il carattere abitualmente inconcludente buono per alimentare mari e fiumi di parole è peggiorato. E con esso le nostre condizioni di vita. Un esempio su tutti l’ha fornito proprio il sindaco di Lacco Ameno. Con un’ordinanza sindacale del 22 novembre ha vietato in ogni ora della giornata alle attività commerciali [per la verità una sola che si trova nel Corso principale] di fare musica tanto dal vivo quanto in filo diffusione, consolidando l’idea di un due novembre perenne

Sogni oppure no, alcune realizzabili più velocemente di altre, altre immediatamente fattibili, ciò che va evidenziato è che le stesse furono pubblicate a fine anni ’90 su Il Golfo. Da allora non è cambiato nulla, anzi il carattere abitualmente inconcludente buono per alimentare mari e fiumi di parole è peggiorato. E con esso le nostre condizioni di vita. Un esempio su tutti l’ha fornito proprio il sindaco di Lacco Ameno. Con un’ordinanza sindacale del 22 novembre ha vietato in ogni ora della giornata alle attività commerciali [per la verità una sola che si trova nel Corso principale] di fare musica tanto dal vivo quanto in filo diffusione, consolidando l’idea di un due novembre perenne e decretando la fine dell’investimento – anche economico – di risorse nel tentativo di un locale di rianimare l’economia di un paese che sembra gestito, allo stesso modo di altri Comuni, come un condominio. Se l’intenzione fosse stata davvero quella di tutelare la quiete pubblica, sarebbe bastato indicare lo spazio orario per l’intrattenimento, invece si è preferito soffocare quel pezzetto d’inventiva imprenditoriale per opporsi al periodo non proprio roseo. Insomma pare proprio che la tendenza degli amministratori che vedranno la loro indennità maggiorata, sempre più uguali ai responsabili di condominio, sia quella di far parlare di sé ma [pure tra la gente] tanto e male.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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