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Calano i fallimenti, ma la Campania resta nella top five

Gli ultimi tre mesi del 2016 evidenziano le buone notizie dei trimestri precedenti e confermano il consolidamento dell’inversione di tendenza positiva dopo gli ultimi anni caratterizzati da un costante aumento dei fallimenti che aveva toccato il suo picco nel 2014, con un totale di 15.336 casi. Nel quarto trimestre dell’anno, infatti, le imprese italiane costrette a portare i libri in Tribunale sono state 3.420, registrando una contrazione del -7,7% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente e del -12,2% rispetto al 2014. Complessivamente, nell’intero anno sono invece state 13.467 le imprese ad aver dichiarato fallimento, con una media di 53 casi al giorno. Malgrado il progressivo ripiegamento del fenomeno, va pero’ sottolineato come il numero di fallimenti registrati risulti ancora decisamente piu’ elevato rispetto al 2009, quando i riflessi dell’incipiente crisi non erano ancora cosi’ evidenti. Questo quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da Cribis, la societa’ del Gruppo Crif specializzata nella business information. La distribuzione sul territorio nazionale dei fallimenti e’ sovente correlata alla densita’ di imprese attive nelle diverse aree del Paese. La Lombardia, con 2.839 casi nel corso del 2016 e una incidenza sul totale Italia del 21,1%, si conferma la regione con il maggior numero di fallimenti. Dal 2009 ad oggi si contano 22.242 imprese lombarde fallite.

La seconda regione piu’ colpita e’ stata il Lazio, con 1.637 casi e un’incidenza sul totale Italia del 12,2%, seguita dal Veneto, con 1.168 casi e relativa incidenza del 8,7%. Nelle prime dieci posizioni della graduatoria si trovano anche la Campania (con 1.143 fallimenti), la Toscana (1.052), l’Emilia Romagna (982), il Piemonte (869), la Sicilia (827), la Puglia (615) e le Marche (417). Entrando maggiormente nel dettaglio, dall’analisi di Cribis emerge che il settore che nel corso del 2016 ha fatto registrare il maggior numero di casi e’ stato, ancora una volta, quello del commercio, con 4.064 fallimenti. Seguono il comparto dell’edilizia (con 2.764 casi complessivi), l’industria (2.649) e i servizi (1.995). Tutti i restanti settori hanno fatto complessivamente registrare 1.995 casi.

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