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CAI Ischia, i primi 5 anni: è l’ora della festa

Gianluca Castagna | ForioE’ giovane la Sottosezione CAI (Club Alpino Italiano) di Ischia, ma già cammina da tempo con le sue gambe verso un futuro di salvaguardia dell’ambiente promosso e realizzato attraverso motivazioni, impegno e speranze, un rapporto con il territorio che si rinnova di anno in anno, l’interazione, non facile, con la comunità e le istituzioni. Un cammino sempre più spedito perché sempre più solida è la consapevolezza che solo attraverso una presenza forte, continua, anche caparbia, si diventa credibili come punto di riferimento per la montagna e la sua frequentazione sempre più diffusa, per l’isola intera a cui culturalmente contribuisce, per i soci e i simpatizzanti che trovano nel CAI un ambiente stimolante in termini di socialità, relazioni umane, conoscenze dell’ambiente e valore delle proposte messe in campo.
Il CAI Ischia ha festeggiato il suo 5° compleanno in un incontro ai Giardini Ravino di Forio e per l’occasione, ha raccontato ai tanti presenti se stesso e la sua storia. La passione, la fatica e le difficoltà degli inizi; i primi protocolli d’intesa con le amministrazioni isolane (va detto, ancora troppo poco fecondi); la riscoperta e la fruizione degli antichi sentieri agresti dell’isola d’Ischia, l’apertura e il dialogo serrato con il mondo associativo per diventare protagonisti delle dinamiche socio-economiche in atto senza peraltro subirle, osservarle da lontano e tanto meno ignorarle. Questo ha portato la sottosezione di Ischia ad abbracciare anche un linguaggio, in termini di comunicazione del proprio lavoro e delle proprie iniziative, più efficace per coinvolgere tutti i segmenti di una comunità che vive su un territorio complesso, prezioso e purtroppo ampiamente compromesso.

Come nelle salite ad alta quota, che tante volte abbiamo sperimentato e raccontato sulle pagine di questo giornale, quando ci si guarda indietro e si pensa già alla prossima escursione, anche il CAI Ischia, con il reggente della sezione Francesco Mattera e il socio fondatore Giovannangelo De Angelis, hanno ripercorso questi cinque anni ricordando le tappe più significative anche attraverso i filmati realizzati dal giornalista Antonello De Rosa e dal videomaker Gaetano Amalfitano. Senza cadere troppo nella retorica (in una giornata pur emozionante per tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del paesaggio e del territorio), ma descrivendo ciò che è stato fatto e come è stato fatto.
A partire dall’individuazione, dalla registrazione e dal recupero degli antichi sentieri. Oggi iscritti nel registro CAI e tutti fruibili in condizioni accettabili di sicurezza anche per i principianti del trekking e dell’escursionistica. Naturalmente la fruizione e la sicurezza presuppongono una continua attività di pulizia, potatura, manutenzione di cui i soci CAI si occupano periodicamente con grande impegno e fatica, ma immutato entusiasmo. E non solo alla vigilia di appuntamenti, come “Andar per sentieri” (la quinta edizione si svolgerà dall’11 al 14 maggio), che collocano il territorio sotto i riflettori del turismo internazionale.
E ancora la questione della segnaletica, oggi presente in tre dei cinque sentieri, e troppe volte sottovalutata. «Il percorso di segnatura è determinante per consentire alle persone di passeggiare nella natura in sicurezza e tranquillità» spiega Francesco Mattera. «Il nostro obbiettivo è completarla su tutti i sentieri, ma anche evitare di dover intervenire ciclicamente per ripristinare quella esistente, spesso boicottata o divelta». Da chi? «Non lo sappiamo, gli interventi del CAI non vanno visti come calati dall’alto ma come servizi per il territorio, per la comunità di ospiti e residenti. Siamo su un’isola, un’area non eccessivamente estesa, ma molto complessa da un punto di vista geomorfologico. L’approccio non è semplicissimo e non tutti ricorrono alla figura professionale di una guida escursionista. Chi non è esperto, dunque, rischia di perdersi o avere difficoltà di orientamento. La segnaletica CAI sui sentieri dell’isola evita questi problemi».

Tra gli obiettivi del 2017 un nuovo Workcamp internazionale sulle tecniche di recupero dei muri a secco in difesa del paesaggio terrazzato rurale. A maggio, con i nuovi volontari, provenienti da tutto il mondo, ospiti stavolta dell’Hotel Paradiso a Forio. Lavoro, tempo libero, scambio culturale, volontariato e amicizia: anche sull’Isola Verde la pratica del workcamp diventa concentrato di vita e mondo. Uno spazio di idee, progetti e solidarietà.
Come quello che mira alla sistemazione dell’area di Buceto o alla redazione di una vera cartina escursionistica, strumento divenuto indispensabile quando si intende intercettare un particolare segmento del turismo green, peraltro in forte espansione. «Occorre lo sponsor, ma prima o poi ci arriviamo» confida Mattera.
Continua infine il doveroso impegno di educazione ambientale nelle scuole. Non solo con i corsi di escursionismo all’Istituto Tecnico per il Turismo “C. Mennella” di Forio o all’IPS “V. Telese” di Ischia, ma con una pratica continua di conoscenza e rapporto con la natura. «Quest’anno, anche grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici e dei colleghi docenti, siamo riusciti a portare una sessantina di studenti su uno dei percorsi naturalistici più impegnativi e straordinari dell’isola: quello dei Pizza Bianchi, a Serrara Fontana».
Il tempo di presentare due nuove realtà della sottosezione ischitana (il Gruppo Tam e il Gruppo Roccia), ed già tempo di brindisi e tradizionale taglio della torta.
Senza dimenticare l’offerta di gite escursionistiche sempre più ampia e proiettata anche in terraferma. Due proposte su tutte: il Sentiero degli Dei, sulla Costiera amalfitana, di notevole impatto spettacolare; e la Valle delle Ferriere, ambiente straordinario nel quale sono sopravvissute colonie di vegetali di estremo interesse, conservate da epoche lontanissime, come la felce gigante Woodwardia radicans.
Tutte le info per divenire soci CAI e sostenere l’associazione sul sito: www.cainapoli.it

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